il liberismo ed il neo-liberismo

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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Pindaro » lun apr 24, 2017 9:36 pm

Nickognito ha scritto:Martina mica e' un cesso, non e' male

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Ah, è quella di fronte allo specchio.
Ma perché fuorviante???!?

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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda balbysauro » lun apr 24, 2017 9:42 pm

Nickognito ha scritto:Mica ho detto Gegia!


certo che no
ma io preferisco le birre belghe a quelle ceche :)

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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda balbysauro » lun apr 24, 2017 9:45 pm

più correttamente, preferisco le birre trappiste belghe alle lager che credo siano le più comuni dalle tue parti

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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Pindaro » lun apr 24, 2017 9:46 pm

balbysauro ha scritto:più correttamente, preferisco le birre trappiste belghe ai lager

Beh, quello chiunque di noi.
Ma perché fuorviante???!?

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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Nickognito » lun apr 24, 2017 9:47 pm

balbysauro ha scritto:
Nickognito ha scritto:Mica ho detto Gegia!


certo che no
ma io preferisco le birre belghe a quelle ceche :)


ognuno e' libero di sbagliare i propri gusti
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Pindaro » mar apr 25, 2017 11:17 am

http://www.ilfoglio.it/economia/2017/04 ... va-131611/




Flixbus è salva: il governo ha ufficializzato la decisione di stralciare la norma inserita nel Milleproroghe che, se confermata, avrebbe estromesso l’azienda dal mercato italiano dei trasporti. Nelle concitate ore immediatamente precedenti alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri dell’undici aprile scorso, Il Foglio ha raggiunto Andrea Incondi, managing director di Flixbus Italia.



“Da quando siamo sbarcati sul mercato italiano abbiamo permesso ad oltre tre milioni e mezzo di passeggeri di viaggiare ad un prezzo sostenibile, collegando oltre cento città di zone anche remote e non raggiunte dalla mobilità tradizionale” ricorda il manager. Non solo: “il nostro modello aziendale ha permesso a cinquanta aziende italiane di inserirsi nell’altrimenti inarrivabile mercato della media e lunga percorrenza, popolato da colossi del low cost come Italo e Ryanair”. Tutto ciò è reso possibile dall’innovativa piattaforma di e-commerce offerta da Flixbus alle aziende che decidono di affiliarsi – perlopiù piccoli e medi operatori del settore. Gli standard da garantire per entrare a far parte del circuito sono piuttosto elevati, sia dal punto di vista della sicurezza che del comfort: i bus devono essere dotati di wifi, prese elettriche, sedili reclinabili e avvolgenti, in caso di tratte notturne. Flixbus si occupa della brandizzazione dei mezzi, svolge approfondite analisi di mercato e, soprattutto, stabilisce i prezzi basandosi sul principio domanda/offerta. Tutte caratteristiche assai gradite agli utenti ma che evidentemente hanno fatto storcere il naso a qualche competitor.

Incondi ne fa una questione di principio: “non solo l’emendamento al Milleproroghe è chiaramente un provvedimento contra aziendam ma lede il principio di libera concorrenza e dimostra come in questo Paese l’attrattività per gli investitori sia un valore che rischia di essere messo in discussione letteralmente in qualsiasi momento”. Incondi racconta della fatica incontrata per spiegare alla casa madre quanto accaduto in parlamento: “erano semplicemente increduli. Abbiamo dovuto spiegar loro che solo in Italia, tra i venti paesi in cui operiamo, si entra in un mercato con regole chiare e ben definite, e basta un semplice blitz dell’ultimo minuto per mettere in discussione un intero modello di business”. “La concorrenza” spiega Incondi “spinge il mercato verso l’innovazione e il miglioramento, non dovrebbe essere qualcosa da temere”.



È quello che, con altre parole, hanno affermato sia l’Antitrust che l’Autorità di Regolazione dei Trasporti. Il primo, per bocca del suo presidente Giovanni Pitruzzella, ha chiesto al Parlamento di eliminare l’emendamento definendolo «una norma che impedisce a un operatore particolarmente dinamico e competitivo lo svolgimento della propria attività», e riconoscendo come «la diffusione di piattaforme e l'ingresso nel mercato italiano di nuovi operatori nazionali e stranieri hanno delineato un contesto competitivo molto vivace e sfidante».



