Coronavirus la sindrome mondiale

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda laplaz » lun mag 04, 2020 9:31 am

alessandro ha scritto:il 26% mi pare pochino visto che un imprenditore che dichiara 100.000 euro di guadagni viene tassato più del doppio.

Poi le tasse si dividono in due parti, quelle giuste e quelle che toccano a te. :D
È così per tutti, se vedi è difficile sentire proporre tasse a carico di chi le propone.


No scusa, forse non ci capiamo. Gli investimenti sono soldi rimasti in tasca a chi le tasse le ha già pagate. La tassazione sui profitti derivanti dagli investimenti è aggiuntiva rispetto a quanto già pagato. E il 26% di tasse su un profitto è più di quanto paghi una Srl sugli utili, quindi è semplicemente falso quello che dici.

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Paolo79
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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Paolo79 » lun mag 04, 2020 9:38 am

alessandro ha scritto:
Nickognito ha scritto:Sembra che il 20% dei malati di covid sviluppi come sintomo una eruzione cutanea ai piedi. Per i bambini questo sintomo si verifica invece molto piu' spesso.

C’era un articolo sul corriere di ieri. Non solo ai piedi ma anche su altri punti. Poi brividi e tremori sono altri sintomi.

Secondo me dovrebbero e avrebbero dovuto fare almeno il test rapido a tutti quelli tornati al lavoro e ai conviventi dei casi positivi Messi in quarantena nei mesi passati sino ad oggi.


ieri mi è arrivata una circolare del sindaco, una comunicazione di tutti i sindaci dell'alto milanese. praticamente dicono che è stato comunicato loro che gli unici test sierologici autorizzati sono quelli autorizzati dalla sanità pubblica e che qualcuno altro test fatto privatamente da enti, laboratori o associazioni sarà nullo ai fini della validazione ed archiviazione del dato a livello regionale (oltre al fatto che ovviamente non saranno in alcun modo sovvenzionati). In sostanza se un'azienda o un comune si attiva per fare autonomamente il test ai suoi impiegati/cittadini i risultati li dovrà tenere per sè e non saranno considerati validi
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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda alessandro » lun mag 04, 2020 9:47 am

Johnny Rex ha scritto:Sempre più convinto che mio nipote (4 anni) a inizio Febbrajo se lo sia fatto, oltre a tosse e spossatezza ha avuto anche eruzioni cutanee .

Sul Vaccino

Lo sviluppo di un vaccino anti-coronavirus potrebbe richiedere «anni». Il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, non mostra lo stesso ottimismo di Trump, secondo il quale invece un vaccino potrebbe essere sviluppato entro la fine dell’anno. «Sarei felice se fosse possibile raggiungere questo obiettivo in pochi mesi», ha detto Spahn alla televisione Ard. «Ma potrebbero anche essere necessari anni, perché potrebbero esserci battute d’arresto, come accaduto con altri vaccini», ha spiegato. «Lo sviluppo di vaccini è una delle attività più difficili in medicina», ha avvertito.

e alura Gnari? si aspetta per qualcosa di sicuro il 2022 o non è meglio perseguire con impegno anche vie alternative? (fermo restando che non si sa che cosa farà il COVID)

F.F.



Logicamente bisogna seguire in parallelo le due strade.
Cure e ricerca del vaccino.

Oggi sul corriere l’intervista al primario di Mantova che sta sperimentando le trasfusioni da pazienti guariti:

«In terapia intensiva c’è un ragazzo di 28 anni che si chiama Francesco. Giovedì era in un reparto Covid, venerdì la situazione è precipitata. Abbiamo chiesto al Comitato etico di poter usare il plasma, ci hanno dato il consenso. E...». Giuseppe De Donno, 53 anni, si prende una piccola pausa. È il direttore della Pneumologia e dell’Unità di Terapia intensiva respiratoria all’ospedale Carlo Poma di Mantova. L’emotività tenuta a bada in questi mesi di coronavirus adesso ogni tanto prevale. E lui si commuove.

Come sta Francesco?
«Dopo 24 ore era già sfebbrato e stava bene, oggi (ieri, ndr) lo abbiamo svezzato dal ventilatore. È un ragazzo arrivato qui senza altre patologie oltre al Covid, doveva essere intubato e invece fra due giorni lo potremo restituire ai genitori. Sta così bene che poco fa mi ha mandato un messaggio scherzoso sul telefonino».

Cosa le ha scritto?
«Ha scritto: “Il mio supereroe dov’è?” Per fare una battuta va bene ma per carità, niente eroi né supereroi. Io sono solo un medico».

Ma anche uno dei medici che sta sperimentando la sola cura antivirus che sembra funzionare. Giusto?
«Giusto. Noi qui a Mantova, assieme all’ospedale San Matteo di Pavia, abbiamo appena chiuso la prima sperimentazione partita all’inizio di aprile su un gruppo di pazienti critici. Francesco è arrivato fuori tempo massimo ma lo abbiamo arruolato lo stesso. Un centinaio di pazienti in tutto trattati con il plasma iperimmune, cioè che viene dal sangue di pazienti che sono stati contagiati e sono guariti».

Risultato?
«La cura funziona. In tutto questo mese non abbiamo avuto decessi fra le persone trattate. Solo pazienti che sono migliorati fino a guarire oppure che si sono stabilizzati. Nessuno si è aggravato. Non è più aneddotica: abbiamo testimonianze e decorsi clinici di tanti pazienti. Abbiamo sottoposto tutto alla comunità scientifica, siamo in attesa di pubblicazione. Però vorrei precisare una cosa».

Prego?
«Non possiamo alimentare false speranze. Mi spiego: se la malattia ha lavorato a lungo fino a compromettere la funzionalità degli organi non c’è plasma che tenga. In quel caso la mortalità resta alta perché la virosi non c’è più e quindi non è più il virus il nemico ma sono i danni prodotti dal virus. Per questo i pazienti molto gravi non possono essere arruolati nel nostro protocollo di ricerca».

Chi ha messo a punto il protocollo?
«È stato ideato da Cesare Perotti e Massimo Franchini, direttori di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale a Pavia e Mantova».

Com’è nata l’idea di usare il plasma?
«È stato un giorno di fine febbraio, è nata da un ragionamento che stavamo facendo io e il dottor Salvatore Casari che dirige Malattie Infettive qui a Mantova».

