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Messaggioda Nickognito » ven mag 13, 2011 12:04 pm

:oops: :oops: :oops:
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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda Okefenokee » ven mag 13, 2011 3:46 pm

Vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes quest'anno.

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Messaggioda Nickognito » lun mag 16, 2011 7:49 pm

meno undici all´epifania.
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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda dsdifr » mar mag 17, 2011 2:30 pm

ma perché -11? :D Dovrebbe uscire domani in Italia.

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Messaggioda Nickognito » mar mag 17, 2011 6:55 pm

non esce il 27 maggio?

Odio avere aspettative, ma le ho. Perfino i difetti (cattolico, religioso, creazionista, senza trama, pretenzioso), che secondo qualcuno ha, sono per me (e per Gios, penso) dei pregi. Penso gia' che lo vedro' piu' volte al cinema :)
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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda nico » mar mag 17, 2011 10:29 pm

Esce domani in 100 sale distribuito dalla 01.
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Pippo and Potito ha scritto:Onore, gloria, lode e inni celestiali a Filippo Volandri, un italiano vero.

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Messaggioda Nickognito » mar mag 17, 2011 10:35 pm

nico ha scritto:Esce domani in 100 sale distribuito dalla 01.


:oops: :oops: :oops:


non sono pronto, e qua in inglese esce il 27, ma magari vado domani.
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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda Nickognito » ven mag 20, 2011 4:28 am

visto :oops:
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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda babaoriley » ven mag 20, 2011 10:53 pm

è da vedere anche se non si è mai visto un film di Malick o è meglio essere prima un pò "preparati"?

A Cannes non ha entusiasmato i critici, il pubblico l'ha promosso.

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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda Nickognito » sab mag 21, 2011 5:10 am

non mi ha entusiasmato perche´avevo troppe attese, ma comunque mi ha entusiasmato. Penso che sia anche meglio se non si conosce Malick, almeno non si hanno attese troppo alte.



Il mio preferito rimane la sottile linea rossa. Ma questo, come il precednete, e´bellissimo perche´non racconta nulla di speciale. La spiritualita´(che di fatto e´cristiana, nel film, ma potrebbe essere di qualsiasi tipo, non e´quello che conta nel film) non e´descritta in modo particolare, facendo riflettere su chissa´che cosa di nuovo (anche se la scelta tra natura e grazia e´di certo non banale). La sofferenza, la vita, la nascita del mondo, la morte, son tutte cose che sappiamo. Ma come nel ´Nuovo Mondo´Malick descriveva l´amore, che e´qualcosa che conosciamo, cosi´ancora c´e´la descrizione di cose banalmente vere. Ma , se pur tali, sono spesso lontane assurdamente dalla nostra vita, ed espresse con potenza, sublime, con emozione, con immagine, con una forma perfetta.

Non mi e´mancato nulla, del film, di cio´che ho letto biasimato dalla critica. l´assemza di trama e storia, la pretenziosita´, l´oscurita´, la lunghezza. Tutti pregi, per me. Pero´devo dire che il mago , nella mia stupida aspettativa, ha usato immagini e musica e forma straordinarie, pero´alla fine un leggero gradino sotto a quello che mi . aspettavo: non sempre la grandiosita´delle immagini mi ha emozionato come nelle intenzioni.

Ma spesso si´, e , per dire, lo sfavillio di luce bianca nel momento topico di Lacrimosa di Zbigniew Preisner lo sto cercando di rivivere da ieri piu´o meno sempre :)

Un film ,secondo me, meno filosofico e piu´spirituale della sottile linea rossa. C´e´poco da capire, poco da spiegare, solo da rappresnetare la verita´.

A Baba e´consigliatissimo (ma non mi offendo se non le piace) :)
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Messaggioda dsdifr » sab mag 21, 2011 11:25 am

non mi ha entusiasmato (...) ma comunque mi ha entusiasmato

ok Nick, tutto chiaro :wink:

impaziente di vederlo comunque. Devo solo decidere se ri-guardare prima "The thin red line" (la rabbia giovane re e i giorni del cielo li ho già rivisti l'altra sera, tutti e due d'un fiato. Mai visto "The New World" invece, ancora).