L’ART, competente per la regolazione dei trasporti e delle infrastrutture, il quattro aprile scorso ha trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un parere nel quale chiede di favorire l'offerta di nuovi servizi nel trasporto di linea su autobus a media e lunga percorrenza, affermando che «il mercato si è ampliato con l’ingresso di operatori connotati da una struttura aziendale innovativa. Al contempo l’entrata dei nuovi attori ha indotto i principali incumbent ad innovare il loro modello di business». L’ART sottolinea inoltre che «la disposizione contenuta nel c.d. “Decreto Milleproroghe”, che limita ad alcune specifiche forme di associazione temporanea d’impresa le aggregazioni alle quali è consentito richiedere l’autorizzazione a svolgere trasporto di linea, costituisce un vincolo nell’accesso al mercato per gli operatori – che fino ad oggi hanno operato associati, in forma diversa rispetto a quanto previsto dalla nuova norma introdotta col “Decreto Milleproroghe” – a danno di un’offerta di servizi adeguata alle esigenze di mobilità degli utenti».



La petizione lanciata su Change.org dal magazine Strade per salvare Flixbus aveva già raccolto oltre sessantamila firme tra cui quelle di Oscar Giannino, Pierluigi Battista e Alberto Mingardi. Ma soprattutto decine di migliaia di semplici cittadini convinti che garantire la libera concorrenza sia un bene per la collettività. Per questo Incondi oggi parla del salvataggio di Flixbus non come “la vittoria di uno, ma di tutti: di tutte le aziende che lavorano ogni giorno al nostro fianco; della concorrenza, grazie a cui gli italiani continueranno a poter decidere come viaggiare; di chiunque voglia scegliere di investire in Italia, perché si è finalmente dato un segnale sulla certezza delle leggi”.



Ma immagino che a qualcuno non vada bene che la gente non spenda il triplo per prendere un treno.
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Burano » dom apr 30, 2017 12:19 pm

Lo voglio rivedere, Fabio

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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Lyndon79 » dom apr 30, 2017 3:40 pm

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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Nickognito » dom apr 30, 2017 3:43 pm

Lyndon79 ha scritto:Immagine


E' bellissima come cosa. Un tempo per ridistribuire la ricchiezza dovevi fare una legge mettendosi contro un sacco di gente. Oggi bassa alzare le tasse all'1% dei votanti che hai risolto tutti i problemi del mondo!

Be, ok, si, esistesse un'organizzazione mondiale al posto delle nazioni...
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda alessandro » dom apr 30, 2017 5:10 pm

Nickognito ha scritto:
Lyndon79 ha scritto:Immagine


E' bellissima come cosa. Un tempo per ridistribuire la ricchiezza dovevi fare una legge mettendosi contro un sacco di gente. Oggi bassa alzare le tasse all'1% dei votanti che hai risolto tutti i problemi del mondo!

Be, ok, si, esistesse un'organizzazione mondiale al posto delle nazioni...


Ed invece le nazioni si fanno concorrenza a colpi di tassazioni ridicole per attirare quell'1%

Per lo meno, l'eu dovrebbe avere aliquote minime comuni, se vuoi la sicurezza e stabilità politica europea paglia un minimo di tasse, che tu sia una persona o una multinazionale.

È anche una grande sconfitta delle democrazie e del capitalismo che dovrebbe avere sistemi anti monopolio e di redistribuzione. Chi Sa fare e rischia è giusto che abbia più soldi ma 10 30 50 100 volte in più, non cose abnormi come in questo grafico, con 2 persone che hanno pila maggiori dell'Africa intera.
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Nickognito » dom apr 30, 2017 5:11 pm

se ci sono le nazioni, e' ovvio che non ci siano questi sistemi e che queste facciano a gara.
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda uglygeek » dom apr 30, 2017 9:24 pm

alessandro ha scritto:
Nickognito ha scritto:
Lyndon79 ha scritto:Immagine


E' bellissima come cosa. Un tempo per ridistribuire la ricchiezza dovevi fare una legge mettendosi contro un sacco di gente. Oggi bassa alzare le tasse all'1% dei votanti che hai risolto tutti i problemi del mondo!

Be, ok, si, esistesse un'organizzazione mondiale al posto delle nazioni...