È vero che gli effetti della cura al plasma si vedono in pochissime ore?
«Diciamo che la percezione viene dagli stessi pazienti, sono loro che ci dicono che il miglioramento è immediato; scompare la febbre, in alcuni casi scompare la tosse in modo istantaneo, i parametri respiratori funzionano. Ci raccontano di avere la sensazione di acquisire fin da subito un po’ di forza e benessere».

Qualcuno sta replicando il vostro studio?
«Il nostro è stato il primo al mondo e adesso in tanti stanno seguendo la stessa strada, sia in Italia sia all’estero. Sabato mi ha chiamato un alto funzionario dell’Onu che ha un ruolo importante nella sanità degli Stati Uniti. Useranno anche loro il nostro protocollo, ci hanno fatto i complimenti. È stato emozionante, non sono riuscito a trattenere le lacrime».

Chiamate dall’Italia?
«Abbiamo provato a contattare il ministero della Salute ma è stato inutile. Nessun segnale nemmeno dall’Istituto Superiore di Sanità. Per ora stanno alla finestra».

I donatori ci sono?
«Altroché. Tanti che stiamo mettendo su una piccola banca del plasma per aiutare gli ospedali qui vicino e si stanno organizzando pullman da Emilia e Liguria. E poi credo anche che ci sarà una seconda sperimentazione».

Cosa c’è nel futuro della vostra cura?
«Spero di cuore nella creazione di un centro di ricerca sul plasma a Mantova. Ora che ci penso: sabato ho incassato l’ok del sindaco, proprio dopo la chiamata dagli Stati Uniti, proprio quando mia figlia che ha 20 anni ha vinto un concorso musicale e proprio il giorno in cui Francesco è stato bene. Ci vorrebbe un 2 maggio alla settimana»

4 maggio 2020, 08:27 -
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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda alessandro » lun mag 04, 2020 9:58 am

laplaz ha scritto:
alessandro ha scritto:il 26% mi pare pochino visto che un imprenditore che dichiara 100.000 euro di guadagni viene tassato più del doppio.

Poi le tasse si dividono in due parti, quelle giuste e quelle che toccano a te. :D
È così per tutti, se vedi è difficile sentire proporre tasse a carico di chi le propone.


No scusa, forse non ci capiamo. Gli investimenti sono soldi rimasti in tasca a chi le tasse le ha già pagate. La tassazione sui profitti derivanti dagli investimenti è aggiuntiva rispetto a quanto già pagato. E il 26% di tasse su un profitto è più di quanto paghi una Srl sugli utili, quindi è semplicemente falso quello che dici.


Ti faccio una domanda:
Io ho 1 milione di euro (già tassati) e lo investo in una attività commerciale. Alla fine dell’anno ho un guadagno di un milione di euro.

Tu hai un milione di euro (già tassati) e lo investi in azioni e alla fine hai un guadagno di un milione di euro.

Quanta percentuale di tasse pago io e quanta tu?
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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Nickognito » lun mag 04, 2020 10:07 am

alessandro ha scritto:Io ho 1 milione di euro (già tassati


ecco perche' l'hai presa cosi' bene!

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda laplaz » lun mag 04, 2020 10:10 am

alessandro ha scritto:
laplaz ha scritto:
alessandro ha scritto:il 26% mi pare pochino visto che un imprenditore che dichiara 100.000 euro di guadagni viene tassato più del doppio.

Poi le tasse si dividono in due parti, quelle giuste e quelle che toccano a te. :D
È così per tutti, se vedi è difficile sentire proporre tasse a carico di chi le propone.


No scusa, forse non ci capiamo. Gli investimenti sono soldi rimasti in tasca a chi le tasse le ha già pagate. La tassazione sui profitti derivanti dagli investimenti è aggiuntiva rispetto a quanto già pagato. E il 26% di tasse su un profitto è più di quanto paghi una Srl sugli utili, quindi è semplicemente falso quello che dici.


Ti faccio una domanda:
Io ho 1 milione di euro (già tassati) e lo investo in una attività commerciale. Alla fine dell’anno ho un guadagno di un milione di euro.

Tu hai un milione di euro (già tassati) e lo investi in azioni e alla fine hai un guadagno di un milione di euro.

Quanta percentuale di tasse pago io e quanta tu?


Ma cosa significa "percentuale di tasse"?
Ti ho già risposto. Una SRL paga di IRES il 24% mentre la tassazione dei profitti finanziari (plusvalenze) è il 26%.
Guarda che nessuno ti obbliga a investire in un'attività commerciale invece che in azioni di una società. Mi spieghi che differenza c'è se tu sei socio di una SRL o di un'azienda quotata in borsa? E' comunque un investimento finanziario, assolutamente identico. Se poi in una SRL vuoi fare il socio lavoratore è una tua scelta.

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Rosewall » lun mag 04, 2020 10:46 am

da leggere

Dietro "il Veneto che può riaprire tutto", come ha ribadito il presidente Zaia, non c'è soltanto una macchina organizzativa per fare tamponi che ha pochi eguali nel mondo (a settembre ci sarà una capacità di 50 mila tamponi al giorno); non ci sono soltanto i test sierologici - con mappatura genetica su base volontaria - che iniziano domani a Vo' Euganeo, il piccolo comune dove tutto è iniziato ma è anche, non per caso, finito subito.

Dietro il Veneto che è passato, in meno di due mesi, da un R0 (un tasso di contagiosità) di 3,405 a 0,7 (10 persone infette ne contagiano 7), c'è la tecnologia. Ma non c'è una app di contact tracing, quella app di tracciamento dei contatti dei contagiati che tutti i Paesi europei stanno sviluppando e che in Italia sarà disponibile a giugno.

Dietro c'è una piattaforma per l'analisi dei dati. Si chiama Digital Enabler e consente di mettere assieme in tempo reale i dati che provengono dai laboratori di microbiologia dove si analizzano i tamponi; quelli anagrafici (chi sei, dove abiti, qual è il tuo stato di famiglia); quelli del lavoro (dove lavori e con chi) o della scuola (idem).

In pratica è un sistema di biosorveglianza a disposizione delle autorità locali che integrando in tempo reale i dati già disponibili dalla pubblica amministrazione consente di fare due cose fondamentali: primo, ricostruire le relazioni (e quindi i contatti probabili: se sei positivo e hai una moglie e dei figli è altamente probabile che li abbia contagiati; lo stesso per i tuoi compagni di ufficio; saperlo ha senso solo se puoi immediatamente sottoporre tutti a tampone); secondo, poter costruire una mappa dinamica dell'epidemia, non regionale o provinciale, ma di quartiere, arrivando fino al singolo condominio.