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Messaggioda babaoriley » dom mag 22, 2011 9:20 pm


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Messaggioda Okefenokee » lun mag 23, 2011 8:58 am

Okefenokee il 13 maggio ha scritto:Vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes quest'anno.

Uh, sorpresona.

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Messaggioda BackhandWinner » lun mag 23, 2011 9:45 am

Nickognito ha scritto:non mi ha entusiasmato perche´avevo troppe attese, ma comunque mi ha entusiasmato. Penso che sia anche meglio se non si conosce Malick, almeno non si hanno attese troppo alte.



Il mio preferito rimane la sottile linea rossa. Ma questo, come il precednete, e´bellissimo perche´non racconta nulla di speciale. La spiritualita´(che di fatto e´cristiana, nel film, ma potrebbe essere di qualsiasi tipo, non e´quello che conta nel film) non e´descritta in modo particolare, facendo riflettere su chissa´che cosa di nuovo (anche se la scelta tra natura e grazia e´di certo non banale). La sofferenza, la vita, la nascita del mondo, la morte, son tutte cose che sappiamo. Ma come nel ´Nuovo Mondo´Malick descriveva l´amore, che e´qualcosa che conosciamo, cosi´ancora c´e´la descrizione di cose banalmente vere. Ma , se pur tali, sono spesso lontane assurdamente dalla nostra vita, ed espresse con potenza, sublime, con emozione, con immagine, con una forma perfetta.

Non mi e´mancato nulla, del film, di cio´che ho letto biasimato dalla critica. l´assemza di trama e storia, la pretenziosita´, l´oscurita´, la lunghezza. Tutti pregi, per me. Pero´devo dire che il mago , nella mia stupida aspettativa, ha usato immagini e musica e forma straordinarie, pero´alla fine un leggero gradino sotto a quello che mi . aspettavo: non sempre la grandiosita´delle immagini mi ha emozionato come nelle intenzioni.

Ma spesso si´, e , per dire, lo sfavillio di luce bianca nel momento topico di Lacrimosa di Zbigniew Preisner lo sto cercando di rivivere da ieri piu´o meno sempre :)

Un film ,secondo me, meno filosofico e piu´spirituale della sottile linea rossa. C´e´poco da capire, poco da spiegare, solo da rappresnetare la verita´.

A Baba e´consigliatissimo (ma non mi offendo se non le piace) :)


Non vedo l'ora di vederlo per identificarmi appieno nello 'Stato di Natura'. :D

(dalle anticipazioni, credo che non lo potrò in nessun modo preferire a The thin Red Line, ma vediamo...)
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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda Lyndon79 » lun mag 23, 2011 11:42 am

Okefenokee ha scritto:
Okefenokee il 13 maggio ha scritto:Vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes quest'anno.

Uh, sorpresona.


Sì, ma non so se sia un bene per il film aver vinto la palma d'oro. Cioè, non so se sia indice di buona qualità del film, o se invece è proprio il contrario - a giudicare dalle recenti (e anche meno recenti) uscite cinematografiche del presidente della giuria mi verrebbe da dire la seconda, :)

In UK, hanno fatto un casino coi diritti, e non sanno nemmeno quando e come uscirà. Magari riesco a vederlo in Italia.

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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda Rosewall » mar mag 24, 2011 3:53 pm

più che un film un'esperienza visiva totalizzante (solo in questo regge il paragone con Kubrick, oltre che per i grandangoli negli interni, ché per il resto siamo agli antipodi), non avevo mai visto srotolare il tempo interiore dei ricordi e dei sogni con tale autenticità e verosimiglianza.
Dopo averlo visto non sono riuscito a staccarmene per ore.
La macchina da presa si muove in maniera stupenda (ricorda un pò Truffaut eh?) e la fotografia è oltre. Della musica ha già detto Nickognito, segnalerei anche l'ottima prova degli interpreti, soprattutto i ragazzi.
Mi ritrovo nella recensione di Curzio Maltese.