Ed invece le nazioni si fanno concorrenza a colpi di tassazioni ridicole per attirare quell'1%

Per lo meno, l'eu dovrebbe avere aliquote minime comuni, se vuoi la sicurezza e stabilità politica europea paglia un minimo di tasse, che tu sia una persona o una multinazionale.

È anche una grande sconfitta delle democrazie e del capitalismo che dovrebbe avere sistemi anti monopolio e di redistribuzione. Chi Sa fare e rischia è giusto che abbia più soldi ma 10 30 50 100 volte in più, non cose abnormi come in questo grafico, con 2 persone che hanno pila maggiori dell'Africa intera.

E' che nel mondo contemporaneo conta sempre di piu' l'intelligenza; in paesi come gli Stati Uniti le persone piu' intelligenti vivono quasi tutte in un mondo a parte, sono selezionate da college prestigiosi, fanno lavori molto selettivi e finiscono per concentrare nelle loro mani quasi tutta la ricchezza.
Era dai tempi dei feudi medievali che non c'era una cosi' grande differenza tra classi, e le classi deboli sono sempre piu' "inutili" perche' c'e' sempre meno lavoro ed i ricchi vivono bene anche quasi senza di loro.
E in futuro andra' sempre peggio, ha ragione Nickognito a dire che l'unica sarebbe fare leggi trans-nazionali, ma siccome e' una cosa probabile come colonizzare Marte, non credo ci siano soluzioni.
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda scooter » dom apr 30, 2017 10:32 pm

uglygeek ha scritto: in paesi come gli Stati Uniti le persone piu' intelligenti vivono quasi tutte in un mondo a parte, sono selezionate da college prestigiosi

Direi piuttosto le persone che hanno i mezzi (anche solo in termini di accesso ai prestiti bancari) per mettere a frutto la loro intelligenza superiore.

(poi sul resto del discorso sono senz'altro d'accordo)

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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Rosewall » dom apr 30, 2017 10:33 pm

più banalmente quel grafico è l'inevitabile conseguenza di vent'anni di tassi bassi e dollari stampati come se non ci fosse un domani. Che non essendo andati in inflazione, sono andati in buona parte in bolle azionarie (nel contesto della rivoluzione digitale e della cosiddetta new economy) e obbligazionarie (oltre che negli investimenti in Brasile e negli altri emergenti). Per cui, il 99% dell'umanità, che non si occupa di finanza, non ha goduto di guadagni più o meno milionari.

Il paradosso, però, è che tale politica monetaria espansiva della fed è rivolta proprio alla classe media. È discusso quanto abbia effettivamente sostenuto la crescita economica (e quanto l'abbia distorta), ma non penso che i paladini della redistribuzione fremano per avere tassi alti e austerità monetaria, no?
Questo - chiamiamolo così - effetto collaterale (pochi che fanno molti soldi) va sempre visto in un contesto certo problematico e contraddittorio ma nel quale tuttavia da una parte (paesi poveri ed ex paesi poveri) la povertà assoluta si è ridotta (per diverse cause) e dall'altra (occidente) l'impiegato torinese che prende 1300 euro al mese ha un potere d'acquisto che lo colloca comunque nel 5% più ricco al mondo.
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Burano » lun mag 01, 2017 8:26 am

Ancor più banalmente, prima si redistribuiva di più anche nel privato. ora gli utili, quando ci sono, se li pappano tutti azionisti e top managers. La possibilità di delocalizzare e il far west annesso fanno il resto.
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda uglygeek » lun mag 01, 2017 4:54 pm

Rosewall ha scritto:più banalmente quel grafico è l'inevitabile conseguenza di vent'anni di tassi bassi e dollari stampati come se non ci fosse un domani. Che non essendo andati in inflazione, sono andati in buona parte in bolle azionarie (nel contesto della rivoluzione digitale e della cosiddetta new economy) e obbligazionarie (oltre che negli investimenti in Brasile e negli altri emergenti). Per cui, il 99% dell'umanità, che non si occupa di finanza, non ha goduto di guadagni più o meno milionari.