Questa piattaforma il Veneto se l'è praticamente trovata in casa. La multinazionale romana Engineering l'aveva sviluppata qualche mese fa per tenere sotto controllo alcuni dati ospedalieri.

Quando il 21 febbraio si sono scoperti i primi focolai a Codogno (Lodi) e a Vo' Euganeo (Padova), Engineering ha subito reingegnerizzato la piattaforma per monitorare l'andamento del covid19 in Veneto.

Dopo una settimana funzionava ed è stato uno strumento fondamentale per prendere decisioni "data driven", basate sui dati e non sul fiuto.

Secondo diversi esperti del Ministero della Salute, quel sistema "è utilissimo e andrebbe usato ovunque".

Perché allora c'è solo in Veneto? E' una storia complessa e in un certo senso già vista. Per una questione di burocrazia, si potrebbe dire. Ma sarebbe forse ingeneroso. Per l'affanno a cui sono stati sottoposti in queste settimane quelli che potevano approfondire la materia e prendere una decisione.

Ecco, forse questa è la ragione di fondo per cui le cose si sono fermate. La piattaforma è stata presentata il 5 marzo allo staff del ministro per l'Innovazione (ma non così chiaramente, dicono dallo staff del ministro); poi è stata iscritta al bando InnovaItalia con cui lo stesso ministro chiedeva a tutte le realtà innovative di presentare soluzioni per contrastare il virus e sviluppare la telemedicina. A quel punto il progetto andava assegnato ad uno degli otto sottogruppi della task force di esperti incaricati di esaminare le candidature.

Ma è accaduto quello che accade quando a pallavolo arriva la palla nel tuo campo, e tutti quelli che dovrebbero prenderla dicono "tua!" e la palla casca a terra.
La piattaforma in fondo non è una app, non è uno strumento di telemedicina e non fa analisi di rendiconto, ma aggrega dati in tempo reale per prendere decisioni migliori subito.

Insomma, dal ministero della Salute hanno atteso invano una decisione da parte della task force del ministro dell'Innovazione che a sua volta ha risposto che la decisione finale spettava al commissario per il potenziamento delle strutture ospedaliere - in effetti l'unico che può firmare un contratto e metterci dei soldi - che a sua volta ha fatto sapere che senza un via libera del ministero della Salute non poteva attivare alcun servizio.


Ora inizia la fase 2 e non abbiamo un sistema automatico nazionale, ma neanche tanti sistemi regionali, per tenere sotto controllo i dati, ricostruire le relazioni, monitorare l'andamento sul territorio.


Sono state giornate convulse, e qualcosa è rimasto indietro. Capita. Ma adesso il punto è: abbiamo o no bisogno di una piattaforma così? Se la risposta è sì, qualcuno dica "mia" è prenda questa palla. Altrimenti, buon per il Veneto
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babaoriley
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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda babaoriley » lun mag 04, 2020 10:47 am

Pare nessuna scena apocalittica su metro e tram a Milano.

Molta gente in partenza per il Sud dalle stazioni, per la gioia di De Luca.

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda klaus » lun mag 04, 2020 10:53 am

klaus ha scritto:
stefano61 ha scritto:
klaus ha scritto:
lo studio si è trasformato, grazie alla “macchina del panico”, in una specie di dimostrazione che le persone possano ammalarsi più di una volta (e che quindi non c’è immunità contro COVID-19). Invece, per parlare di vera e propria “seconda malattia”, occorrerebbe soddisfare le seguenti condizioni: paziente guarito in quanto ripetutamente negativo al tampone e con anticorpi IgG nel sangue contro SARS-CoV-2, che torna ad avere una sintomatologia tale da essere ricoverato in ospedale e in cui si dimostra che è stato infettato da due varianti diverse del virus*.

Dopo oltre tre milioni di casi di COVID-19 al mondo non c’è ancora, che io sappia, un solo paziente che soddisfi questa definizione di re-infezione.

Guido Silvestri




"Macchina del panico"... :)

Il vero problema è che non c' è nemmeno una prova del contrario: non sappiamo se le persone guarite possano o meno reinfettarsi, e già qualche giorno fa l' OMS aveva insistito su questo punto:

https://edition.cnn.com/2020/04/25/us/w ... index.html

I coronavirus non sono, in generale, immunizzanti per chi li contrae, basti pensare al raffreddore. Nè sappiamo quanto duri l' immunizzazione, posto che si verifichi.


Da <<non c’è al momento evidenza che le persone che sono guarite da COVID-19 ed hanno anticorpi sono protette da una seconda infezione>>, la frase è diventata <<le persone che sono guarite da COVID-19 ed hanno anticorpi NON sono protette da una seconda infezione>>. Si noti che questa non e’ una semplificazione del concetto, ma un suo completo travisamento. La frase dell’OMS, ci tengo a precisarlo, è formalmente corretta. Come sarebbe corretto dire che non c’è evidenza che l’umanità non sarà sterminata l’anno prossimo da un nuovo virus portato da un meteorite. In realtà l’unico modo per dimostrare “evidenza” di protezione in persone guarite da COVID-19 e con anticorpi sarebbe quello di esporle intenzionalmente al virus e vedere che non si ammalano. Non credo proprio che sia una cosa fattibile. [Tra l’altro, in termini puramente logici, è impossibile provare la proposizione “le persone guarite da COVID-19 e portatrici di anticorpi non possono re-infettarsi”. Come è impossibile provare, per esempio, che i vaccini non causano l’autismo e che io non mangio salamandre vive. O che non esiste la famosa “teiera di Russell” — la trovate su Wikipedia, e scoprirete a chi sta l’onere della prova nel metodo scientifico]

In realtà quello che sappiamo è che nonostante 3 milioni di casi confermati (e sono certamente molti di più) al momento non esiste una sola descrizione di persona che è guarita, ha gli anticorpi IgG nel siero e si riammala (cioè ha una seconda infezione con un virus diverso, non il primo virus che si ri-positivizza come nei casi coreani). Lo stesso, peraltro, vale per SARS-1 e MERS. E dire che le occasioni di riammalarsi non mancherebbero, basta guardare la Lombardia. Questo, ovviamente, non vuol dire che non possa mai succedere – in medicina ed in amore non si deve mai dire mai. Ma si tratterebbe di casi rarissimi. [Aggiunge Roberto Burioni, su questa pagina e con la sua consueta chiarezza, sui soggetti con livelli bassi di anticorpi: “Sono molte le situazioni in cui un basso livello di anticorpi è comunque sufficiente per ostacolare il virus nelle delicate fasi di “establishment” di infezione e la pronta risposta dovuta alla comunque presente memoria immunologica risulta protettiva. Posto che ancora non sappiamo se ci si può reinfettare, fino ad ora TUTTE le infezioni virali respiratorie forniscono un certo grado di protezione. Questo virus ovviamente potrebbe essere il primo a non fornirla, ma sarebbe una notevole eccezione.”]