L'opinione di chi scrive è che The tree of life sia il più straordinario dei film visti in concorso, ma anche un capolavoro contenuto e quasi imprigionato in una crisi mistica di arduo fascino. Nel'essenza del racconto centrale, il film è un Amarcord texano di rara poesia, una delle più potenti storie sulla famiglia raccontate al cinema in questi anni. Per quanto si sa della vita di Malick, cioè quasi nulla, dovrebbe essere autobiografica, visto che tratta dell'infanzia del piccolo Jack in una religiosissima famiglia di Waco, Texas, negli anni 50. Il ritorno alla famiglia come nucleo simbolico del mondo è il tema del cinema visto fin qui. Ma nessuno era mai riuscito come Malick ad allargare il simbolo a dismisura e allo stesso tempo a schiudere semplicemente la porta di una casa e di altre vite per fare entrare lo spettatore nell'intimo profondo di tutte le relazioni familiari, il rapporto col padre, l'amore materno, la fratellanza. Quando l'arte è capace di tanto, bisogna smettere perfino di parlare di cinema o musica o pittura: diventa un'esperienza di vita.

La piccola famiglia O'Brien di Waco, colpita dal lutto insuperabile della perdita di un figlio, diventa non solo il centro di una società, del mondo, ma del cosmo intero. Il racconto delle giornate e dei momenti più anodini, i giochi di ragazzi, i litigi e i baci, le punizioni del padre e le carezze materne, perfino un sasso lanciato in uno stagno o un bagno nel fiume, tutto questo suona a un tempo più reale del reale, evocativo dell'infanzia di ciascuno di noi, e più metaforico di qualsiasi sogno visionario. Il conflitto fra un autoritario padre e una madre d'infinita dolcezza dà vita a scene di soverchiante potenza visiva e in parallelo incarna la lotta eterna fra Natura e Grazia, egoismo e amore. Senza mai scadere nell'univocità del Bene contro Male, ma con uno sguardo carico di una pietas d'altri tempi, anzi d'altre ere. Qui si dispiega il genio dell'autore della Sottile linea rossa. Oltre alle grandiose interpretazioni, nell'ordine, della star più sottovalutata dalla critica mondiale, un memorabile Brad Pitt (il padre), della splendida rivelazione Jessica Chastain (la madre), della geniale Fiona Shaw (la nonna) e del solito grande Sean Penn (Jack adulto). Ma la mano del regista riesce a fondere alla perfezione le star con un cast di dilettanti, come i maestri del neorealismo.

Dove è più difficile avventurarsi è nel prologo e nell'epilogo filosofico-scientifico-religiosi, che avvolge la piccola grande vicenda degli O'Brien in una parabola di miliardi di anni, dal Big Bang alla futura morte del pianeta, passando per i dinosauri. Vi si ammira l'erudizione di Malick, dalla laurea ad Harvard, alle traduzioni di Heidegger, agli ultimi anni trascorsi a discutere di universi paralleli con i maggiori astrofisici del mondo. Ora, sarebbe sciocco dividere il giudizio in due. La parte cosmogonica è funzionale alla narrazione, ne inquadra il senso e il valore d'insegnamento etico sull'importanza dei sentimenti. A parte questo, contempla una bellezza cinematografica senza eguali nel cinema dai tempi di Kubrick. Ma se non si è raggiunta l'invidiabile fede superiore dell'autore, risulta lontana e fredda come una galassia. Troppo perfetta.