Il paradosso, però, è che tale politica monetaria espansiva della fed è rivolta proprio alla classe media. È discusso quanto abbia effettivamente sostenuto la crescita economica (e quanto l'abbia distorta), ma non penso che i paladini della redistribuzione fremano per avere tassi alti e austerità monetaria, no?
Questo - chiamiamolo così - effetto collaterale (pochi che fanno molti soldi) va sempre visto in un contesto certo problematico e contraddittorio ma nel quale tuttavia da una parte (paesi poveri ed ex paesi poveri) la povertà assoluta si è ridotta (per diverse cause) e dall'altra (occidente) l'impiegato torinese che prende 1300 euro al mese ha un potere d'acquisto che lo colloca comunque nel 5% più ricco al mondo.

Tutto vero, pero' quella della rivoluzione digitale e della new economy non puo' essere definita una "bolla", ci sono ottime ragioni se Google, Apple e Facebook valgono moltissimo in borsa e semmai la bolla piu' grande negli ultimi venti anni e' stata quella immobiliare.
Poi, le scelte espansive della Fed certo hanno influito, ma d'altra parte anche con politiche monetarie meno espansive in Europa si e' avuto lo stesso fenomeno di concentrazione di ricchezza e impoverimento della classe media.
Mi chiedo quale potrebbe essere una politica economica che inverta il fenomeno, visto che la concentrazione di ricchezza dipende da fenomeni epocali come la globalizzazione e l'automazione, non e' un effetto collaterale di qualche politica sbagliata. (A me viene in mente solo la nazionalizzazione di tutto, con le conseguenze che ben conosciamo).

Infine, l'impiegato torinese che prende 1300 euro al mese poi deve anche vivere a Torino, non a Phnom Penh, e i suoi 1300 euro vanno anche misurati sulla base del costo della vita, a cominciare dagli affitti. E' comunque ancora abbastanza un privilegiato rispetto a una gran parte della popolazione mondiale, ma questi confronti vanno comunque fatti tenendo conto di questo fattore.
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Rosewall » lun mag 01, 2017 7:58 pm

uglygeek ha scritto:Tutto vero, pero' quella della rivoluzione digitale e della new economy non puo' essere definita una "bolla", ci sono ottime ragioni se Google, Apple e Facebook valgono moltissimo in borsa e semmai la bolla piu' grande negli ultimi venti anni e' stata quella immobiliare.
bolla immobiliare che in molti considerano avere fra le sue diverse cause anche la politica monetaria della fed, almeno indirettamente. Ma non ho scritto che la rivoluzione digitale fosse una bolla di per sè. La rivoluzione digitale è l'evento (non l'unico) che fa da volano all'impennata del valore in borsa, da cui derivarono molte più possibilità di arricchimento.
Già all'epoca della crisi del 2007, la bceuropea giustamente corse ai ripari immettendo una quantità enorme di liquidità: di nuovo, molte più possibilità di arricchimento.

Infine, l'impiegato torinese che prende 1300 euro al mese poi deve anche vivere a Torino, non a Phnom Penh, e i suoi 1300 euro vanno anche misurati sulla base del costo della vita, a cominciare dagli affitti.
apposta parlo di potere d'acquisto e non di reddito in assoluto (che sarebbe ovviamente assurdo). E dunque, rapportato il costo della vita a Torino a quello di Phnom Penh, con 1300 al mese sei comunque nel 5% (con servizi pubblici, assistenza sanitaria, istruzione scolastica, pace).