SIlvestri


La notizia che 263 pazienti coreani guariti dal Covid-19 si fossero riammalati, risultando nuovamente positivi al test, aveva allarmato il mondo. La guarigione ci consegna quella sorta di patentino di immunità? Si chiedono in molti. E se lo chiedono anche tantissimi scienziati che stanno studiando ogni dettaglio di questo coronavirus. Non si hanno risposte chiare e forse ci vorrà ancora del tempo per averne. E anche l'affidabilità dei test sierologici è motivo di dibattito tra virologi e cittadini. Oggi dalla Corea del Sud arriva una nuova notizia. Secondo uno studio effettuato su questi pazienti potenzialmente recidivi al contagio, i test avrebbero dato dei «falsi positivi». O meglio, a rendere positivo il risultato sarebbero stati «dei frammenti di virus morti».
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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Nickognito » lun mag 04, 2020 10:55 am

Ma davvero stanno consentendo a un piemontese o lombardo di andare in Campania e non a un ceco o austriaco, per dire?

Ma che senso ha?

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Gios » lun mag 04, 2020 10:55 am

babaoriley ha scritto:Pare nessuna scena apocalittica su metro e tram a Milano.


Ma non riusciamo nemmeno ad avere una foto una magari giocando un po' sulla prospettiva di assembramento?
Nickognito ha scritto:niente qui R sta salendo ogni giorno dal 27 aprile, la curva e' risalita ormai con un trend permanente. La riapertura, anche parziale, non funziona. E tra 10 giorni rivoluzione con riapertura totale.

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Gios » lun mag 04, 2020 10:58 am

Magari con un elzefiro accanto che che depreca il dio denaro.
Nickognito ha scritto:niente qui R sta salendo ogni giorno dal 27 aprile, la curva e' risalita ormai con un trend permanente. La riapertura, anche parziale, non funziona. E tra 10 giorni rivoluzione con riapertura totale.

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Rosewall » lun mag 04, 2020 11:13 am

ecco la mappa del contagio provvisoria ma aggiornata agli ultimi sarscov2 sequenziati. Fra la Kusama e Pollock. Quelli condivisi dagli italiani sono ancora relativamente pochi.
-
La notizia francese di un paziente con polmonite da covid19 in ile de france, al 27 dicembre, di per sè non stupisce (improbabile che non girasse già a dicembre in tutte le aree europee molto interconnesse); quello che mi lascia perplesso nel leggere l'intervista al medico è la roba sul pesce cinese, ma forse è il mio francese che è arrugginito. :-?

A proposito dei francesi, l'Eliseo ha fatto sapere che non discriminerà ai fini della quarantena fra francesi ed europei, il che è ottimo ma si spera si sposi ad un qualche coordinamento fra i diversi paesi.
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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Rosewall » lun mag 04, 2020 11:28 am

la kura segreta ke bigpharma ci tiene nascosta per farci vaccinare tutti e arricchire Bill Gates della quale non parla nessuno!!!!1 -> https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2765617?fbclid=IwAR14bes6RbHG5g-CGbHA5p-E9n2vSk7IhGZ7RmoQWZgeDxFIergpIEvbP4s
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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Monheim » lun mag 04, 2020 11:37 am

alessandro ha scritto:
Ti faccio una domanda:
Io ho 1 milione di euro (già tassati) e lo investo in una attività commerciale.

No, avresti dovuto puntarli su Djokovic contro Federer all'Australian Open, come ti consigliammo.

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda klaus » lun mag 04, 2020 11:37 am

Questa la drammatica marcia-indietro della regione Toscana sulle norme anti-covid per la riapertura(così come arrivata dal nostro RSPP):

la distanza interpersonale è di 1,8 metri che è consigliata, ma non obbligatoria (la distanza interpersonale deve essere di almeno 1 m in linea con le norme nazionali, anche se il nostro Presidente Rossi consiglia 1,80 m in base a studi scientifici riportati in premessa dell’Ordinanza);
l’obbligo della misurazione della temperatura corporea diretta o tramite autocertificazione. " Il datore di lavoro potrà attivarsi per sottoporre il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, al controllo della temperatura corporea", quindi "potrà", non "dovrà", e poi comunque non è più previsto che il lavoratore consegni l'autocertificazione;
Non appare inoltre più l’indicazione delle doppie mascherine chirurgiche in sostituzione delle FFP2, né l’indicazione delle FFP2, lasciando totalmente alla valutazione dell’azienda la scelta. Rimane l’obbligo di indossare le mascherine chirurgiche in tutti gli ambienti di lavoro condivisi e laddove non sia possibile il rispetto della distanza interpersonale di 1 m, è necessario dotare i lavoratori di idonei D.P.I.;
Il format anti-contagio non si dovrà più compilarlo ed inviarlo via email, ma dovrà essere compilato online accedendo al sito della Regione Toscana specificato nell’Ordinanza.


bomba liberi tutti.

PS Ieri e Sabato la regione ha fatto 3800 tamponi in 2 giorni.

Alla fine tocca ammettere la netta superiorità organizzativa e menageriale di un Leghista ex PR enologo-veterninario che accusa i cinesi di mangiare i topi vivi. #1#
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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Paolo79 » lun mag 04, 2020 11:47 am

babaoriley ha scritto:Pare nessuna scena apocalittica su metro e tram a Milano.

Molta gente in partenza per il Sud dalle stazioni, per la gioia di De Luca.


Una domanda: ma c'è qualcuno che regolamenta gli accessi nella metro (come al supermercato tanto per intenderci) o sta al senso civico delle persone?
Il mio obiettivo non è vincere. Il mio obiettivo è far sì che quando scendo in campo il mio avversario abbia paura di me" (A.Agassi)

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Rosewall » lun mag 04, 2020 11:49 am

non è farina del suo sacco però ha dato retta a chi ci capiva, va ammesso
"A torto o ragione, la regina dei nostri tempi".

