Diamo i numeri

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Re: Diamo i numeri

Messaggioda BackhandWinner » ven ott 13, 2017 11:53 am

Nasty ha scritto:Ovvio, sport come il calcio è largamente inferiore, soprattutto a causa dell'incidenza della fortuna.

Beh ma allora il tuo basket? :D
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Re: Diamo i numeri

Messaggioda Nasty » ven ott 13, 2017 2:28 pm

BackhandWinner ha scritto:
Nasty ha scritto:Ovvio, sport come il calcio è largamente inferiore, soprattutto a causa dell'incidenza della fortuna.

Beh ma allora il tuo basket? :D


Certo. .. sport notoriamente in mano alla dea bendata.


È in mano a superdotati, quello senza dubbio.
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Re: Diamo i numeri

Messaggioda Nickognito » ven ott 13, 2017 2:34 pm

Nasty ha scritto:
Certo. .. sport notoriamente in mano alla dea bendata.


È in mano a superdotati, quello senza dubbio.


qualcuno preferisce le dee, meglio se bendate. Altri i superdotati. Different strokes for different folks.
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Re: Diamo i numeri

Messaggioda paoolino » dom mag 27, 2018 10:13 am

Il mondo non va a picco, è solo complesso

L’ultimo libro del grande statistico Hans Rosling, “Factfulness”, a suon di numeri smonta uno per uno tutti i luoghi comuni sulle disastrose condizioni in cui viviamo

E’ morto poco più di un anno fa, Hans Rosling: medico, accademico e statistico svedese. Da poco è uscita per Rizzoli la traduzione italiana del suo ultimo libro, “Factfulness”, quasi nessuno sembra essersene accorto, a parte la Fondazione Ottimisti&razionali. Ma se si scorrono le pagine del libro, la ragione dell’ostinato silenzio è evidente. A suon di numeri infatti Rosling smonta uno per uno tutti i luoghi comuni sulle disastrose condizioni del mondo.
Il divario fra paesi ricchi e paesi poveri aumenta sempre più? Falso: oggi la maggior parte dell’umanità – 5 miliardi su 7 – vive in stati che si collocano nella fascia media dei redditi, mentre solo un miliardo sta nell’estremo inferiore, e un altro in quello superiore.
E la tendenza globale, da mezzo secolo in qua, è di costante spostamento verso l’alto. Sarà, ma comunque i più poveri aumentano… Falso: la percentuale di chi vive in povertà estrema – meno di due dollari al giorno – era del 50 per cento dell’umanità nel 1966, del 29 per cento vent’anni fa; oggi è il 9 per cento.
Oggi il 90 per cento delle bambine, al livello mondiale, riceve un’istruzione primaria, contro il 92 per cento del maschi: esiste ancora un divario, ma negli ultimi vent’anni si è quasi annullato. E così via.

Certo, non viviamo nel mondo perfetto. Nel 2016 i bimbi morti nel primo anno di vita sono stati 4,2 milioni. Un dato terribile. Ma – osserva Rosling – “non lasciate mai e poi mai un numero da solo. Se ve ne offrono uno, chiedetene sempre almeno un altro con cui confrontarlo”. Scoprirete così che nel 2015 i piccoli morti erano stati 4,4 milioni, 4,5 nel 2014. Nel 1950 il dato era 14,4. Uno degli errori che facciamo, prosegue, è contrapporre “grave” e “migliore”. Invece i due termini non si escludono: una situazione può essere ancora grave, e tuttavia migliore che in passato. Si tratta di un punto cruciale. Perché “quando le persone credono erroneamente che nulla stia migliorando, possono concludere che gli accorgimenti adottati finora non funzionano, perdendo così la fiducia in misure che in realtà sono efficaci”. Così finiamo per perdere le speranze o per invocare rivoluzioni, quando si tratta di proseguire sulla strada intrapresa.
Particolarmente istruttiva la riflessione dedicata all’aumento della popolazione. Tutti sanno infatti che gli abitanti del pianeta negli ultimi quarant’anni sono raddoppiati, da 3,5 a 7 miliardi, e che nel 2100 arriveranno a 11. Pochi, pochissimi sanno però che a quel punto la popolazione – lo dice l’Onu – si stabilizzerà. Perché? Perché il numero di figli per donna a livello mondiale è stato, nel 2017, di 2,5, ed è in calo costante in quasi tutti i paesi. L’aumento della popolazione che ci attende dipende dunque dall’aumento del tasso di sopravvivenza di chi è venuto al mondo negli ultimi decenni, e non a una crescita inarrestabile delle nascite. E a che cosa si deve invece la contrazione di queste ultime? C’è una correlazione strettissima fra diminuzione del tasso di natalità, aumento del reddito, diffusione dell’assistenza sanitaria di base, crescita della scolarizzazione femminile. Solo nei paesi in cui la mortalità infantile è ancora alta e le prospettive di istruzione basse si continuano a fare tanti figli. Altrove, tutti – a prescindere, altro dato controintuitivo e interessante, da cultura e religione – preferiscono fare pochi figli e darsi da fare per assicurare loro una carriera scolastica