Il rischio di Malick è la sindrome dell'opera perfetta, raccontata dal genio di Balzac ne Il capolavoro sconosciuto. Ricordate? Un genio dipinge un ritratto perfetto agli occhi di tutti, ma non ai propri. Nel tentativo di creare un'opera definitiva, di «rubare a Dio il suo segreto», s'isola dal mondo, ritoccando ogni giorno il capolavoro. Quando, dopo dieci anni, lo mostra a un altro pittore si rende conto d'aver ridotto l'opera a una caotica selva di segni. Nessun genio, neppure Malick, può «rubare i segreti di Dio». Ma è anche vero che il racconto di Balzac anticipava di quasi un secolo le avanguardie pittoriche del XX secolo. Chissà se i nostri figli guarderanno a The tree of life come al primo vero film del nuovo millennio.



Anche a me il finale ha lasciato freddo, e così la cosmogonia che pure è una meraviglia per gli occhi, non sono riuscito a legarla emotivamente alla famigliola. Epperò non credo che neanche questa cornice sia metafisica. Tenuto conto che il racconto di Malick è una celebrazione dell'immanente. Profondamente immanente. Ma quando riconduce alla propria dimensione affettiva anche il cosmo (o viceversa) risulta difficile (impossibile?) seguirlo empaticamente lungo questo suo personale percorso filosofico. Ma, posto che la sintesi non è la sua cifra stilistica, che cosa vuoi dirgli? Questo sì, questo no è troppo? Quando magari ha ragione lui e sei tu che non capisci. L'opera d'arte assoluta si prende in blocco e non si discute neanche.

ps: i dinosauri sono chiaramente per stroncare sul nascere ogni interpretazione creazionistica :D
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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda babaoriley » mar mag 24, 2011 8:21 pm

potrebbe essere un'esperienza mistica (oppure potrei addormentarmi, ma va bene lo stesso).

Ci andrò da sola (quando mi decido ad andare), i miei amici potrebbero chiedermi indietro i soldi del biglietto o non rivolgermi più la parola :D

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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda Nickognito » mar mag 24, 2011 11:22 pm

che bello, e´piaciuto a rosewall!

a disdifr: non e´che mi sia piaciuto e non piaciuto. attendevo il film migliore della storia del cinema, e invece ho solo visto uno dei migliori. Sicuramente torno a vederlo prima della fine del mese :)

c.
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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda dsdifr » mer mag 25, 2011 2:24 pm

ok, mi basta :wink: devo ancora programmare tre ore libere per andare a vederlo.
Purtroppo ultimamente io e gli amici siamo troppo abituati a rinunciare al grande schermo per altri tipi di sorgenti di cinema (l'ho presa larga..), però per questo film e i grandi spazi del Texas non mi pare proprio che sia il caso.

Nel frattempo ho rivisto The thin red line ; beh, volendo mandare messaggi mistici fare di meglio credo sia francamente impossibile. Se n'è già parlato qui, Nick?

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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda wiper » mer mag 25, 2011 6:11 pm

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Gios ha scritto:È come la seconda birra quando hai sete e fa caldo: non è quella roba fantastica che è la prima birra, ma è pur sempre birra.

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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda Nevenez » mer mag 25, 2011 8:01 pm

