Il politicamente corretto

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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda alessandro » mer lug 22, 2020 11:26 pm

Gli asiatici anche in Asia studiano 18 ore al giorno, qualcosa conta.
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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda Monheim » mer lug 22, 2020 11:34 pm

alessandro ha scritto:Gli asiatici anche in Asia studiano 18 ore al giorno, qualcosa conta.

E le altre sei lavorano.
Gnu Iorc ha scritto:in fin dei conti quel cojone di michelangelo puo' essere comparato alla fotografa indonesiana degli anni 50...

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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda uglygeek » gio lug 23, 2020 1:46 am

Monheim ha scritto:
alessandro ha scritto:Gli asiatici anche in Asia studiano 18 ore al giorno, qualcosa conta.

E le altre sei lavorano.

Appunto.

Invece i bambini neri che studiano sono ostracizzati dagli amici neri che li prendono in giro e li definiscono “acting white”. Di questo problema ha parlato anche Michelle Obama (che non credo sia razzista) nella sua autobiografia. Alla fine anche questo conta.
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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda Rosewall » gio lug 23, 2020 12:07 pm

invece che dividere fra "neri" e "asiatici" sarebbe utile vedere la cultura e educazione di una specifica comunità (nonché il suo grado e le sue modalità di coesione); quindi, no "asiatici" in generale ma ad esempio americani di origine coreana a K-Town, e no "neri" in generale ma ad esempio famiglia afroamericana ad Overtown eccetera.
Un fattore psicologico e culturale che può essere rilevante è quello di essere immigrato, e generazioni successive, oppure no (nero o bianco).
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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda ReKal » gio lug 23, 2020 10:32 pm

Nickognito ha scritto:Non ho capito la seconda parte della domanda, dal per in poi.

Ma tu continui a offendere, attaccare, dicendo che faccio finta, prendo in giro o sono come un bambino, in senso negativo.

Con questi toni, perché dovrei avere interesse a discutere con te scusa? :o :D

Ho solo detto che certe domande potete rivolgerle anche a quelle signore e signori, visto che pensano la stessa cosa che penso io.

Io, visto che questi toni maleducati continuano, preferisco rispondere ad altri.

Te ne farai una ragione, suppongo.


Mai una risposta nel merito.
Mistificazione, elusione, decontestualizzazione, fingere di non capire, tutto questo alla base di ogni tuo commento.
Poi, se uno si incazza e te lo fa notare ovviamente non ti abbassi a rispondere dall’alto del tuo non si capisce bene cosa.
Patetico.
Te ne farai una ragione, suppongo.
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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda Nickognito » ven lug 24, 2020 8:57 am

Nickognito ha scritto:
Ma tu continui a offendere


e continui, continui, forse il tuo modo di difendere i neri e' pensare che i maschi bianchi etero si possono offendere senza remore, accusare di menzogne e quant'altro.

Cerco di essere piu' cortese, da adesso non rispondero' piu' a queste offese non per scortesia, ma per la funzione salva-tempo del forum che mi permettera' di non leggere i tuoi post.

Faccio solo notare che, quando uno che stai offendendo di continuo non ti risponde, e' anche normale, non e' che non si abbassi a rispondere dall'alto di qualcosa. Noi non ci conosciamo. Prova a rivolgerti per strada a qualche sconosciuto chiamandolo patetico e bugiardo, infantile e razzista. Vedrai che se uno non ti risponde ti va gia' anche bene :D

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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda alessandro » ven lug 24, 2020 10:09 am

Rosewall ha scritto:invece che dividere fra "neri" e "asiatici" sarebbe utile vedere la cultura e educazione di una specifica comunità (nonché il suo grado e le sue modalità di coesione); quindi, no "asiatici" in generale ma ad esempio americani di origine coreana a K-Town, e no "neri" in generale ma ad esempio famiglia afroamericana ad Overtown eccetera.
Un fattore psicologico e culturale che può essere rilevante è quello di essere immigrato, e generazioni successive, oppure no (nero o bianco).

Questo lo credo anch’io.

Vedere da dove vengono, che ambiente hanno attorno, la comunità la storia...