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Gios » lun mag 04, 2020 11:54 am

klaus ha scritto:Alla fine tocca ammettere la netta superiorità organizzativa e menageriale di un Leghista ex PR enologo-veterninario che accusa i cinesi di mangiare i topi vivi. #1#


Rosewall ha scritto:non è farina del suo sacco però ha dato retta a chi ci capiva, va ammesso


Magari fa qualche cazzata dovuta all'eccesso di confidenza, dai, non dobbiamo essere così negativi.
Speriamo.
Al limite se proprio proprio Report qualcosa si inventa, via.
Nickognito ha scritto:niente qui R sta salendo ogni giorno dal 27 aprile, la curva e' risalita ormai con un trend permanente. La riapertura, anche parziale, non funziona. E tra 10 giorni rivoluzione con riapertura totale.

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda alessandro » lun mag 04, 2020 11:54 am

Rosewall ha scritto:da leggere

Dietro "il Veneto che può riaprire tutto", come ha ribadito il presidente Zaia, non c'è soltanto una macchina organizzativa per fare tamponi che ha pochi eguali nel mondo (a settembre ci sarà una capacità di 50 mila tamponi al giorno); non ci sono soltanto i test sierologici - con mappatura genetica su base volontaria - che iniziano domani a Vo' Euganeo, il piccolo comune dove tutto è iniziato ma è anche, non per caso, finito subito.

Dietro il Veneto che è passato, in meno di due mesi, da un R0 (un tasso di contagiosità) di 3,405 a 0,7 (10 persone infette ne contagiano 7), c'è la tecnologia. Ma non c'è una app di contact tracing, quella app di tracciamento dei contatti dei contagiati che tutti i Paesi europei stanno sviluppando e che in Italia sarà disponibile a giugno.

Dietro c'è una piattaforma per l'analisi dei dati. Si chiama Digital Enabler e consente di mettere assieme in tempo reale i dati che provengono dai laboratori di microbiologia dove si analizzano i tamponi; quelli anagrafici (chi sei, dove abiti, qual è il tuo stato di famiglia); quelli del lavoro (dove lavori e con chi) o della scuola (idem).

In pratica è un sistema di biosorveglianza a disposizione delle autorità locali che integrando in tempo reale i dati già disponibili dalla pubblica amministrazione consente di fare due cose fondamentali: primo, ricostruire le relazioni (e quindi i contatti probabili: se sei positivo e hai una moglie e dei figli è altamente probabile che li abbia contagiati; lo stesso per i tuoi compagni di ufficio; saperlo ha senso solo se puoi immediatamente sottoporre tutti a tampone); secondo, poter costruire una mappa dinamica dell'epidemia, non regionale o provinciale, ma di quartiere, arrivando fino al singolo condominio.

Questa piattaforma il Veneto se l'è praticamente trovata in casa. La multinazionale romana Engineering l'aveva sviluppata qualche mese fa per tenere sotto controllo alcuni dati ospedalieri.

Quando il 21 febbraio si sono scoperti i primi focolai a Codogno (Lodi) e a Vo' Euganeo (Padova), Engineering ha subito reingegnerizzato la piattaforma per monitorare l'andamento del covid19 in Veneto.

Dopo una settimana funzionava ed è stato uno strumento fondamentale per prendere decisioni "data driven", basate sui dati e non sul fiuto.

Secondo diversi esperti del Ministero della Salute, quel sistema "è utilissimo e andrebbe usato ovunque".

Perché allora c'è solo in Veneto? E' una storia complessa e in un certo senso già vista. Per una questione di burocrazia, si potrebbe dire. Ma sarebbe forse ingeneroso. Per l'affanno a cui sono stati sottoposti in queste settimane quelli che potevano approfondire la materia e prendere una decisione.

Ecco, forse questa è la ragione di fondo per cui le cose si sono fermate. La piattaforma è stata presentata il 5 marzo allo staff del ministro per l'Innovazione (ma non così chiaramente, dicono dallo staff del ministro); poi è stata iscritta al bando InnovaItalia con cui lo stesso ministro chiedeva a tutte le realtà innovative di presentare soluzioni per contrastare il virus e sviluppare la telemedicina. A quel punto il progetto andava assegnato ad uno degli otto sottogruppi della task force di esperti incaricati di esaminare le candidature.

Ma è accaduto quello che accade quando a pallavolo arriva la palla nel tuo campo, e tutti quelli che dovrebbero prenderla dicono "tua!" e la palla casca a terra.
La piattaforma in fondo non è una app, non è uno strumento di telemedicina e non fa analisi di rendiconto, ma aggrega dati in tempo reale per prendere decisioni migliori subito.

Insomma, dal ministero della Salute hanno atteso invano una decisione da parte della task force del ministro dell'Innovazione che a sua volta ha risposto che la decisione finale spettava al commissario per il potenziamento delle strutture ospedaliere - in effetti l'unico che può firmare un contratto e metterci dei soldi - che a sua volta ha fatto sapere che senza un via libera del ministero della Salute non poteva attivare alcun servizio.


Ora inizia la fase 2 e non abbiamo un sistema automatico nazionale, ma neanche tanti sistemi regionali, per tenere sotto controllo i dati, ricostruire le relazioni, monitorare l'andamento sul territorio.


Sono state giornate convulse, e qualcosa è rimasto indietro. Capita. Ma adesso il punto è: abbiamo o no bisogno di una piattaforma così? Se la risposta è sì, qualcuno dica "mia" è prenda questa palla. Altrimenti, buon per il Veneto



Il metodo Veneto è ottimo ma funziona solo se si ha la capacità di fare 20-50 mila tamponi al giorno.
Avevo scritto delle conferenze stampa di Zaia (io qui, pur essendo in Lombardia prendo solo le tv venete, anche rai3 regionale del Veneto fino a qualche mese fa).
Nel Veneto hanno 2 macchine americane uniche in Italia che fanno 10.000 analisi al giorno ognuna e ne hanno acquistate altre 3, verranno divise in 5 province venete.
Poi, il Veneto ha fatto incetta di reagenti per tempo, mentre le altre regioni sono a corto.

Il tracciamento tamponando a tappeto e poi i conviventi e colleghi dei positivi va bene, una app che traccia i contatti però rileva anche se due persone, una positiva è una no, magari hanno passato un’ora una accanto all’altra in fila alle poste. Diciamo che con meno tamponi si riesce a fare un qualcosa di simil-Veneto.

