Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

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Re: Il sangue di maiale è meglio di Mozart.

Messaggioda scooter » lun mar 04, 2019 4:25 pm

per me edizione n. 1 senza dubbio (e fra le migliori edizioni operistiche in assoluto, dico a prescindere dai titoli), seguita da quella diretta da Muti (con Caballé e Kraus); Callas/Serafin medaglia di bronzo

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Re: Il sangue di maiale è meglio di Mozart.

Messaggioda chiaky » lun mar 04, 2019 6:09 pm

Sostanzialmente d'accordo. Anche se quella di Muti mah. La Caballe' ha passato il suo momento d'oro e Kraus ha fatto di meglio dal vivo. Quella di Serafin é molto bella, Callas superba, Di Stefano voce meravigliosa ma nel live dell'anno prima sempre con la Callas è migliore. Nel complesso quella Sutherland Pavarotti è la più perfetta forse. Vedo che ti stai buttando anche sulle registrazioni audio. Bravo. La scelta è molto molto più ampia e di qualità.

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Re: Il sangue di maiale è meglio di Mozart.

Messaggioda Nick » sab mar 09, 2019 3:18 pm

Puritani non mi ha entusiasmato più di tanto.
Molto bello il II atto ed il finale del III.
Ma nel complesso ho preferito Lucia.
Bene Gruberova Fisichella Zancanaro e Kavrakos.
Vediamo il secondo ascolto che dice, sutherland pavarotti.
Boheme anche in versione disco, tebaldi bergonzi bastianini, bellissima.

Prossima opera Così fan tutte.

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Re: Il sangue di maiale è meglio di Mozart.

Messaggioda chiaky » sab mar 09, 2019 8:00 pm

Nick ha scritto:Puritani non mi ha entusiasmato più di tanto.
Molto bello il II atto ed il finale del III.
Ma nel complesso ho preferito Lucia.
Bene Gruberova Fisichella Zancanaro e Kavrakos.
Vediamo il secondo ascolto che dice, sutherland pavarotti.
Boheme anche in versione disco, tebaldi bergonzi bastianini, bellissima.

Prossima opera Così fan tutte.


E' probabile che ti piaccia più la versione Sutherland Pavarotti.
La Boheme come la giri la giri è bellissima e commovente. E' un'Opera che, tra l'altro, ha pochissimo bisogno del supporto visivo. Tanto è vero che persino questi assassini dei registi di oggi fanno fatica a stravolgerla da par loro e ancora gira quella di Zeffirelli del 1963 :D

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Re: Il sangue di maiale è meglio di Mozart.

Messaggioda Nick » dom mar 10, 2019 12:35 am

Appena cominciato Così fan tutte.
(1989, Dessì, Ziegler, Combelli, Kundlak, Scarabelli, Desderi). Muti, coro e orchestra La Scala.

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Re: Il sangue di maiale è meglio di Mozart.

Messaggioda chiaky » dom mar 10, 2019 8:09 am

Nick ha scritto:Appena cominciato Così fan tutte.
(1989, Dessì, Ziegler, Combelli, Kundlak, Scarabelli, Desderi). Muti, coro e orchestra La Scala.

Come è andata con Mozart?
O preferisci il sangue di maiale, come da titolo? :D

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Re: Il sangue di maiale è meglio di Mozart.

Messaggioda Nick » dom mar 10, 2019 1:50 pm

chiaky ha scritto:
Nick ha scritto:Appena cominciato Così fan tutte.
(1989, Dessì, Ziegler, Combelli, Kundlak, Scarabelli, Desderi). Muti, coro e orchestra La Scala.

Come è andata con Mozart?
O preferisci il sangue di maiale, come da titolo? :D


Primo atto molto buono, scorre che è una meraviglia, anche se niente a che vedere con nozze e don giovanni, almeno per ora, vediamo cosa riserva la seconda metà.

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Re: Il sangue di maiale è meglio di Mozart.

Messaggioda Johnny Rex » mer mar 13, 2019 10:40 am

Che poi mia madre, ricordando le feste campestri della sua infanzia, mi ha spesso rammentato che sapore fantastico avesse la Torta fatta, appunto, col sangue del majale :)

F.F.
"E rivelo qui un dato preoccupante. Mi tocca pensare a balbysauro diverse volte al giorno. Ormai, e' una schiavitu' "

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Re: Il sangue di maiale è meglio di Mozart.

Messaggioda chiaky » mer mar 13, 2019 12:09 pm

Per non parlare delle palle di Mozart. Una delizia.

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda Nick » mer mar 13, 2019 8:45 pm

I puritani sutherland/pavarotti non l'ho trovata più.
Ho "ripiegato"ascoltandomi un callas/distefano/panerai/serafin del 1953, direi meglio di gruberova & company.

Finita così fan tutte con dessì, ottima ma inferiore a nozze e don giovanni.
Secondo ascolto penso un'edizione diretta da Von Karajan.

Iniziato intanto il Nabucco.
Primi due atti notevoli.
1981, arena di verona, Dimitrova, bruson, petkov, baglioni, garaventa, direttore arena.