Un asiatico arrivato dalla Corea laureato in informatica è differente da un asiatico nato negli Stati Uniti da una famiglia povera o da una ricca.
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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda uglygeek » ven lug 24, 2020 5:17 pm

alessandro ha scritto:
Rosewall ha scritto:invece che dividere fra "neri" e "asiatici" sarebbe utile vedere la cultura e educazione di una specifica comunità (nonché il suo grado e le sue modalità di coesione); quindi, no "asiatici" in generale ma ad esempio americani di origine coreana a K-Town, e no "neri" in generale ma ad esempio famiglia afroamericana ad Overtown eccetera.
Un fattore psicologico e culturale che può essere rilevante è quello di essere immigrato, e generazioni successive, oppure no (nero o bianco).

Questo lo credo anch’io.

Vedere da dove vengono, che ambiente hanno attorno, la comunità la storia...

Un asiatico arrivato dalla Corea laureato in informatica è differente da un asiatico nato negli Stati Uniti da una famiglia povera o da una ricca.

Ci sono 18.2 milioni di americani di origine asiatica, il 5.6% della popolazione, cioè poco meno della metà della popolazione afroamericana.

Non sono da confondere con gli immigrati arrivati con una laurea in tasca dalla Corea o da Hong Kong o, in molti, dall’India, per lavorare in una grande azienda. O anche dei tanti che arrivano per studiare nei college americani e poi trovano un buon lavoro dopo la laurea. Questo fenomeno esiste solo da pochi decenni, e questi rimangono a lungo cittadini stranieri, hanno solo un visto H1 e spesso devono attendere decenni per avere la green card (per noi italiani la green card arriva subito, un indiano puo' aspettarla venti anni o piu') e poi dopo altri anni naturalizzarsi. Tra l'altro non pochi poi tornano in patria, non diventano americani.

La maggior parte degli americani di origine asiatica sono immigrati da molte generazioni, quando sono arrivati non avevano niente poi lavorando in molti casi si sono arricchiti. In genere anche gli asiatici che fanno lavori umili fanno studiare i figli come matti, perché abbiano un futuro migliore. Il classico esempio è l’Apu dei Simpson con il suo negozietto E-Mart aperto giorno e notte (peraltro anch’esso vittima del PC).

Poi ci saranno ovviamente eccezioni, ma come dici dipende dall’ambiente che hanno intorno e dalla comunità. Ma allora bisognerebbe anche chiedersi perché l’ambiente e la comunità di certi quartieri neri sia così tossica.
Vorrei fare un esempio italiano, se nasci a Scampia o Casal di Principe non è difficile diventare camorristi, in certi quartieri l’ambiente è quello, la cultura è quella, poi c’è chi studia, chi va via, chi fa il poliziotto. Ci sono tante ragioni, storiche, economiche, sociologiche.
Però non è nemmeno colpa mia se uno decide di fare il camorrista invece di lavorare.
Ultima modifica di uglygeek il ven lug 24, 2020 6:53 pm, modificato 3 volte in totale.
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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda Johnny Rex » ven lug 24, 2020 5:43 pm

uglygeek ha scritto:Poi ci saranno ovviamente eccezioni, ma come dici dipende dall’ambiente che hanno intorno e dalla comunità. Ma allora bisognerebbe anche chiedersi perché l’ambiente e la comunità di certi quartieri neri sia così tossica. Dipende appunto molto dalle comunità.
Vorrei fare un esempio italiano, se nasci a Scampia o Casal di Principe non è difficile diventare camorristi, in certi quartieri l’ambiente è quello, la cultura è quella, poi c’è chi studia, chi va via, chi fa il poliziotto. Ci sono tante ragioni, storiche, economiche, sociologiche.
Però non è nemmeno colpa mia se uno decide di fare il camorrista invece di lavorare.


Sicuramente, il discorso dell'Ambiente, secondo molti elemento fondamentale nello sviluppo delle personalità.
Poi abbiamo Reinhard Heydrich, figlio di un compositore e direttore d'orchestra, ottimo ambiente d'estrazione, lavoratore (e scopatore) indefesso ,eccellente violinista, che si mette d'impegno a sterminare ebrei e cechi.
Insomma, cosa determini la personalità dell'essere umano per molti aspetti era, è e verosimilmente rimarrà Mistero.

