E il lavoro dov'è?

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » mar giu 05, 2018 6:20 pm

alessandro ha scritto:
1) amazon crea lavoro? No
2) contribuisce alla società pagando le tasse? No
3) tutta questa ricchezza fa stare meglio chi ci lavora o arricchisce a dismisura solo un ultramiliardario? La seconda.
4) trovo il libro che cerco a buon prezzo? Si

Mi pare pochino.

Se pagasse le tasse in percentuale pari alle librerie o attività italiane, cioè il 45 - 60% e pagasse i dipendenti come dio comanda, avrebbe la stessa convenienza nei prezzi?
No.
Quindi non sono i piu bravi o magari lo sono ma se uno vince o stravince imbrogliando... non possiamo sapere come sarebbe senza questi vantaggi illeciti.


Presupposto: nessuna azienda nasce per creare lavoro. Nessuna nasce per pagare le tasse. Nessuna nasce per far stare meglio chi ci lavora.

Un'azienda ha un solo scopo: produrre beni o servizi, in cambio di un ricavo. Punto. Se voglio creare lavoro, e' inutile produrre, prendo un palazzo e ci metto 3mila persone a disegnare. Il resto e' una conseguenza, non certo un obiettivo. Non di Amazon, di nessuno.

Se un'azienda non paga le tasse in modo legale, non e' colpa dell'azienda. Se lo stato ceco avesse una falla per cui gli immigrati italiani che iniziano per C non pagano le tasse, io non le pagherei, sarei ben felice e al massimo farei beneficienza.

Secondo: ma vogliamo parlare di perche' Amazon e' migliore? Che sembra lo sia per i prezzi, perche' evidentemente non pagano tasse da quando e' nata l'azienda, e cosi' via.

Non sarebbe piu' produttivo copiare idee di Amazon che costano zero, che non vengono dalle tasse, che denotano semplicemente il fare un buon lavoro? Dalla collocazione degli attrezzi di lavoro, dal fatto di avere due pulsanti da dover azionare in caso di emergenza perche' con uno solo ci si potrebbe sbagliare, dal segnalare in giallo dove un muletto deve essere parcheggiato, dal mettere una scatola nel primo posto libero e non preassegnato, dal fare meeting di verifica molto brevi in certi settori ogni giorno e non lunghi ogni tanto, dal modo in cui si deve mettere l'etichetta sulla scatola per non sbagliarsi e dalle centinaia di altre cose del genere?

Tra l'altro io non capisco il discorso dei prezzi, Amazon ha solo piu' scelta, non costa meno (almeno non me ne sono mai accorto). Certo, costa meno nel senso che prima, solo per trovare il libro che voglio, dovevo prendere un aereo, andare a Londra e girare dieci librerie dell'usato. Quindi si, costa meno.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda balbysauro » mar giu 05, 2018 6:21 pm

Nickognito ha scritto:
ma io quoto tutto, ma le chiacchiare le fa chi accusa amazon. Chi e' che paga le tasse se legalmente puo' non pagarle?



ovvio che sia così, io non demonizzo nessuno infatti

il fatto è che Amazon e qualcun altro sono diventati talmente grandi da poter dettare legge su temi su cui lo stato dovrebbe avere l'esclusiva
forse è la prima volta che succede nella storia del mondo, boh, a meno di non credere a teorie su poteri occulti, Rotschild e Bildenberg, ecc.

naturalmente i grandi gruppi hanno sempre avuto facilitazioni (quanti soldi lo stato italiano ha regalato agli Agnelli in forme varie)
ma le dimensioni qua sono molto maggiori, si parla di fatturati uguali al PIL di stati neanche tanto piccoli, ormai


insomma, un tema che non si riduce al nostro acquisto online mensile


nickognito, non so se qua o in un altro topic, ha prospettato quello che credo anch'io accadrà a breve, molto più a breve di quanto pensiamo
e cioè che lo stato dovrà necessariamente provvedere a occuparsi di milioni di persone che non troveranno lavoro, o lo pèerderanno, mentre i patrimoni di pochi diventeranno incommensurabili

una prima mossa dovrà essere quella di evitare che alcuni gruppi accumulino tutta questa ricchezza senza redistribuirla subito
Bill Gates è stato preso in giro da alcuni quando ha proposto di tassare i robot
ma è tutt'altro che una sciocchezza

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » mar giu 05, 2018 6:22 pm

PINDARO ha scritto:
Nickognito ha scritto:

ma io quoto tutto, ma le chiacchiare le fa chi accusa amazon.