Contro l’istinto della negatività

Se questa è la realtà, perché è così poco nota? Perché tutti i gruppi a cui Rosling somministra il proprio questionario sui dati dello sviluppo mondiale, compresi i dirigenti delle maggiori banche e imprese del pianeta, credono che le cose vadano molto peggio di come stanno in realtà? Non diamo la colpa – afferma Rosling – alla cattiveria dei giornalisti o a loschi interessi politici. Semplicemente, tutti sottostiamo ad alcuni istinti base dell’umanità, come l’istinto della negatività, fa più notizia un aereo caduto di 40 milioni che arrivano a destinazione. Nella prospettiva singola, è più semplice immaginare una sola causa di tutti i mali, e l’accusa: scopriamo il colpevole e risolveremo il problema. Il fatto è che la realtà è complessa, e per comprenderla bisogna avere la pazienza di indagarla a fondo. “Non c’è un unico elemento – non il Pil pro capite, non la mortalità infantile, non la libertà individuale e neppure la democrazia – il cui miglioramento garantisca quello di tutti gli altri. Il mondo non si può capire senza numeri né soltanto con i numeri. Un paese non può funzionare senza governo, ma il governo non può risolvere ogni problema. La risposta non è sempre il settore pubblico o sempre il settore privato. Non è o… o. E’ sia… sia e caso per caso”. Per cui “siate umili riguardo alla vastità delle vostre competenze. Siate curiosi verso le nuove informazioni discordanti. Anziché parlare solo con persone che concordano con voi, confrontatevi con individui che vi contraddicono, considerandoli una risorsa per capire il mondo”. Un’eredità scomoda e preziosa, la lezione di Hans Rosling.
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Re: Diamo i numeri

Messaggioda Nickognito » dom mag 27, 2018 10:20 am

Si, ma il problema che di solito si sottolinea e' l'aumento del divario tra i piu' ricchi e il resto della popolazione, non l'aumento dei piu' poveri e tantomeno della differenza tra paesi ricchi e paesi poveri.

Se poi esistono dati che mostrano come il nostro modo di vita e' provato essere ecologicamente sostenibile nei prossimi 300 anni, che mostrano come la distanza tra i piu' ricchi del mondo e la classe media sia in diminuzione, che mostrano come non esistano rischi di disoccupazione e sicurezza legati allo sviluppo tecnologico, dall'intelligenza artificale, all'ingegneria genetica allo sviluppo militare, eccetera eccetera, allora altro discorso.... :)
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Re: Diamo i numeri

Messaggioda PINDARO » dom mag 27, 2018 10:40 am

paoolino ha scritto:Da poco è uscita per Rizzoli la traduzione italiana del suo ultimo libro, “Factfulness”, quasi nessuno sembra essersene accorto,
(Stefano Persico Il foglio)


Forse se nessuno se n'è accorto, a parte gli "ottimisti razionali" e il "Foglio", è perchè scrive un mucchio di fesserie?
Poi su, uno statistico.

Leggerò il libro.
E anche l'articolo che hai postato.
Lyndon79 ha scritto:La vita e' troppo breve per perderci in queste cazzate (liberamente ispirato da Xeng Choiu Ming, sesto secolo a. C.)

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Re: Diamo i numeri

Messaggioda uglygeek » dom mag 27, 2018 3:53 pm

paoolino ha scritto:Il mondo non va a picco, è solo complesso

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Re: Diamo i numeri

Messaggioda Nickognito » dom mag 27, 2018 4:27 pm

Ma sicuramente per certi aspetti c'e' troppo pessimismo, del resto dipende anche dal paese dove viviamo e dall'essere una generazione cresciuta in anni di folle ottimismo.

Ma il fatto che in una valle di lacrime di dolore e morte qualcosa vada un po' meglio, in un mondo complesso pieno, tra le altre cose che vanno bene, di novita' pericolosissime, in un epoca di cambiamenti cosi' veloci , e' una consolazione relativa.

I cambiamenti che stanno per arrivare saranno cosi' veloci e cosi' epocali (rispetto al passato, almeno) che, siano anche,nella migliore delle ipotesi, prevalentemente positivi, sono comunque terribili. Per me (e per una parte dell'istinto di quasi tutti gli umani ed animali), il cambiamento e' di per se negativo. La stabilita' e' positiva. Ed e' quello il principale problema.