F.F.
Nickognito ha scritto: E` ovvio che preferisco fare l`amore in un bosco che discuterne dietro una fabbrica. Ma come trovo ingenuo pensare che mi godrei il bosco senza sviluppo tecnologico che i boschi li distrugge, cosi` per gli aspetti personali accade qualcosa di simile.

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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda Nickognito » ven lug 24, 2020 5:44 pm

uglygeek ha scritto:Però non è nemmeno colpa mia se le panchine sono piene di gente che sta male.

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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda uglygeek » ven lug 24, 2020 5:55 pm

Nickognito ha scritto:
uglygeek ha scritto:Però non è nemmeno colpa mia se le panchine sono piene di gente che sta male.

Premesso che il libero arbitrio non esiste, ecc. ecc.

Ma nel senso di "scelta" che intendiamo noi, uno non sceglie di stare male, uno sceglie di fare il camorrista.
Poi uno non sceglie la famiglia dove nasce, ma se in quartiere tutte le famiglie sono camorriste, ci sara' anche un problema culturale in quel quartiere, e non credo si possa dare la colpa ai Savoia.
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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda Nickognito » ven lug 24, 2020 6:00 pm

Era una battuta :)

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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda Johnny Rex » ven lug 24, 2020 7:27 pm

Nickognito ha scritto:Era una battuta :)


E non è Colpa mia
Se esistono i Carnefici, se esiste l'Imbecillità
Se le panchine son piene di gente che sta male


F.F.
Nickognito ha scritto: E` ovvio che preferisco fare l`amore in un bosco che discuterne dietro una fabbrica. Ma come trovo ingenuo pensare che mi godrei il bosco senza sviluppo tecnologico che i boschi li distrugge, cosi` per gli aspetti personali accade qualcosa di simile.

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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda Rosewall » sab lug 25, 2020 4:35 pm

al di là della mentalità coreana, cinese, giapponese eccetera (che può in parte spiegare perché gli americani di origine asiatica si sono arricchiti mediamente più che le altre etnie, ma da cui non si dovrebbe inferire che le discriminazioni verso i neri non incidano più di tanto sulla loro condizione economica - insieme a molti altri fattori, certo, fra i quali forse anche i sussidi senza altre politiche dietro, detto da sinistra, le trappole della povertà, da destra) io intendo che l'emigrante (sia che venga dalle Filippine, che dalla Polonia, che dal Gambia) ha spesso una spiccata predisposizione a sacrificarsi (adattarsi, integrarsi; fino allo storico estremo della schiavitù volontaria, che è brutta ma sostanzialmente diversa da quella permanente e razziale) in vista di un futuro più comodo se non per sè per i propri figli, che in qualche modo si trasmette agli eredi (vedi il luogo comune della seconda generazione "sfaticata").
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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda uglygeek » sab lug 25, 2020 9:28 pm

Rosewall ha scritto:al di là della mentalità coreana, cinese, giapponese eccetera (che può in parte spiegare perché gli americani di origine asiatica si sono arricchiti mediamente più che le altre etnie, ma da cui non si dovrebbe inferire che le discriminazioni verso i neri non incidano più di tanto sulla loro condizione economica - insieme a molti altri fattori, certo, fra i quali forse anche i sussidi senza altre politiche dietro, detto da sinistra, le trappole della povertà, da destra) io intendo che l'emigrante (sia che venga dalle Filippine, che dalla Polonia, che dal Gambia) ha spesso una spiccata predisposizione a sacrificarsi (adattarsi, integrarsi; fino allo storico estremo della schiavitù volontaria, che è brutta ma sostanzialmente diversa da quella permanente e razziale) in vista di un futuro più comodo se non per sè per i propri figli, che in qualche modo si trasmette agli eredi (vedi il luogo comune della seconda generazione "sfaticata").

Se non ho capito male, la tua idea e' che, anche dopo molte generazioni, ci sia una grossa differenza tra persone che discendono da immigrati e persone che discendono da schiavi portati li' con la forza. Mentre l'immigrato quando arriva vede nel nuovo paese una grande opportunita', ovviamente la mentalita' degli schiavi in America non poteva che essere opposta: "Perche' sono qui? Che ci faccio qui? Vorrei tornare a casa!" Secondo te in qualche modo questo legittimo rifiuto della propria condizione e' stato ereditato di generazione in generazione, facendo si' che ancora oggi i neri vedano il loro paese come in qualche modo straniero e tutti gli abitanti di altre etnie come nemici... stranieri nella loro patria quindi, per nulla disposti ad integrarsi?
Il fatto poi che il paese sia sempre stato apertamente razzista, fino al movimento dei diritti civili degli anni '60 ma di fatto fino ai giorni nostri, e anche molto apertamente, se si pensa che Trump e' stato eletto, darebbe ancora piu' ragione a questo estraneamento.