Non sono chiacchiere ma un problema economico prima che etico da risolvere.

Come dire che non si può criticare uno che vince usando un doping al momento non rilevabile.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda paoolino » mar giu 05, 2018 6:22 pm

Non escludo che verranno partorite idee sullo stile della normativa dei siti di giochi e scommesse:

ogni paese darà delle licenze per poter fare e-commerce nel proprio territorio e i siti senza licenza a poco a poco saranno bloccati...con tutte le complessità del caso: qual è il paese di legislazione fiscale?
Quello del commerciante?
Quello dell'acquirente?
Quello da cui partono fisicamente le merci?

....
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » mar giu 05, 2018 6:22 pm

alessandro ha scritto:
È chiaro che se il mercato e i guadagni in futuro (e già adesso) saranno nelle mani di pochissime mega società che non pagano tasse non sta in piedi più nulla.


ma e' ovvio che non stara' in piedi piu' nulla, lo sappiamo gia'. Il problema e' che chi vota non ci pensa, per cui nessuno fara' mai nulla. E' il come fare che conta, non struzzescamente nascondere il futuro.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » mar giu 05, 2018 6:23 pm

paoolino ha scritto:Non escludo che verranno partorite idee sullo stile della normativa dei siti di giochi e scommesse:

ogni paese darà delle licenze per poter fare e-commerce nel proprio territorio e i siti senza licenza a poco a poco saranno bloccati...con tutte le complessità del caso: qual è il paese di legislazione fiscale?
Quello del commerciante?
Quello dell'acquirente?
Quello da cui partono fisicamente le merci?

....


il problema alla fine rimarrebbe. Come dicevo nell'altro topic, io non credo che i tuoi figli lavoreranno mai. Non mi stupirei se gia' tra venti anni gli umani avranno smesso di lavorare.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda balbysauro » mar giu 05, 2018 6:25 pm

paoolino ha scritto:
Nickognito ha scritto:Il fatto che non paghi delle tasse non e' illegale, e' semplicemente frutto di una scarsa leglislazione, che e' conseguenza del nazionalismo e della volonta' di avere poche leggi internazionali, se non nessuna.


balbysauro ha scritto:e non è che siccome sono stati bravi a sfruttare la mancanza di legislazione in materia, allora deve essere così in aeternum
le leggi si cambiano


Il problema del cambiare le leggi è:

sul chi

sul come

su come effettuare i controlli.



ovviamente
ma se c'è vacatio legis, come mi pare evidente, il vuoto deve essere colmato

si demonizza più o meno giustamente chiunque non paghi le tasse: da chi porta capitali all'estero a chi non fa lo scontrino
non far pagare le tasse a questi grandi gruppi significa semplicemente arrendersi, dire "siete più forti dell'Italia o della Francia o di quello che è, avete il coltello dalla parte del manico, ci arrendiamo"
non dovrebbe esser così, ecco

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » mar giu 05, 2018 6:28 pm

balbysauro ha scritto:ma se c'è vacatio legis,

:oops: :oops: :oops: :oops: :oops: :oops: :oops:

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » mar giu 05, 2018 6:29 pm

Certamente non dovrebbe essere cosi', ma se abbiamo la politica del 1800 nel mondo del 2018, e' normale che lo sia.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Gios » mar giu 05, 2018 6:29 pm

Vita dura, per le piccole librerie: ovviamente parte di quelle più belle, indipendenti, chiuderanno. C'è lo spiritoso libro, recente, di Shaun Bythell che racconta (in un contesto del tutto anomalo, c'è da dire) come si possa cercare di sopravvivere, se non prosperare, e fa in alcuni punti chiarezza su quale sia la difficoltà di avere come rivale Amazon.