Zaia ha i mezzi e dei bravi consiglieri e mi pare uno pratico. Il livello è quello che è, ma ha buon senso, ascolta il territorio e trova le soluzioni.

Per replicare il caso Veneto di macchine americane ne servirebbero un centinaio e come dice zaia (poi il problema non sarà analizzare ma avere migliaia di persone che prelevano i campioni).
E poi quintali di reagenti.
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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Gios » lun mag 04, 2020 11:59 am

Zaia come Karl der Große o Charlemagne, semianalfabeta ma con Alcuino e Paolo Diacono consiglieri.
Nickognito ha scritto:niente qui R sta salendo ogni giorno dal 27 aprile, la curva e' risalita ormai con un trend permanente. La riapertura, anche parziale, non funziona. E tra 10 giorni rivoluzione con riapertura totale.

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda fabio86 » lun mag 04, 2020 12:21 pm

Paolo79 ha scritto:
babaoriley ha scritto:Pare nessuna scena apocalittica su metro e tram a Milano.

Molta gente in partenza per il Sud dalle stazioni, per la gioia di De Luca.


Una domanda: ma c'è qualcuno che regolamenta gli accessi nella metro (come al supermercato tanto per intenderci) o sta al senso civico delle persone?


A Roma visto qualche foto, con agenti che controllavano l'ingresso alle scalinate.

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Johnny Rex » lun mag 04, 2020 12:24 pm

Gios ha scritto:Zaia come Karl der Große o Charlemagne, semianalfabeta ma con Alcuino e Paolo Diacono consiglieri.
"Spero di non averti scandalizzata
Se l'ho fatto, è colpa tua.
(Indro Montanelli)

Nickognito ha scritto:Negli Usa sono pazzi.

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Fantasio » lun mag 04, 2020 12:31 pm

Mortalità sempre stabile dappertutto. Da un lato Brasile (con Perù ed Ecuador), Russia e purtroppo India on fire, dall'altro calo repentino dei contagi in Francia (e in Germania), già sotto i 1000/giorno. Quasi fermi anche i tre paesi baltici.

Italia: 13,7% (come ieri)
Spagna: n.p. (ieri 10,2%)
Germania: 4,1% (come ieri)
Francia: 14,8% (come ieri)
UK: 15,2% (ieri 15,4%)
Belgio: 15,8% (ieri 15,7%)
Olanda: 12,5% (ieri 12,4%)
USA: 5,8% (come ieri)
Russia: 0,9% (ieri 1%)
Turchia: 2,7% (come ieri)
Brasile: 6,9% (ieri 7%)
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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda babaoriley » lun mag 04, 2020 12:43 pm

Paolo79 ha scritto:
babaoriley ha scritto:Pare nessuna scena apocalittica su metro e tram a Milano.

Molta gente in partenza per il Sud dalle stazioni, per la gioia di De Luca.


Una domanda: ma c'è qualcuno che regolamenta gli accessi nella metro (come al supermercato tanto per intenderci) o sta al senso civico delle persone?


In metropolitana ho letto di sì, soprattutto negli snodi principali. Sui mezzi di superficie no, non c'è abbastanza personale e ci si affida all'autogestione dei milanesi.

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda NNick87 » lun mag 04, 2020 12:45 pm

klaus ha scritto:Questa la drammatica marcia-indietro della regione Toscana sulle norme anti-covid per la riapertura(così come arrivata dal nostro RSPP):

la distanza interpersonale è di 1,8 metri che è consigliata, ma non obbligatoria (la distanza interpersonale deve essere di almeno 1 m in linea con le norme nazionali, anche se il nostro Presidente Rossi consiglia 1,80 m in base a studi scientifici riportati in premessa dell’Ordinanza);
l’obbligo della misurazione della temperatura corporea diretta o tramite autocertificazione. " Il datore di lavoro potrà attivarsi per sottoporre il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, al controllo della temperatura corporea", quindi "potrà", non "dovrà", e poi comunque non è più previsto che il lavoratore consegni l'autocertificazione;
Non appare inoltre più l’indicazione delle doppie mascherine chirurgiche in sostituzione delle FFP2, né l’indicazione delle FFP2, lasciando totalmente alla valutazione dell’azienda la scelta. Rimane l’obbligo di indossare le mascherine chirurgiche in tutti gli ambienti di lavoro condivisi e laddove non sia possibile il rispetto della distanza interpersonale di 1 m, è necessario dotare i lavoratori di idonei D.P.I.;
Il format anti-contagio non si dovrà più compilarlo ed inviarlo via email, ma dovrà essere compilato online accedendo al sito della Regione Toscana specificato nell’Ordinanza.


bomba liberi tutti.

PS Ieri e Sabato la regione ha fatto 3800 tamponi in 2 giorni.

Alla fine tocca ammettere la netta superiorità organizzativa e menageriale di un Leghista ex PR enologo-veterninario che accusa i cinesi di mangiare i topi vivi. #1#


Qui da me suona molto come un bomba libera tutti.

Spero proprio di aver ragione su questo Coronavisris, perché se avete ragione voi tra 20 giorni siam punto e a capo.
djagermaister ha scritto:Dzumhur è il troll che controlla il ponte tra i challenger e gli Atp.

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Ombra84 » lun mag 04, 2020 12:47 pm

babaoriley ha scritto:
Molta gente in partenza per il Sud dalle stazioni, per la gioia di De Luca.

Pronti i lanciafiamme a Napoli Centrale
djagermaister ha scritto:Dzumhur è il troll che controlla il ponte tra i challenger e gli Atp.
.

dsdifr ha scritto:Nel primo set della messa lei dichiarerà di voler sposare Istomin, poi piano piano Andreas riguadagnerà' terreno fino al lieto fine.

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda tennisfan82 » lun mag 04, 2020 12:56 pm

Ti piace il doppio? Preferisco il threesome

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Monheim » lun mag 04, 2020 1:07 pm


So che taluni qui si irrigidiscono riguardo all'infrazione del secondo comandamento eppure nella fattispecie (e non solo), per quanto mi riguarda, è l'unica risposta possibile.