E' una cosa immensa, ambiziosa, irragionevole, perché fuori da qualsiasi criterio cinematografico conosciuto.
Non è visionario - ce ne sono, del ramo.
E' un'opera d'arte, forse si avvicina al quadro: proiezioni personalissime, punti luce certi, scorci figurativi, intuizioni. L'immagine più bella l'ha trovata Baricco: è come se malick avesse conficcato un piccolo chiodo (la famiglia americana, anni '50, con le sue dolcezze e le sue asprezze, le aspettative e le paure del futuro) nella tavola dell'universo. L'ha avvitata dentro.
Ognuno si faccia il suo percorso di lettura, e partecipi come vuole ad un'opera troppo personale per essere analizzata con i criteri canonici.
Io mi limito a tre riflessioni
1) Non è un sermone (qualche coglione va in giro a dirlo). Anzi, è un film profondamente antireligioso. Dio è cercato, ossessivamente, a lui vanno le domande, lui cerca la voce fuori campo della madre, ma serve altro per andare avanti, per srotolare la vita, per collocarla nel giusto significato. Solo che Dio c'è, o chi per lui, ammanta la vita, di tutti, credenti e non credenti: è un punto di riferimento. Sbagliato.
2) E' straordinaria, limpida, inarrivabile per bellezza e poesia la scelta di indagare questa vita nel momento della prima adolescenza, l'età delle domande, delle debolezze, dei complessi, del tentativo di ribellione, dalla presa di coscienza del ruolo genitori-figli. Le immagini girate nel mezzo ai ragazzi e ai rapporti domestici sono magnifiche, di una leggerezza che chi adora Malick conosce alla perfezione e chi non lo conosce lo imparerà. Quella è magia, veramente.
3) Una scena - fra tante: il dinosauro mette al zampa in faccia al piccolo dinosauro. Sono le mani in faccia del padre, sul collo, vere (le vedremo), le sentiremo, anche quando non ci saranno. L'animale non può invertire il rapporto di forza, l'uomo sì, anche se deve rischiare, e aprire quelle mani al martirio della preghiera, alla fiducia incondizionata: guardate le mani che il fratello sfortunato offrirà al maggiore. "Mi fido di te", gli dice, sbagliando. La famiglia è un'evoluzione del mondo, ne rappresenta le tensioni, e ne possiede dentro la forza distruttiva. E' un transito - nostro, personale, verso la morte e generale, dal principio alla fine del mondo. Non offre alternative, l'albero della vita cresce, e muore. Ma se curato, se la dolcezza anche ottusa di porgere una mano è superiore alla forza, quell'albero può essere bello.

Personalmente, considero I giorni del cielo un capolavoro, La sottile linea rossa un film da tenere in cassaforte, insieme a Mystic river, per me due fra i 5 più belli di sempre (gli altri 3 ve li dico in privato). Questo è un'altra cosa, con abissi di profondità e un filo di megalomania. Come la Guernica di Picasso, per chi la conosce: non è il miglior dipinto di tutti i tempi, nemmeno il migliore di Picasso, ma è importante, maledettamente importante.

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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda babaoriley » mer mag 25, 2011 8:28 pm

riflessione magnifica di Nevenez (scrivi deppiù), credo proprio che lo vedrò(cercando poi di recuperare gli altri).

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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda Nickognito » gio mag 26, 2011 12:28 am

non vedo l´ora do rivederlo, penso fra pochi giorni, in lingua originale :oops:
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Messaggioda KIKO81 » sab mag 28, 2011 4:32 am

Ho visto e adorato tutti i film di Malick, ma questo devo dire che non mi ha entusiasmato. Forse il difetto maggiore che gli imputo è il ripetersi incessante di scene quasi uguali fra loro. Con un montaggio più sintetico (soprattutto nelle scene con protagonisti i figli) il film ne avrebbe guadagnato.
Mi ha colpito ma non mi ha emozionato, sono uscito dal cinema stranito.

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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda Johnny Rex » dom mag 29, 2011 7:47 am

Attendo pure io, alla resa dei fatti Malick si è sempre mostrato imprescindibile, nella sua semplicità che molti gli criticano e che invece a me e a Nick,per dire, risulta,applicata al suo cinema, e sopratutto al suo sguardo,una Virtù fondamentale.

Sul ripetersi delle scene uguali; a conti fatti, è quello che ci succede prevalentemente, giorno dopo giorno .
Non ci vedo nulla di strano in questo.

F.F.
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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda Rosewall » lun giu 06, 2011 3:13 pm

Tre volte e quattro e sei lesse lo scritto
quello infelice, e pur cercando invano
che non vi fosse quel che v'era scritto;
e sempre lo vedea più chiaro e piano:
ed ogni volta in mezzo il petto afflitto
stringersi il cor sentia con fredda mano.
Rimase al fin con gli occhi e con la mente
fissi nel sasso, al sasso indifferente.