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda chiaky » mer mar 13, 2019 9:22 pm

Nick ha scritto:I puritani sutherland/pavarotti non l'ho trovata più.
Ho "ripiegato"ascoltandomi un callas/distefano/panerai/serafin del 1953, direi meglio di gruberova & company.

Finita così fan tutte con dessì, ottima ma inferiore a nozze e don giovanni.
Secondo ascolto penso un'edizione diretta da Von Karajan.

Iniziato intanto il Nabucco.
Primi due atti notevoli.
1981, arena di verona, Dimitrova, bruson, petkov, baglioni, garaventa, direttore arena.

Eeeeh il Nabucco, che operona.
Se si "ripiega" su Callas Di Stefano non ci si sbaglia mai, in effetti.
Che ne dici poi, alla fin fine, dei Puritani?

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda Nick » mer mar 13, 2019 9:26 pm

Beh migliorata molto al secondo ascolto e non solo per merito degli interpreti.
Considerando che sono vicine per temi e periodi al primo ascolto l'avevo messa ,molto sotto a Lucia di lammermoor.
Adesso la metto vicino, forse è un tipo di opera che necessita più ascolti per apprezzarla pienamente.

Nabucco bellissima, almeno per ora.
Potente, spettacolare.

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda chiaky » mer mar 13, 2019 9:34 pm

Nick ha scritto:Beh migliorata molto al secondo ascolto e non solo per merito degli interpreti.
Considerando che sono vicine per temi e periodi al primo ascolto l'avevo messa ,molto sotto a Lucia di lammermoor.
Adesso la metto vicino, forse è un tipo di opera che necessita più ascolti per apprezzarla pienamente.

Nabucco bellissima, almeno per ora.
Potente, spettacolare.

Credimi, non è in nulla inferiore a Lucia. Sono due grandi opere. Le difficoltà vocali dei Puritani sono nel complesso superiori per il tenore, molto superiori. Per il soprano siamo li, forse è il contrario. Il genio dei due compositori è all'apice in queste due opere (anche se Bellini si supererà con Norma, probabilmente). Qui a Firenze di Bellini stiamo preparando "La Straniera", opera rara e che conosco poco e sto studiando. Credo sarà una cosa molto interessante, anche perchè del compositore catanese, morto men che quarantenne, esistono solo 10 opere.

Nabucco è una opera monumentale. Spettacolare per il baritono e per il soprano e soprattutto per il coro, mai così protagonista.
Sacrificato solo il tenore, che fa davvero pochino.
E' la prima grande opera di Verdi.

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda PINDARO » mer mar 13, 2019 11:20 pm

chiaky ha scritto:Credimi, non è in nulla inferiore a Lucia.


Se la gioca con Don Abbondio.
Ludwig Wittgenstein: «Se pure tutte le possibili domande della scienza ricevessero una risposta, i problemi della nostra vita non sarebbero nemmeno sfiorati»

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda chiaky » mer mar 13, 2019 11:22 pm

PINDARO ha scritto:
chiaky ha scritto:Credimi, non è in nulla inferiore a Lucia.


Se la gioca con Don Abbondio.

I promessi sposi li ha musicati Ponchielli.
Fa abbastanza cacare però....

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda PINDARO » mer mar 13, 2019 11:24 pm

chiaky ha scritto:
PINDARO ha scritto:
chiaky ha scritto:Credimi, non è in nulla inferiore a Lucia.


Se la gioca con Don Abbondio.

I promessi sposi li ha musicati Ponchielli.
Fa abbastanza cacare però....

Perchè non hai sentito la versione death metal.
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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda scooter » gio mar 14, 2019 3:53 pm

chiaky ha scritto:opera rara e che conosco poco e sto studiando

Ma come ci si prepara in questi casi? Voglio dire, se uno deve preparare l'Aida immagino sia (almeno concettualmente) facile avere un proprio approccio da confrontare con le richieste di regista e/o direttore. Ma nel caso limite di un'opera di cui non esistono precedenti incisioni e che non fa neanche, ovviamente, parte del bagaglio culturale che il cantante si porta dietro? La prepari da solo e poi proponi il tuo approccio al direttore? Oppure è il direttore che ti dice in anticipo cosa cerca e ti dà indicazioni su come approcciare la partitura?

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda chiaky » gio mar 14, 2019 4:57 pm

scooter ha scritto:
chiaky ha scritto:opera rara e che conosco poco e sto studiando

Ma come ci si prepara in questi casi? Voglio dire, se uno deve preparare l'Aida immagino sia (almeno concettualmente) facile avere un proprio approccio da confrontare con le richieste di regista e/o direttore. Ma nel caso limite di un'opera di cui non esistono precedenti incisioni e che non fa neanche, ovviamente, parte del bagaglio culturale che il cantante si porta dietro? La prepari da solo e poi proponi il tuo approccio al direttore? Oppure è il direttore che ti dice in anticipo cosa cerca e ti dà indicazioni su come approcciare la partitura?

Si studia con un maestro e poi arrivano il Direttore e il Regista e insieme si stabilisce l'interpretazione da dare.