Mi chiedo quale potrebbe essere una politica economica che inverta il fenomeno, visto che la concentrazione di ricchezza dipende da fenomeni epocali come la globalizzazione e l'automazione, non e' un effetto collaterale di qualche politica sbagliata. (A me viene in mente solo la nazionalizzazione di tutto, con le conseguenze che ben conosciamo).
in trent'anni, i redditi della classe media canadese (per fare un esempio) sono aumentati del 50%.
Questo avviene perchè l'arricchimento dell'1% non è avvenuto avendo questo 1% sottratto vecchie risorse in possesso degli altri (modello super-fisso: i servi della gleba versano un tributo al signore in un contesto di risorse immutabile) ma bensì essendosi appropriato, questo 1%, di una quota preponderante di nuova ricchezza aggiuntiva (modello nel quale le risorse aumentano nel tempo). I redditi della classe media sono dunque aumentati molto meno rispetto ai guadagni dell'1%, ma sono aumentati rispetto a trent'anni prima (fatto contro-intuitivo perchè si dimentica che quarant'anni fa il tenore di vita era significativamente più modesto).
Causa dell'aumento di risorse, è l'aumento della produttività (si fa di più con meno ore di lavoro).
Infattti, se prendi gli ultimi vent'anni dell'Italia, che possiede un forte sistema redistributivo (elevata tassazione) ma che ha la produttività in crisi, ecco che guarda caso i redditi della classe media non sono più cresciuti (al contrario). E' un principio inesorabile: se non crei più ricchezza aggiuntiva, la media(na) s'impoverisce (e quelli che si arricchiscono, lo fanno come lo fa il signorotto medievale nel modello di risorse fisse: approfittando di una situazione di privilegio per fottere risorse agli altri).
Quindi, per rispondere alla tua domanda, non basta prelevare e redistribuire per via fiscale la ricchezza dell'1%, chè nel giro di cinquant'anni tende a riformarsi. Occorre bloccare a monte l'aumento di ricchezza.
Quindi sì, nazionalizzazione (e però mi raccomando: affidare le aziende non agli Enrico Mattei ma a dei cani), dazi, controllo del capitale in tutte le forme possibili. E magari stampare moneta come se non ci fosse un domani. Questa è la via più rapida per sistemare il grafico (posto che un'organizzazione così strutturata implica una classe dirigente politica, statale, e para-statale molto potente, e solitamente tale potere si traduce comunque in privilegio e relativo malcontento popolare - ma si può ovviare al problema con un adeguato controllo della stampa e dell'opposizione).
Oppure, appunto, c'è la via italiana,che però è molto più lenta.
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Burano » lun mag 01, 2017 8:59 pm

L'Italia possiede un forte sistema redistributivo? Boh..magari tra quei quattro gatti che non evadono.
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Rosewall » lun mag 01, 2017 9:55 pm

forte non vuol dire ben fatto (nè dal lato del prelievo fiscale nè da quello della spesa pubblica) :) ma di riffa o di raffa vengono trattenuti e redistribuiti ogni anno quattrocento miliardi e rotti (più del 40% del pil). :wink:
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda alessandro » mar mag 02, 2017 11:32 am

uglygeek ha scritto:E' che nel mondo contemporaneo conta sempre di piu' l'intelligenza; in paesi come gli Stati Uniti le persone piu' intelligenti vivono quasi tutte in un mondo a parte, sono selezionate da college prestigiosi, fanno lavori molto selettivi e finiscono per concentrare nelle loro mani quasi tutta la ricchezza.
Era dai tempi dei feudi medievali che non c'era una cosi' grande differenza tra classi, e le classi deboli sono sempre piu' "inutili" perche' c'e' sempre meno lavoro ed i ricchi vivono bene anche quasi senza di loro.
E in futuro andra' sempre peggio, ha ragione Nickognito a dire che l'unica sarebbe fare leggi trans-nazionali, ma siccome e' una cosa probabile come colonizzare Marte, non credo ci siano soluzioni.



In realtà la correlazione tra intelligenza e ricchezza in pratica non esiste.

Ci sono casi eclatanti, certo, come per Microsoft google Facebook Apple dove effettivamente c'è una certa correlazione tra l'intelligenza dei fondatori e la loro ricchezza ma in molti altri casi gente che lavora e moltiplica una idea semplice o gente che Sa Fare una cosa bene ( non so, la pizza) e apre una catena.
Gente che parte già con basi economiche molto importanti.

Ritrovarsi nel settore giusto al momento giusto, mobilieri Italiani diventati ricchissimi e adesso inguaiati con le banche e con i capannoni mezzi vuoti.
Non è che fossero geni prima e siano diventati stupidi.

Poi conosco gente a livello di premio Nobel disinteressati a guadagnare tantissimo ma a cui basta vivere bene e avere la possibilità di progredire nella ricerca e persone con un qi limitato, che si è diplomata per miracolo che ha fatto i soldi avendo spirito imprenditoriale e puntando ai soldi.

http://www.galileonet.it/2007/04/lintel ... hezza/amp/
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda alessandro » mar mag 02, 2017 11:35 am

In realtà la correlazione tra intelligenza e ricchezza in pratica non esiste.