Poi ben venga fornire dati che smentiscono luoghi comuni, quello sempre e comunque, non volevo certo criticare paolino per questo :)
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Re: Diamo i numeri

Messaggioda BackhandWinner » dom mag 27, 2018 5:19 pm

Nickognito ha scritto:Si, ma il problema che di solito si sottolinea e' l'aumento del divario tra i piu' ricchi e il resto della popolazione, non l'aumento dei piu' poveri e tantomeno della differenza tra paesi ricchi e paesi poveri.

Se poi esistono dati che mostrano come il nostro modo di vita e' provato essere ecologicamente sostenibile nei prossimi 300 anni, che mostrano come la distanza tra i piu' ricchi del mondo e la classe media sia in diminuzione, che mostrano come non esistano rischi di disoccupazione e sicurezza legati allo sviluppo tecnologico, dall'intelligenza artificale, all'ingegneria genetica allo sviluppo militare, eccetera eccetera, allora altro discorso.... :)

In effetti, parlare di un mondo che va 'meglio' senza includere la variabile ecologica, la più importante, è spaventosamente superficiale...
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Re: Diamo i numeri

Messaggioda PINDARO » dom mag 27, 2018 5:24 pm

BackhandWinner ha scritto:In effetti, parlare di un mondo che va 'meglio' senza includere la variabile ecologica, la più importante, è spaventosamente superficiale...


Vabbeh, stiamo parlando di un libro preso in considerazione solo da "Il Foglio" e "ottimisti razionali".
E da Paolino.
Lyndon79 ha scritto:La vita e' troppo breve per perderci in queste cazzate (liberamente ispirato da Xeng Choiu Ming, sesto secolo a. C.)

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Re: Diamo i numeri

Messaggioda Nickognito » dom mag 27, 2018 5:28 pm

per me state tutti sottolineando troppo poco il discorso intelligenza artificiale, dico nel bene e nel male. Staremo ancora diversi anni con piccoli cambiamenti. Poi, a un certo punto, esplodera' tutto. Le AI faranno guerre, lavoreranno, prenderanno decisioni politiche, economiche, e in Europa chi non avra' un sistema evoluto di AI personale sara' considerato come un tipo strano ed antiquato. Magari avremo degli scaglioni, non accadra' tutto subito, ma per me sara' una cosa del tutto improvvisa. Quando, non saprei.
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Re: Diamo i numeri

Messaggioda BackhandWinner » dom mag 27, 2018 5:37 pm

PINDARO ha scritto:
BackhandWinner ha scritto:In effetti, parlare di un mondo che va 'meglio' senza includere la variabile ecologica, la più importante, è spaventosamente superficiale...


Vabbeh, stiamo parlando di un libro preso in considerazione solo da "Il Foglio" e "ottimisti razionali".
E da Paolino.

Beh, se è per questo a me piacciono tutti e tre... :oops:

No, come ha detto giustamente Nick, sfatare miti e leggende con i numeri è sempre opera buona. Però se è parziale e fuorviante la selezione dei fatti rilevanti per avere un quadro 'apocalittico', altrettanto lo è una selezione per avere un quadro panglossiano.
Comunque non conosco il libro citato. Magari si parla anche della questione ecologica, oppure non se ne parla perché è mirato a sfatare alcuni miti ben determinati che riguardano solo i fattori socio-economici. Sarebbe un'astrazione miope, ma questo è un discorso più ampio.

Sul merito: per quando riguarda la distribuzione del reddito, nulla da obiettare. Se non che, purtroppo, a livello politico quello che più conta è la disuguaglianza (e la sua percezione) a livello nazionale piuttosto che quella a livello globale o i livelli di povertà assoluta. Ma ne abbiamo già parlato diverse volte.
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Re: Diamo i numeri

Messaggioda PINDARO » dom mag 27, 2018 5:40 pm

BackhandWinner ha scritto:
PINDARO ha scritto:
BackhandWinner ha scritto:In effetti, parlare di un mondo che va 'meglio' senza includere la variabile ecologica, la più importante, è spaventosamente superficiale...


Vabbeh, stiamo parlando di un libro preso in considerazione solo da "Il Foglio" e "ottimisti razionali".
E da Paolino.
.
Beh, se è per questo a me piacciono tutti e tre... :oops:


Sì, anche a me in fondo.
Il Foglio quando non prende la deriva clericale è un ottimo quotidiano.
Paoolino ha sempre spunti interessanti.
Gli ottimisti razionali non li conosco.
Io sono razionale, ma realista.
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Re: Diamo i numeri

Messaggioda paoolino » gio mag 31, 2018 5:34 pm

BackhandWinner ha scritto:In effetti, parlare di un mondo che va 'meglio' senza includere la variabile ecologica, la più importante, è spaventosamente superficiale...


https://www.ted.com/talks/hans_rosling_ ... ng_machine
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