Chiaro che il libro è il classico prodotto indifferenziato che a comprarlo dal libraio o su amazon è esattamente uguale, e chiaro anche che i librai non possono sperare di avere clienti illuminati che si prendano la briga di andare da loro sol per motivi etici (mi auguro che qualcuno così, ci sia).
Ovviamente sta tutto sul cercare di "evolversi", cercando di dare a chi entra in libreria una esperienza che valga la pena di non impigrirsi su amazon. Essenzialmente quindi fideizzazione della clientela, piccoli eventi di contorno, riuscire a crearsi un contesto che suggerisca personalità, cura, focus su alcuni temi, credo anche appoggiarsi (magari per i libri di seconda mano) ad amazon stesso e abebooks o maremagnum sia in parte una soluzione. Anche avere una tipa figa che conosca la differenza tra Philip Roth e Joseph Roth dietro il banco secondo me aiuta eh.
Ultima modifica di Gios il mar giu 05, 2018 6:31 pm, modificato 2 volte in totale.
Nickognito ha scritto:Gios e' una brava persona.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » mar giu 05, 2018 6:29 pm

alessandro ha scritto:Una cosa che non sapevo è che in realtà amazon dal commercio non ricava quasi nulla.
Il 95% dei ricavi li fa con l’hosting e servizi correlati.
Clienti come Netflix e Airbnb.

È chiaro che se il mercato e i guadagni in futuro (e già adesso) saranno nelle mani di pochissime mega società che non pagano tasse non sta in piedi più nulla.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » mar giu 05, 2018 6:35 pm

uglygeek ha scritto:
alessandro ha scritto:Una cosa che non sapevo è che in realtà amazon dal commercio non ricava quasi nulla.
Il 95% dei ricavi li fa con l’hosting e servizi correlati.
Clienti come Netflix e Airbnb.

È chiaro che se il mercato e i guadagni in futuro (e già adesso) saranno nelle mani di pochissime mega società che non pagano tasse non sta in piedi più nulla.

I ricavi li fa con il cloud, Amazon Web Services.

Si, si, leggevo 1.4 miliardi su 1.6, i libri sono irrilevanti.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » mar giu 05, 2018 6:36 pm

Gios ha scritto:Anche avere una tipa figa che conosca la differenza tra Philip Roth e Joseph Roth dietro il banco secondo me aiuta eh.

Cosa che può capitarti nelle librerie indipendenti e piccole.
E io ci vado, in queste. Non ho questo gran risparmio a prendermi i libri su amazon e non mi interessa, volendoli nuovi.
E sull'usato c'è libraccio, con persone sempre in grado di distinguere Agota Kristof da Agatha Christie.
In una Feltrinelli o Mondadori, hanno semplicemente dei commessi.
Che al massimo ti indicano lo scaffale e non hanno tempo, voglia e passione nel consigliarti nulla.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda paoolino » mar giu 05, 2018 6:40 pm

balbysauro ha scritto:ovviamente
ma se c'è vacatio legis, come mi pare evidente, il vuoto deve essere colmato

si demonizza più o meno giustamente chiunque non paghi le tasse: da chi porta capitali all'estero a chi non fa lo scontrino
non far pagare le tasse a questi grandi gruppi significa semplicemente arrendersi, dire "siete più forti dell'Italia o della Francia o di quello che è, avete il coltello dalla parte del manico, ci arrendiamo"
non dovrebbe esser così, ecco


E' così perché Italia, Francia, USA, o chi vuoi tu lottano separati.

Bisognerebbe fare un salto logico e capire che l'ecommerce è slegato dai confini nazionali. Cercarlo di imbrigliare in quella logica è come voler svuotare un lago con un cucchiaino.

Se, per esempio, i paesi dell'OCSE si mettessero d'accordo su una specie di flat tax (che va molto di moda) per chi vende prodotti e servizi su internet, indipendente dal paese in cui si trovano fornitori e fruitori del servizio, e l'ammontare di questa tassa ridistribuito tra i paesi secondo criteri che si basano sui volumi di commercio generati da ogni singolo paese (che almeno in teoria possono essere monitorati, visto che tutti i pagamenti sono in formato elettronico), forse ci sarebbe una sorta di equità.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » mar giu 05, 2018 6:40 pm

paoolino ha scritto:
E' così perché Italia, Francia, USA, o chi vuoi tu lottano separati.

Bisognerebbe fare un salto logico e capire che l'ecommerce è slegato dai confini nazionali. Cercarlo di imbrigliare in quella logica è come voler svuotare un lago con un cucchiaino.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » mar giu 05, 2018 6:42 pm

paoolino ha scritto:
Bisognerebbe fare un salto logico e capire che l'ecommerce è slegato dai confini nazionali. Cercarlo di imbrigliare in quella logica è come voler svuotare un lago con un cucchiaino..