Ci sono casi eclatanti, certo, come per Microsoft google Facebook Apple dove effettivamente c'è una certa correlazione tra l'intelligenza dei fondatori e la loro ricchezza ma in molti altri casi gente che lavora e moltiplica una idea semplice o gente che Sa Fare una cosa bene ( non so, la pizza) e apre una catena.
Gente che parte già con basi economiche molto importanti.

Ritrovarsi nel settore giusto al momento giusto, mobilieri Italiani diventati ricchissimi e adesso inguaiati con le banche e con i capannoni mezzi vuoti.
Non è che fossero geni prima e siano diventati stupidi.

Poi conosco gente a livello di premio Nobel disinteressati a guadagnare tantissimo ma a cui basta vivere bene e avere la possibilità di progredire nella ricerca e persone con un qi limitato, che si è diplomata per miracolo che ha fatto i soldi avendo spirito imprenditoriale e puntando ai soldi.

http://www.galileonet.it/2007/04/lintel ... hezza/amp/[/quote]

Poi, certo, uno intelligente trova lavoro più facilmente e riesce a progredire più velocemente, uno che ha difficoltà nel comprendere non può fare alcuni lavori o non viene assunto per questi.
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda uglygeek » mar mag 02, 2017 2:54 pm

alessandro ha scritto:In realtà la correlazione tra intelligenza e ricchezza in pratica non esiste.

Ci sono casi eclatanti, certo, come per Microsoft google Facebook Apple dove effettivamente c'è una certa correlazione tra l'intelligenza dei fondatori e la loro ricchezza ma in molti altri casi gente che lavora e moltiplica una idea semplice o gente che Sa Fare una cosa bene ( non so, la pizza) e apre una catena.
Gente che parte già con basi economiche molto importanti.

Ritrovarsi nel settore giusto al momento giusto, mobilieri Italiani diventati ricchissimi e adesso inguaiati con le banche e con i capannoni mezzi vuoti.
Non è che fossero geni prima e siano diventati stupidi.

Poi conosco gente a livello di premio Nobel disinteressati a guadagnare tantissimo ma a cui basta vivere bene e avere la possibilità di progredire nella ricerca e persone con un qi limitato, che si è diplomata per miracolo che ha fatto i soldi avendo spirito imprenditoriale e puntando ai soldi.

http://www.galileonet.it/2007/04/lintel ... hezza/amp/

Poi, certo, uno intelligente trova lavoro più facilmente e riesce a progredire più velocemente, uno che ha difficoltà nel comprendere non può fare alcuni lavori o non viene assunto per questi.


Veramente non si capisce cosa c'e' scritto nell'articolo da te citato:
"I risultati hanno confermato la teoria secondo cui chi è dotato di un quoziente intellettivo più elevato guadagna di più, ma la sorpresa è stata scoprire che chi ha un Q.I. nella media o sotto la media è nel complesso più ricco. Non c’è contraddizione: i secondi potrebbero semplicemente risparmiare meno."
Che vuol dire?

Ci sono studiosi che per ragioni ideologiche arrivano anche a smentire l'idea che una cosa chiamata "intelligenza" e misurabile con l'IQ esista. Ma in realta' che ci sia una correlazione crescente nel mondo contemporaneo tra intelligenza e ricchezza e' dimostrato da molti studi: vedi ad esempio https://www.amazon.com/Coming-Apart-Sta ... 030745343X che esamina anche le conseguenze sociali di questa stratificazione della societa'.
Poi intelligenza non vuol necessariamente dire avere voglia di studiare o un titolo di studio elevato, ma il tuo esempio del pizzaiolo e' sbagliato: se una persona sa fare bene la pizza, allora fa pizze, non apre una catena. Se una persona apre una catena di pizzerie sa fare bene l'imprenditore, non le pizze. E' diverso.

Non ci sono tante persone con il QI sotto la media che diventano imprenditori di successo. E non ci sono aziende disposte a pagare stipendi elevati a persone con il QI sotto la media. Ed e' vero, persone molto intelligenti non devono necessariamente inseguire la ricchezza come unico scopo nella vita, ci sono scienziati che si accontentano di un buono stipendio e giustamente sono felici di dedicare la vita alle loro ricerche. Ma anche loro non e' che vivano sotto i ponti o non abbiano i soldi per mandare i figli al college.
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Lyndon79 » mer ago 09, 2017 6:24 pm


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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda uglygeek » gio ago 10, 2017 9:05 am

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I ricchi diventano sempre piu' ricchi e la classe media sempre piu' povera.