Ho appena letto, riletto, ri-riletto il programma di cannes e dintorni, per essere certo che non mi fosse sfuggito. E niente, ci sono una ventina di film presentati a Cannes ma

MANCA KAURISMAKI

(non c'è neanche quello di Sorrentino).
Vi rendete conto, c'è Code Blue, che sarà sicuramente una troiata, e non c'è Kaurismaki, che arriverà solo ad ottobre. Se mai arriverà.

Sono affranto.
"A torto o ragione, la regina dei nostri tempi".

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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda babaoriley » lun giu 06, 2011 10:20 pm

Rosewall ha scritto:Ho appena letto, riletto, ri-riletto il programma di cannes e dintorni


so che sei affranto, ma andari a vedere comunque qualcosa?
ho letto che danno Tree of life in lingua originale mercoledì, a 2 euri con i buoni del Corriere, mi sa che però non riesco :roll:

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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda Nickognito » mar giu 07, 2011 2:12 am

:(
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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda Rosewall » mar giu 07, 2011 4:17 pm

babaoriley80 ha scritto:
Rosewall ha scritto:Ho appena letto, riletto, ri-riletto il programma di cannes e dintorni


so che sei affranto, ma andari a vedere comunque qualcosa?
no, sono troppo deluso (davvero!).
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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda Rosewall » mar giu 07, 2011 4:23 pm

babaoriley80 ha scritto:ho letto che danno Tree of life in lingua originale mercoledì, a 2 euri con i buoni del Corriere, mi sa che però non riesco :roll:
in lingua originale e sottotitoli lo rifanno il 20-21-23 giugno (non più a 2 euro chiaramente).
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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda Nickognito » mar giu 07, 2011 5:49 pm

ve li regalo io i biglietti eh, per malick questo e altro :D
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Messaggioda Janie Jones » mer giu 08, 2011 12:59 am

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Messaggioda balbysauro » mer giu 08, 2011 1:09 am

stupendo :lol:

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Messaggioda BackhandWinner » mer giu 08, 2011 1:14 am



:D

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dsdifr
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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda dsdifr » mer giu 08, 2011 1:41 am

visto, finally... scrivo di getto postando ciò che mi viene in mente prima ancora di aver letto le vostre riflessioni che mi precedono (ma siccome sono ansioso di leggerle, cercherò di essere breve :D ).

Prima ora di film, o giù di lì, secondo me MERAVIGLIOSA; seconda ora prolissa, credo (lo so, è presunzione) che si potrebbero tagliare almeno 20' dal montaggio senza che il contenuto del film ne risenta minimamente.
Questo per quanto riguarda il 'messaggio'; ma dal punto di vista visivo (e anche uditivo) lascia veramente a bocca aperta.

Come già ci aveva detto nelle sue opere precedenti (soprattutto nella penultima), per Malick Dio= Natura, mi sembra si possa dire; quindi in realtà la sua visione è cristiana fino a un certo punto nel senso che non siamo proprio fatti a immagine e sorveglianza di Dio, siamo una parte di Dio, insieme agli animali, alle piante, agli elementi e allo spazio. Quando moriamo, la nostra essenza rientra a far parte di questo Dio-tutto: la morte del fratellino di Jack significa che il bambino esce dalla casa per abbandonarsi a ciò che lo circonda.

Immediato pensare che la bassa marea e il ponte siano il simbolo della nostra vita, nel senso di passaggio in mezzo a una vita eterna... ma forse non sono solo o per niente la nostra vita ma proprio noi, la nostra entità fisica che è in realtà un collegamento, un tramite: siamo delle manifestazioni di Dio, dell'essenza vitale, che nascono dalla natura, dal tutto, e ad esso ritornano; proprio come il ponte va da una sponda all'altra. Questa almeno mi sembra plausibile come intepretazione.