E' un punto di vista molto interessante. Ci sono pero' alcune cose che non mi convincono del tutto.

- I bianchi di origine anglosassone negli Stati Uniti sono sempre stati molto razzisti verso quasi tutti gli immigrati. Verso gli ebrei, anche verso gli italiani per un certo periodo, verso gli immigrati dell'Europa dell'Est. E questi erano bianchi. Ancora piu' sono sempre stati razzisti verso asiatici, orientali e latinoamericani, oltre che verso i neri. Il razzismo in se' non spiega tutto, la storia sembra insegnare che in gran parte puo' essere superato quando migliora l'integrazione.
- Non e' vero che gli immigrati di seconda e terza generazione seguono la propensione dei loro genitori a sacrificarsi ed adattarsi per integrarsi nel nuovo paese. Questo in Europa spesso non accade, basta andare in una banlieue di Parigi per accorgersene. Nessuno ha portato i loro genitori o nonni in Francia in catene, sono andati li' volontariamente, e mentre i nonni si sono integrati bene, i nipoti si sentono estraniati, stranieri in Francia e al tempo stesso non piu' parte del paese di origine (o almeno, questa e' una delle scuse addotte per il successo del fondamentalismo islamico in Europa). Ma questo non e' successo negli Stati Uniti, che nonostante tutto il suo razzismo e' un paese molto piu' aperto all'immigrazione di quanto siano i paesi Europei, e molto capace di assimilare molto bene persone di tutto il mondo.
- La situazione sociale ed economica dei neri negli Stati Uniti, a loro dire, non pare essere migliorata molto dagli anni '70 in poi, da quando pure sono in vigore tante leggi a favore dei diritti civili e dell'integrazione, affirmative action, e cosi' via.

Piu' in generale, se la tua idea e' valida non si capisce come se ne esce.
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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda uglygeek » ven lug 31, 2020 9:21 pm

https://www.foxnews.com/us/michigan-inn ... lag-report

Una famiglia di norvegesi ha dovuto togliere la bandiera norvegese dal loro albergo in Michigan perché ricevevano minacce dagli americani, ignoranti, che la scambiavano per la bandiera sudista.

Perché sono uguali...

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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda alessandro » sab ago 01, 2020 8:21 pm

uglygeek ha scritto:https://www.foxnews.com/us/michigan-inn-removes-norwegian-flag-as-residents-falsely-believe-its-the-confederate-flag-report

Una famiglia di norvegesi ha dovuto togliere la bandiera norvegese dal loro albergo in Michigan perché ricevevano minacce dagli americani, ignoranti, che la scambiavano per la bandiera sudista.

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commento dell'americano medio "cazzoèlaNorvegia? "
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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda Rosewall » dom ago 02, 2020 4:43 pm

Rosewall ha scritto:
Nickognito ha scritto:But then I started to engage in anti-racism work in France. Through my study of social science, I came to understand race as not just a biological difference but as a social construct producing social effects.

Racism is not addressed in a structural way in France. And that is because race is not addressed as something tangible. How can a country seriously fight racism, if race is not handled even as a fictional category? If race does not exist, racists do, and they act based on the belief of the existence of categories.
alla Dialla sembra rispondere indirettamente proprio l'AAA del post sopra:
The American Anthropological Association recognizes that classical racial terms may be useful for many people who prefer to use proudly such terms about themselves. The Association wishes to stress that if biological information is not the objective, biological-sounding terms add nothing to the precision, rigor, or factual basis of information being collected to characterize the identities of the American population. In that sense, phasing out the term "race," to be replaced with more correct terms related to ethnicity, such as "ethnic origins," would be less prone to misunderstanding.


nel frattempo Google...

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Re: Il politicamente corretto

Messaggioda Nickognito » dom ago 02, 2020 5:06 pm

Sempre intendo che Black si riferisce a una etnia, non al colore della pelle!


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