L'articolo dice che scelte politiche potrebbero riequilibrare le cose, alzando le tasse, migliorando il welfare, anche cercando di limitare il potere e il consolidamento delle multinazionali. Ed in parte e' sicuramente vero.
Pero' mi pare che il problema sia piu' profondo, e' che il lavoro vale meno perche' ne serve sempre meno, la tecnologia, la globalizzazione ha intrinsecamente il potere di accentrare la ricchezza in poche mani. Non e' nemmeno questione di pochi capitalisti che detengono i mezzi di produzione, alla Marx. E' piuttosto che solo il lavoro di pochi (fortunati/bravi/intelligenti/...) che ha valore. E' proprio il resto della gente che non serve piu', in gran parte, ai pochi eletti, e questo non e' mai stato vero in passato. In passato le persone servivano, magari si cercava di sfruttarli come schiavi o servi della gleba, ma non si poteva comunque fare a meno di loro.
Non so come se ne uscira'.
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alessandro
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda alessandro » gio ago 10, 2017 5:25 pm

tutto vero, ma oltre al progresso tecnologico, all'economia di scala, etc. c'e' anch eil fatto ch ead esempio il negozietto di elettronica o la libreria classica di paese, deve pagare i locali, gli stipendi, le utenze e soprattutto le tasse, tra IMU TASI imposte sul reddito oltre il 50% etc e si confronta con colossi tipo Amazon o ebay che di tasse praticamente non ne pagano facendo concorrenza sleale, se ci fosse concorrenza tra un mostro da miliardi di dollari e un negozietto.

pero' dovrebbe essere il contrario, il negozietto tassato al 4% e amazon al 60%
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda uglygeek » lun dic 04, 2017 2:59 pm

Una interessante intervista a Marina Berlusconi: http://www.lastampa.it/2017/12/04/econo ... agina.html.
Per anni campionessa del liberismo ancora piu' di suo padre. Poi arriva Amazon e ora fa discorsi a sinistra della Camusso, invocando norme ad hoc contro Amazon e Google.
Ah il liberismo... :-)
Ultima modifica di uglygeek il lun dic 04, 2017 3:25 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Zonker » lun dic 04, 2017 3:15 pm

uglygeek ha scritto:Una interessante intervista a Marina Berlusconi: http://www.lastampa.it/2017/12/04/econo ... agina.html.
Per anni campionessa del liberismo ancora piu' di suo padre. Poi arriva Amazon e ora fa diiscorsi a sinistra della Camusso, invocando norme ad hoc contro Amazon e Google.
Ah il liberismo... :-)


Queste dichiarazioni testimoniano che la chirurgia estetica fa miracoli, ma evidentemente non può fare nulla se hai la faccia come il cùlo, quella te la tieni.

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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Burano » lun dic 04, 2017 4:55 pm

uglygeek ha scritto:Una interessante intervista a Marina Berlusconi: http://www.lastampa.it/2017/12/04/econo ... agina.html.
Per anni campionessa del liberismo ancora piu' di suo padre. Poi arriva Amazon e ora fa discorsi a sinistra della Camusso, invocando norme ad hoc contro Amazon e Google.
Ah il liberismo... :-)



Vabbe per anni monopolisti incontrastati delle tv e del mercato pubblicitario in Italia. Liberisti nel senso pieno del termine, mai stati.
comunque da un lato sono per la flat tax, dall'altro per la web tax. Splendidi :oops:
Lo voglio rivedere, Fabio

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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Pindaro » lun dic 04, 2017 5:09 pm

Anche Mondadori lavora con Amazon. Non è un’ipocrisia?

"E’ un operatore da cui non si può più prescindere"

Ma va a zappare, Marina. Te e il pregiudicato.
Ma perché fuorviante???!?

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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Rosewall » lun dic 04, 2017 5:31 pm

"A torto o ragione, la regina dei nostri tempi".

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Re: il liberismo ed il neo-liberismo

Messaggioda Pindaro » lun dic 04, 2017 5:37 pm


Anche qui, il fondo del ridicolo.
Le serie tv italiane, quelle recitate male, girate peggio, scritte coi piedi e ostaggio dei talent e metastasi berlusconiane.
Ma perché fuorviante???!?


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