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Ombra84 » lun mag 04, 2020 1:08 pm

Amici che hanno preso la metro a Napoli parlano di tutto tranquillo e con le giuste distanze. Onestamente riaprtire con solo la cumana in difficoltà non è male, pensavo a scene ben peggiori
djagermaister ha scritto:Dzumhur è il troll che controlla il ponte tra i challenger e gli Atp.
.

dsdifr ha scritto:Nel primo set della messa lei dichiarerà di voler sposare Istomin, poi piano piano Andreas riguadagnerà' terreno fino al lieto fine.

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Mr Moonlight » lun mag 04, 2020 1:16 pm

Monheim ha scritto:

So che taluni qui si irrigidiscono riguardo all'infrazione del secondo comandamento eppure nella fattispecie (e non solo), per quanto mi riguarda, è l'unica risposta possibile.

A Torino si intravede "pillola rossa" Loveboat? :)

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Rosewall » lun mag 04, 2020 1:18 pm

alessandro ha scritto:Nel Veneto hanno 2 macchine americane uniche in Italia che fanno 10.000 analisi al giorno ognuna e ne hanno acquistate altre 3, verranno divise in 5 province venete.
Poi, il Veneto ha fatto incetta di reagenti per tempo, mentre le altre regioni sono a corto.
detto che i reagenti si possono incrementare facendoseli da sè, se ho un incendio e un secchio d'acqua, conviene svuotare tutto il secchio d'acqua sulle fiamme piuttosto che versare un bicchiere alla volta. Il tempo è un fattore determinante, data una quantità di reagenti, serve impiegarla nel minore tempo possibile e la Lombardia avrebbe potuto farlo se solo avesse impiegato tutti i suoi laboratori e macchinari. Un altro fattore determinante è il criterio con cui scegli a chi fare il tampone. In Lombardia, solo ai malati. In Veneto ai contatti dei contagiati, sul territorio, per contenere l'epidemia.
Diciamo che ogni positivo entra in contatto con una ventina di persone? Servono venti test per ogni nuovo caso.
1.500 nuovi casi in Italia? Trentamila tamponi in un giorno dedicati al tracciamento. Non riescono a farti il tampone? Stai comunque in isolamento (l'epidemiologia non è un pranzo di gala).


A questo proposito...
Rosewall ha scritto:altra roba che mancherà fra un mese, e a cui invece avrebbero potuto provvedere. Allora, fra un mese sarà un tripudio di "facciamo come la Corea" (il famoso TTT). Ci sarà l'app digitale. Forse ci saranno anche i laboratori per fare molti tamponi. Okay. Solo che loro hanno anche chi va in giro a fare i tamponi (e a intervistare). Una forza di dieci-ventimila persone che presidiano il territorio. Una forza che non richiede grandi competenze e che dunque non ci vuole niente a mettere insieme in poche settimane. Vedrete che non lo faranno.
ma non è ancora passato un mese, eh.
Ultima modifica di Rosewall il lun mag 04, 2020 1:23 pm, modificato 2 volte in totale.
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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Pitone » lun mag 04, 2020 1:20 pm

Rosewall ha scritto:ecco la mappa del contagio
La notizia francese di un paziente con polmonite da covid19 in ile de france, al 27 dicembre, di per sè non stupisce (improbabile che non girasse già a dicembre in tutte le aree europee molto interconnesse); quello che mi lascia perplesso nel leggere l'intervista al medico è la roba sul pesce cinese, ma forse è il mio francese che è arrugginito. :-?


Dice che l'uomo è stato malato 15 gg, anche i due figli si sono ammalati ma non la moglie che lavora al supermercato al banco del pesce.
Allora si son chiesti, avrà lavorato pesce importato dalla Cina ammalandosi asintomaticamente e contagiando il marito? No perché si sono assicurati che il pesce lavorato in quel settore è solo francese. Aggiunge che ha ipotizzato anche il contagio dal banco del sushi vicino dove lavorano cinesi ( sono quasi certo vede occhi a mandorla e crede siano cinesi)

Mi spiace ma trovo l'articolo e le dichiarazioni del medico un po' sensazionalistiche.
Il passaggio sul domandarsi se lei fosse l'inizio del contagio quando risulta positivo solo il marito cercando appigli che lasciano il tempo che trovano mi fa pensare.
Mi fa pensare che fra tutti i test sia risultata solo una persona, oggi tutti parlano dei test sierologici come non precisi al 100% altrimenti avremmo risolto buona parte dei problemi di libera circolazione, da quello che ho capito (se sbaglio correggimi) l'anticorpo che appare in caso di Covid non è legato solo a lui, quindi può essere presente anche senza contagio. Se così questa certezza verso un caso che risale a dicembre lo trovo un modo per tirar su un po' di clamore.

Ho ascoltato mi sembra Galli che riteneva impossibile far risalire la partenza del contagio a prima del 15 gennaio in Italia, affermava quello che mi viene naturale pensare: com'è possibile che un virus così contagioso per due mesi circoli tranquillamente senza creare problemi e da una settimana all'altra mandi in tilt la sanità?
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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Rosewall » lun mag 04, 2020 1:33 pm

l'intervista è imbarazzante. Quello che conta è se hanno trovato l'rna del virus tramite pcr su un campione conservato come sembra lasciare intendere il Nostro. Si vedrà se - come dice - pubblicheranno la settimana prossima.
Se invece hanno semplicemente trovato anticorpi nel paziente, è una non notizia.
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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda chiaky » lun mag 04, 2020 2:00 pm

Professor Bassetti, in Italia calano contagi e ricoveri in terapia intensiva. Il virus è diventato più innocuo?

«Sicuramente ha perso velocità di trasmissione. A marzo questo virus, per quantità di contagi e vittime, era uno tsunami. Ora è diventato un' ondina, trasformandosi in quella che in Liguria chiamiamo bulesemme, una brezza movimentata. Dobbiamo capire se abbia perso anche forza: a metà marzo molti contagiati rischiavano di morire già in ambulanza.



Ora non più. Forse è perché il virus ha già colpito i soggetti più fragili, facendo una selezione naturale. O forse si è depotenziato. Non ci sono dati scientifici, ma è un' impressione condivisa da molti infettivologi».





L' indice di contagio, l' R0, è già sotto l' 1. Possiamo dirci fuori dall' epidemia?

«È evidente che siamo in una fase di discesa della curva. Tra metà maggio e inizio giugno dovremmo poter considerare concluso questo focolaio epidemico».



Quali fattori hanno consentito tale risultato?