La parte "didascalica" invece è molto più chiara, direi: ci dice tutto la voce fuori campo della madre all'inizio e alla fine, e il sacerdote nella sua omelia del libro di Giobbe.
"Via della Grazia" vs "Via della Natura" è un confronto che chiaramente nel film significa rispettivamente madre contro padre; e ovviamente è il modello materno che è quello vincente, quello giusto affinché la nostra vita nonsia come un soffio di vento: ama, fa' del bene, meravigliati, spera.

E da qui nascono nuove riflessioni, nuove metafore: è infatti abbastanza chiaro che, specialmente nella seconda parte del film, padre-Brad Pitt è un simulacro di Dio e il piccolo e ribelle Jack lo è di Adamo & Eva: la sequenza in cui entra nella stanza proibita e compie quel furto è unrimando abbastanza esplicito alla Genesi, credo.
Quindi il padre, che cerca di indottrinare i suoi figli a essere lupi e non agnelli nella vita, segue "la via della Natura"; e siccome la Natura è Dio, gioca a fare Dio: ecco che il paragone si chiude. Ma non è il modello di Dio che bisogna seguire, è l'altro modello, la via della Grazia. Giobbe e la mamma ce l'hanno insegnato.

ps:
immagine più bella l'ha trovata Baricco: è come se malick avesse conficcato un piccolo chiodo (la famiglia americana, anni '50, con le sue dolcezze e le sue asprezze, le aspettative e le paure del futuro) nella tavola dell'universo. L'ha avvitata dentro.

perfetto.

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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda babaoriley » mer giu 08, 2011 12:19 pm




ahahahahha ma non è possibile, che figura da cioccolatai :lol:
(il pubblico che non se ne accorge, OMG, magari potrebbe capitare anche a me :o :D )

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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda BackhandWinner » mer giu 08, 2011 12:22 pm

dsdifr ha scritto:visto, finally... scrivo di getto postando ciò che mi viene in mente prima ancora di aver letto le vostre riflessioni che mi precedono (ma siccome sono ansioso di leggerle, cercherò di essere breve :D ).

Prima ora di film, o giù di lì, secondo me MERAVIGLIOSA; seconda ora prolissa, credo



Sicuro che non sia il contrario, invece? #10# #100#
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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda dsdifr » mer giu 08, 2011 12:45 pm

sì, sicuro :lol: davvero, la penso al contrario di Maltese: per me, quando affresca l'universo Malick può prendersi tutto il tempo che vuole, lo sto a guardare ammirato a bocca aperta. E' quando passa al microcosmo familiare che bastava anche meno, alcune scene mi sembrano ridondanti.

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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda Nickognito » mer giu 08, 2011 10:51 pm

concordo con dsdifr, sulle parti. Ma non puoi dirmi prima che per Malick Dio = Natura. se poi dici che fra Natura e Grazia, in opposizione, lui fa vincere la Grazia :)

c.
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Re: Tree of Life: - 14

Messaggioda dsdifr » gio giu 09, 2011 10:12 am

così pare. Che Malick veda Dio nelle manifestazioni della natura che ci circonda mi pareva già chiaro anche da lavori precedenti. Però, come giustamente ha scritto Nevenez, la Natura è dominata dalla legge del più forte mentre l'uomo ha la capacità di scegliere un'altra via.

PS: a conferma (credo), in "T.T.R.L." si sentiva la voce fuori campo di Witt chiedersi:
Chi sei tu per vivere sotto tutte queste forme?
ma poi anche:
Cos' è questa guerra stipata nel cuore della natura? Perché la natura lotta contro se stessa? Perché la terra combatte contro il mare?... C'è una forza vendicativa nella natura. Forse più di una.
e la conclusione bene o male era:
Un uomo vede un uccello morente, e pensa che la vita sia soltanto dolore senza risposta. Ma è la morte che ha l'ultima parola. Ridi di lui. Un altro uomo vede lo stesso uccello, e sente la gloria. Sente nascere la gioia eterna.
(ah, wikiquote :D )

quindi insomma, io arrivo a questa conclusione. Poi può darsi che io abbia sbagliato l'interpretazione, ma ciò è quanto mi è dato di comprendere, al momento.


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