Bravo Paooooooooolino.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » mar giu 05, 2018 6:47 pm

alessandro ha scritto:
uglygeek ha scritto:
alessandro ha scritto:Una cosa che non sapevo è che in realtà amazon dal commercio non ricava quasi nulla.
Il 95% dei ricavi li fa con l’hosting e servizi correlati.
Clienti come Netflix e Airbnb.

È chiaro che se il mercato e i guadagni in futuro (e già adesso) saranno nelle mani di pochissime mega società che non pagano tasse non sta in piedi più nulla.

I ricavi li fa con il cloud, Amazon Web Services.

Si, si, leggevo 1.4 miliardi su 1.6, i libri sono irrilevanti.

Si' i veri soldi sono li'. E saranno decine di miliardi nel prossimo futuro. E' lo stesso per Microsoft, piu' che con Windows e Office i ricavi vengono sempre piu' da Azure (il cloud di Microsoft).
E' interessante tra l'altro che Amazon si sia trovata in questo business quasi per caso: loro avevano costruito una meravigliosa infrastruttura per far funzionare il loro sito per vendere libri e altro. Che come puoi immaginare e' ben complicato. Poi una volta fatto hanno pensato di "affittarlo" in parte a ditte esterne e da li' e' nato tutto.
La conseguenza e' che molte aziende (anche grosse banche, multinazionali, ecc) possono spostare parte dei loro sistemi IT sul cloud di Amazon; questo non vuol dire poter fare a meno di assumere specialisti di IT ovviamente, ma comunque ne servono molti meno perche' molte delle attivita' fatte dl reparto IT (manutenzione delle macchine e della rete, installazione del software, gestione dei database, sicurezza, ecc) vengono cosi' delegate a queste enormi aziende che hanno un know-how infinito ed enormi economie di scala. Risultato: non solo i librari ma anche i sistemisti IT perdono il lavoro).
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda paoolino » mar giu 05, 2018 6:50 pm

Altra considerazione:

non sta scritto da nessuna parte che se vendo un prodotto on-line e uno stesso prodotto in un negozio debba pagare le stesse tasse.

Se il legislatore ha a cuore il commercio di prossimità nei negozi, può normarlo in maniera da ridurre le tasse a questi e renderlo remunerativo quanto quello on-line.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » mar giu 05, 2018 6:53 pm

Ho appena usato il sito di poste italiane per fare un bonifico.
E mi sono sentito in colpa perchè con l'Home Banking si assumeranno via via meno persone in banca.
Sarò complice di posti di lavoro persi. E di gente che sarà costretta a farsi sfruttare da Amazon.
Sono una brutta persona.

Gente che non si è ancora resa conto che siamo nel 2018.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » mar giu 05, 2018 6:59 pm

PINDARO ha scritto:Ho appena usato il sito di poste italiane per fare un bonifico.
E mi sono sentito in colpa perchè con l'Home Banking si assumeranno via via meno persone in banca.
Sarò complice di posti di lavoro persi. E di gente che sarà costretta a farsi sfruttare da Amazon.
Sono una brutta persona.

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Non hai capito un cazzo. Le poste pagano le tasse.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » mar giu 05, 2018 7:02 pm

Quindi se amazon pagasse le tasse come le dovrebbe pagare ( PERCHè LE PAGA, FATTENE UNA RAGIONE), non ti importerebbe dei posti di lavoro persi?
Per colpa di Amazon? Se Amazon regolamenta il pagamento delle tasse, diventerà un'azienda meravigliosa per te?
Hai una visione del mondi inquietante.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda laplaz » mar giu 05, 2018 7:25 pm

Io se devo comprare un prodotto di un certo valore (diciamo sopra i 100€) prima guardo quanto costa online, poi vado a vedermelo nel negozio. Se la differenza è minima (e nel 99% dei casi si parla di pochi € di differenza) sono ben contento di pagare qualche € in più al commerciante (più che altro anche perchè mi garantisce eventuale assistenza). Poi va anche a simpatia, se il commerciante ti fa una buona impressione glieli dai volentieri 10€ in più.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Mr Moonlight » mar giu 05, 2018 7:56 pm

laplaz ha scritto:Io se devo comprare un prodotto di un certo valore (diciamo sopra i 100€) prima guardo quanto costa online, poi vado a vedermelo nel negozio. Se la differenza è minima (e nel 99% dei casi si parla di pochi € di differenza) sono ben contento di pagare qualche € in più al commerciante (più che altro anche perchè mi garantisce eventuale assistenza). Poi va anche a simpatia, se il commerciante ti fa una buona impressione glieli dai volentieri 10€ in più.