«La cosa che ha influenzato di più è stata il distanziamento sociale. Anche nelle terapie sui pazienti sono stati fatti passi avanti, ma dovremo utilizzare la fase 2 per studiare quali farmaci siano efficaci, facendo una specie di eliminatorie: ossia mettere a confronto due farmaci alla volta e verificare quale funzioni meglio. In ogni caso è fondamentale che venga sentito il parere di chi ha visto il virus in faccia: rianimatori, anestesisti, medici di pronto soccorso. Abbiamo avuto troppi teorici e pochi clinici nelle task force. Sarebbe il momento di cambiare».





Con questa situazione tenere molte attività lavorative chiuse è un errore?

«Se i numeri sono questi, credo che si possa davvero ripartire, valutando la diversità di situazioni tra regione e regione. In più bisognerebbe considerare cosa fanno gli altri Paesi. In Olanda le scuole riaprono l' 11 maggio e molte attività produttive non si sono mai fermate. Lo stesso giorno in Francia riaprirà quasi tutto. Loro ripartono, noi siamo fermi».



Autobus sì, negozi no. Funerali sì, messe no. A livello sanitario e logico le sembrano misure sensate?

«Quando si vuole regolamentare troppo, si rischia di entrare in contraddizione.

Bisognerebbe dare delle regole generali, non disciplinare ogni attività. Basterebbe dire: c' è bisogno di un tot di metri di distanza in qualsiasi luogo, che sia una chiesa o un supermercato non importa».

Secondo il comitato tecnico scientifico, riaprendo tutto, a giugno i ricoveri in terapia intensiva potrebbero arrivare a 151mila.

«Mi pare evidente che quei numeri siano troppo grossi, sovrastimati. Sarebbero stati esagerati anche nel periodo iniziale, quello dello tsunami. Ma i modelli matematici sono così. A volte non ci azzeccano».



Così il governo non rischia di fare solo terrorismo psicologico?

«In realtà la popolazione è già terrorizzata e ci vorranno molti anni per uscire dal vicolo cieco della paura. Anche da parte dell' Oms e di altri colleghi c' è stata una gara a dare cattive notizie. Sull' immunità ad esempio si è sottolineato il fatto che non sappiamo quanto duri. E invece si poteva evidenziare il messaggio che ragionevolmente tutti i guariti diventano immuni».



L' app Immuni servirà?

«Sarebbe fantastico avere un' app che tracci i contatti di ogni contagiato. Il problema è che, affinché sia efficace, essa dovrebbe essere obbligatoria e non volontaria.

Se io monitoro solo il 60% dei cittadini, è verosimile che in quel 40% mancante ci siano migliaia di contagiati. Così lo sforzo di tracciamento diventa vano».



Giusto invece indossare sempre mascherine?

«Sì, ma solo quando non si può mantenere il distanziamento sociale. Inviterei i cittadini a ricorrere a quelle chirurgiche, in modo da lasciare FFP2 ed FFP3 al personale sanitario. Eviterei invece barriere in plexiglas nei ristoranti. Non mi sembra una misura di buon senso».



Il virus potrà estinguersi prima che venga trovato il vaccino?

«Non credo, dovremo conviverci per anni. In ogni caso, se manteniamo un atteggiamento responsabile, non dovremmo avere altri disastri. Potrebbero sorgere micro-focolai, con poche persone infettate. È vero, il caldo non ammazzerà il virus, ma il contagio in autunno dovrebbe ripresentarsi in versione ridotta».



Che responsabilità ha avuto la comunità scientifica nel creare confusione?

«Tutti noi abbiamo fatto previsioni sbagliate in buona fede. Ma bisogna riconoscere che all' inizio ci siamo basati su dati che arrivavano dall' altra parte del mondo, articoli scientifici cinesi che spesso erano incompleti o non veritieri. Per quanto mi riguarda, ho subito attacchi indecorosi da parte di molti colleghi per aver detto a febbraio che il tasso di letalità del virus era molto basso.



Ora dovrebbero darmi ragione: le stime sui contagi reali confermano che questo virus ha un' altissima contagiosità ma una letalità inferiore all' 1%. Inoltre molte vittime positive al tampone sono morte con il coronavirus ma non di coronavirus».



Lei è stato tra i primi a sperimentare in Italia il Remdesivir, il farmaco anti-Ebola, per la lotta al Covid. Uno studio cinese lo ha bocciato, mentre negli Usa sta dando ottimi risultati. Chi ha ragione?

«Negli ultimi due mesi la letteratura scientifica ha prodotto lavori eccezionali ma anche spazzatura. C' era talmente tanta voglia da parte delle riviste di pubblicare un articolo sul Covid che spesso sono stati tirati fuori studi mediocri. Quello cinese è tra questi: hanno provato a dimostrare l' inefficacia del Remdesivir prima di raggiungere il numero di pazienti previsto dallo studio.



Viceversa in America Anthony Fauci ha dimostrato, testando il Remdesivir su 1000 pazienti, che questo farmaco riduce mortalità e giornate di ospedalizzazione. Noi al San Martino lo abbiamo utilizzato già a fine febbraio, somministrandolo a 5 persone, tutte guarite. E ora c' è la speranza che l' Aifa e l' azienda che produce il farmaco, la Gilead, inseriscano il nostro tra gli ospedali italiani che possono continuare a sperimentarlo».

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Rosewall » lun mag 04, 2020 2:27 pm

chiaky ha scritto:Professor Bassetti


ricordiamolo cosí
"A torto o ragione, la regina dei nostri tempi".

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda chiaky » lun mag 04, 2020 2:35 pm

Rosewall ha scritto:
chiaky ha scritto:Professor Bassetti


ricordiamolo cosí

Ma infatti, non se ne salva uno.

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Nickognito » lun mag 04, 2020 2:35 pm

Rosewall ha scritto:
chiaky ha scritto:Professor Bassetti


ricordiamolo cosí


e ancora parla, questo

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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda fabio86 » lun mag 04, 2020 2:42 pm

Quali precauzioni bisogna prendere? Non bisogna fare nulla.


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Re: Coronavirus la sindrome mondiale

Messaggioda Fantasio » lun mag 04, 2020 2:42 pm

Usciti i famosi dati Istat. In sostanza i morti da Covid sono il doppio di quelli ufficiali.
Va notato che in molte regioni del Centro-Sud i morti sono calati, probabilmente per effetto del lockdown, con meno incidenti stradali, morti sul lavoro, omicidi, che hanno compensato con gli interessi i (relativamente) pochi morti da Covid.
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