Adesso lo faccio anch'io, soprattutto per elettrodomestici e abiti. Un tempo acquistavo su un sito di apparecchiature informatiche ed elettroniche magnifico: weblanet. Credo fosse uno smercio di roba rubata a prezzi stracciati. Ci ho preso davvero tanta roba (sempre arrivata puntualissima) fino a che non l'ho trovato chiuso per attività illecita. Altro che Amazon :D

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Mr Moonlight » mar giu 05, 2018 7:57 pm


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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » mar giu 05, 2018 10:02 pm

Io compro solo online. Poi spesso ritiro al negozio. Di solito consegna la posta. Qua quasi nessuno va al negozio direttamente. Ogni piccolo negozio è online. Poi se è in città magari ci vai di persona e risparmi le spese di consegna.

Poi ovviamente ci sono i negozi in centro che non stanno online fregano i turisti. Ma se sei un negozietto di periferia in una strada dove non passa nessuno non vendi quasi nulla se non online.

Sui libri è diverso, quelli che voglio sono solo su Amazon, prima di
Amazon semplicemente non potevo leggere quello che volevo. Io conto quasi solo libri usati in inglese, nei negozi é quasi impossibile. Diffusione della cultura con benefici impressionanti.

Il bello è che Amazon guadagna col Cloud e tutti si incazzano per i libri, mai nessuno che se la prenda per togliere lavoro alle altre aziende che operano gli stessi servizi sul Cloud.

Tra l'altro le librerie me sono un problema. Non solo odio negozi e shopping, ma le librerie , per l'odore dei libri nuovi, mi fanno sempre venire mal di testa per ore
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » mar giu 05, 2018 10:06 pm

Nickognito ha scritto:
Tra l'altro le librerie me sono un problema. Non solo odio negozi e shopping, ma le librerie , per l'odore dei libri nuovi, mi fanno sempre venire mal di testa per ore


Che brutta allergia.
Per me è l'esatto contrario.
( penso anche per Gios).

s&v
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda s&v » gio giu 07, 2018 11:43 am

Twitter Feed di Ian Bremmer:

US, end of April 2018

Job openings: 6.7m
Unemployed: 6.3m

First time since record-keeping began in 2000 that the former exceeded the latter.

Ma quando arrivano questi robot? :D

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda s&v » gio giu 07, 2018 11:45 am

s&v ha scritto:Twitter Feed di Ian Bremmer:

US, end of April 2018

Job openings: 6.7m
Unemployed: 6.3m

First time since record-keeping began in 2000 that the former exceeded the latter.

Ma quando arrivano questi robot? :D


A dire il vero non si considerano gli inattivi, che sono in aumento

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » gio giu 07, 2018 11:47 am

s&v ha scritto:Twitter Feed di Ian Bremmer:

US, end of April 2018

Job openings: 6.7m
Unemployed: 6.3m

First time since record-keeping began in 2000 that the former exceeded the latter.

Ma quando arrivano questi robot? :D


all'improvviso. Per questo tipo di innovazioni per molti anni si hanno poche eccezioni, poi arriva il boom. E' come per i cellulari degli anni 70 e 80 , si', ma quando arrivano? Non ce l'ha nessuno.... Poi pero', a un certo punto arrivano, e all'improvviso ce l'hanno tutti.

Poi i robot spostano relativamente, l'intelligenza artificiale molto di piu'. E adesso, piu; o meno, siamo al livello base. Gli sviluppi AI dei prossimi 10 anni dovrebbero essere, secondo alcune previsioni, milioni di volte superiori rispetto ai miglioramenti dei passati 50 anni. Non il doppio superiori, ecco. Non ci sara' nessun tempo di adattamento, non si sa quando succede, ma poi, nel giro di pochissimi anni, e' tutto rivoluzionato.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda laplaz » gio giu 07, 2018 2:14 pm

Nickognito ha scritto:
s&v ha scritto:Twitter Feed di Ian Bremmer:

US, end of April 2018

Job openings: 6.7m
Unemployed: 6.3m

First time since record-keeping began in 2000 that the former exceeded the latter.

Ma quando arrivano questi robot? :D


all'improvviso. Per questo tipo di innovazioni per molti anni si hanno poche eccezioni, poi arriva il boom. E' come per i cellulari degli anni 70 e 80 , si', ma quando arrivano? Non ce l'ha nessuno.... Poi pero', a un certo punto arrivano, e all'improvviso ce l'hanno tutti.

Poi i robot spostano relativamente, l'intelligenza artificiale molto di piu'. E adesso, piu; o meno, siamo al livello base. Gli sviluppi AI dei prossimi 10 anni dovrebbero essere, secondo alcune previsioni, milioni di volte superiori rispetto ai miglioramenti dei passati 50 anni. Non il doppio superiori, ecco. Non ci sara' nessun tempo di adattamento, non si sa quando succede, ma poi, nel giro di pochissimi anni, e' tutto rivoluzionato.


Dipende cosa intendi per AI.
Oggi lavorano gli algoritmi, in un sacco di attività, non so se li vuoi chiamare AI ma siamo lì.
I robot ci sono già e la crescita sarà esponenziale.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » gio giu 07, 2018 2:20 pm

Intendo il livello per cui per dire non ci sara' nessun manager umano a prendere decisioni per un'azienda.
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laplaz
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda laplaz » gio giu 07, 2018 2:27 pm

Nickognito ha scritto:Intendo il livello per cui per dire non ci sara' nessun manager umano a prendere decisioni per un'azienda.


Mmm...allora la vedo dura in tempi brevi. E' più una cosa da film.

Grass
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Grass » gio giu 07, 2018 3:10 pm

laplaz ha scritto:
Nickognito ha scritto:Intendo il livello per cui per dire non ci sara' nessun manager umano a prendere decisioni per un'azienda.


Mmm...allora la vedo dura in tempi brevi. E' più una cosa da film.


é kasta anche quella! Ne fai parte anche tu? :D :D
Cadrà, senza bisogno di 5stelle.
Pensa a quante minkiate fa un manager, cioè un tizio che prende decisioni.
Adesso vanno di moda i robot che consigliano gli investimenti e, in effetti, perchè mai dovrebbe essere meno bravo di un consulente finanziario? Anzi, in teoria non dovrebbe avere conflitti d'interesse e non cercherebbe di imbrogliare.
Perchè in un'azienda non dovrebbe funzionare?

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda laplaz » gio giu 07, 2018 3:16 pm

Grass ha scritto:
laplaz ha scritto:
Nickognito ha scritto:Intendo il livello per cui per dire non ci sara' nessun manager umano a prendere decisioni per un'azienda.


Mmm...allora la vedo dura in tempi brevi. E' più una cosa da film.


é kasta anche quella! Ne fai parte anche tu? :D :D
Cadrà, senza bisogno di 5stelle.
Pensa a quante minkiate fa un manager, cioè un tizio che prende decisioni.
Adesso vanno di moda i robot che consigliano gli investimenti e, in effetti, perchè mai dovrebbe essere meno bravo di un consulente finanziario? Anzi, in teoria non dovrebbe avere conflitti d'interesse e non cercherebbe di imbrogliare.
Perchè in un'azienda non dovrebbe funzionare?


Già oggi gli algoritmi fanno TUTTE le operazioni finaziarie delle società di investimento (non esistono più i trader, stanno solo a guardare).
Ma il tizio che prende le decisioni ci sarà sempre, e sai perchè? Perchè deve esserci qualcuno a cui dare la colpa :)

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » gio giu 07, 2018 6:30 pm

Mah, non so, laplaz, a me sembra che un manager non si prenda quasi mai la colpa. Per me e' abbastanza semplice, l'AI fa tutto come gli esseri umani ma non meglio, migliaia di volte meglio. Il mondo potrebbe cambiare completamente. Non c'e' mai stato nulla di paragonabile. E' da film, certo, ma anche Bobby Fischer forse avrebbe detto che un'intelligenza rudimentale non umana dopo pochi anni avrebbe imparato il gioco da sola in poche ore battendo nettamente delle macchine che battono sempre nettamente ogni umano.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » gio giu 07, 2018 7:24 pm

Ai dipende da chi, come e a che scopo vengono usate.
Potrebbe essere usata per sfruttare meglio i lavoratori o i consumatori o gli investitori.

Per aumentare il gap tra chi può comprarsi l’ai o nevè proprietario e chi no, che diano aziende o nazioni.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » gio giu 07, 2018 8:19 pm

alessandro ha scritto:
Senza sfociare in scenari alla terminator

Ci arriveremo, ci arriveremo.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda tennisfan82 » ven giu 08, 2018 6:00 pm

Ti piace il doppio? Preferisco il threesome

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » ven giu 08, 2018 6:22 pm

tennisfan82 ha scritto:http://www.repubblica.it/economia/2018/06/08/news/amazon_l_ispettorato_chiede_di_assumere_1_300_persone-198488045/

Bene.
Che rispettino le leggi di tutte le altre aziende.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » gio giu 14, 2018 3:51 pm

L’ultima storia della schiavitù del terzo millennio arriva dalla Sicilia. Lavoravano per 3 euro all’ora nelle campagne di Marsala e di Mazara del Vallo, ricevevano pane duro a pranzo e a cena, venivano sfruttati anche per 12 ore al giorno e dovevano rivolgersi ai loro sfruttatori chiamandoli padroni, gli immigrati, clandestini e regolari, reclutati da due agricoltori di Marsala (Trapani). I due, padre e figlio, rispettivamente di 68 e 35 anni, sono stati arrestati oggi dalla Polizia. Per loro il gip di Marsala ha disposto i domiciliari con l’accusa di sfruttamento della manodopera aggravato e in concorso. Il giudice ha disposto anche il sequestro preventivo di due vigneti e di un oliveto. I terreni sequestrati dalla Polizia saranno confiscati dallo Stato, perché utilizzati per compiere il reato di sfruttamento della manodopera

Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura di Marsala, sono durate sei mesi e hanno accertato che i due “caporali” sfruttavano gli immigrati facendoli lavorare non solo nelle loro aziende, ma anche mettendoli a disposizione di altri agricoltori della zona. Quasi ogni mattina andavano a prelevarli con le loro macchine e li portavano nei campi per fare la vendemmia, la raccolta delle olive, della frutta e della verdura. Sono state le intercettazioni e le telecamere installate dagli investigatori a inchiodare i due responsabili. Padre e figlio svolgevano ‘rapide contrattazion” con gli immigrati sulla paga oraria, sulle ore di lavoro e sul cibo e decidevano quale lavoratore impiegare: chi “faceva troppe storie” sul compenso o sul cibo veniva subito “scartato”.

Dalle indagini della Polizia è emerso che gli arrestati sfruttavano la manodopera almeno da tre anni, facendo fare turni di lavoro massacranti che iniziavano alle 5 del mattino. Tre euro era la paga oraria massima oltre alla “mangiarìa“, cioè il panino che i due “caporali” davano ai lavoratori come pasto della giornata, non sempre previsto se la paga era un po’ più alta. Spesso, però, il pane era duro e scarso; per questo motivo, alcuni degli immigrati sfruttati si lamentavano, chiedendo almeno del pane più morbido e più abbondante.



Caporalato, immigrati sfruttati nelle campagne di Marsala e Mazara del Vallo: pane secco e 3 euro all'ora

Ma non solo. I due uomini si chiamare “padrone”, e agli immigrati ridotti praticamente in schiavitù avevano assegnato i nomi dei giorni della settimana, come il “Venerdì” di “Robinson Crusoe”, il romanzo del ‘700 di Daniel Defoe. Dalle indagini è emerso che i lavoratori si rivolgevano ai due uomini chiamandoli “padrone” e, questi, a loro volta li chiamavano con i nomi della settimana: “Giovedì” era il nome assegnato ad uno degli uomini sfruttati. Gli immigrati venivano prelevati da un capannone nelle campagne di Marsala, dove vivevano in pessime condizioni igienico sanitarie, o erano reclutati direttamente nei centri di accoglienza per migranti.
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