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda chiaky » gio mar 14, 2019 5:00 pm

scooter ha scritto:
chiaky ha scritto:opera rara e che conosco poco e sto studiando

Ma come ci si prepara in questi casi? Voglio dire, se uno deve preparare l'Aida immagino sia (almeno concettualmente) facile avere un proprio approccio da confrontare con le richieste di regista e/o direttore. Ma nel caso limite di un'opera di cui non esistono precedenti incisioni e che non fa neanche, ovviamente, parte del bagaglio culturale che il cantante si porta dietro? La prepari da solo e poi proponi il tuo approccio al direttore? Oppure è il direttore che ti dice in anticipo cosa cerca e ti dà indicazioni su come approcciare la partitura?

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda rob » sab mar 16, 2019 10:26 am

Mah...mi domando se nel 2019 si possono ancora sostenere posizioni come queste che denotano mentalità da parrucconi e cariatidi di altri tempi... :lol:

https://www.musica-classica.it/forum/in ... /&page=136

https://www.musica-classica.it/forum/in ... /&page=137

Desolante e grottesco al tempo stesso!

Aggiungo che Bollani si è esibito con Antonio Pappano, direttore stabile di Santa Cecilia suonando il Concerto in Sol Maggiore per pianoforte e orchestra di Ravel ed ha inciso con Chailly musiche di Gershwin tra cui Rapsodia in Blue e il Concerto in Fa per pianoforte e orchestra che ha senz'altro ispirato il collega Ravel nella stesura del suo primo concerto, quello in Sol Maggiore scritto fra il '29 e il '31.
Se poi non ha un amore sconfinato per la 110 di Haydn saranno affaracci suoi senza bisogno di scrivere le solite pontificazioni da "piccolo mondo antico".

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda chiaky » sab mar 16, 2019 11:00 am

rob ha scritto:Mah...mi domando se nel 2019 si possono ancora sostenere posizioni come queste che denotano mentalità da parrucconi e cariatidi di altri tempi... :lol:

https://www.musica-classica.it/forum/in ... /&page=136

https://www.musica-classica.it/forum/in ... /&page=137

Desolante e grottesco al tempo stesso!

Aggiungo che Bollani si è esibito con Antonio Pappano, direttore stabile di Santa Cecilia suonando il Concerto in Sol Maggiore per pianoforte e orchestra di Ravel ed ha inciso con Chailly musiche di Gershwin tra cui Rapsodia in Blue e il Concerto in Fa per pianoforte e orchestra che ha senz'altro ispirato il collega Ravel nella stesura del suo primo concerto, quello in Sol Maggiore scritto fra il '29 e il '31.
Se poi non ha un amore sconfinato per la 110 di Haydn saranno affaracci suoi senza bisogno di scrivere le solite pontificazioni da "piccolo mondo antico".

Sono opinioni.
Non è che qui dentro si leggano sempre cose che denotano grandi aperture mentali eh...non é che i parrucconi o opinioni strambe le leggi solo nei forum di classica.

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda rob » sab mar 16, 2019 12:56 pm

Ammetto la mia ingenuità nell'aver lungamente pensato che chi ha dimestichezza con la cultura sia suscettibile di maggiore apertura mentale, ma perdonami Chiaky, lì in quel forum ci sono soggetti che si occupano professionalmente di musica a vario titolo, (c'è anche un giornalista di Libero che cura le pagine culturali, vabbè lo so che si tratta di Libero...) :) , dunque, ci si aspetterebbe una formazione più densa e articolata rispetto al semplice appassionato a prescindere dai legittimi gusti personali per cui uno può avere venti interpretazioni della Sonata di Haydn e non avere alcunché di Bollani jazzista.
È evidente che non è così, non sono sorpreso soprattutto poi nel nostro paese dello stato di arretratezza e autoreferenzialità.
Sto scrivendo mentre ascolto e vedo su Rai 5 quattro musicisti (due violini, un pianoforte e un contrabbasso) con l'Orchestra Sinfonica della Rai che mescolano classica, jazz e folk tzigano e klezmer.
Chissà cosa ne pensano gli austeri figuri di cui sopra... :D

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda chiaky » sab mar 16, 2019 1:18 pm

rob ha scritto:Ammetto la mia ingenuità nell'aver lungamente pensato che chi ha dimestichezza con la cultura sia suscettibile di maggiore apertura mentale, ma perdonami Chiaky, lì in quel forum ci sono soggetti che si occupano professionalmente di musica a vario titolo, (c'è anche un giornalista di Libero che cura le pagine culturali, vabbè lo so che si tratta di Libero...) :) , dunque, ci si aspetterebbe una formazione più densa e articolata rispetto al semplice appassionato a prescindere dai legittimi gusti personali per cui uno può avere venti interpretazioni della Sonata di Haydn e non avere alcunché di Bollani jazzista.
È evidente che non è così, non sono sorpreso soprattutto poi nel nostro paese dello stato di arretratezza e autoreferenzialità.
Sto scrivendo mentre ascolto e vedo su Rai 5 quattro musicisti (due violini, un pianoforte e un contrabbasso) con l'Orchestra Sinfonica della Rai che mescolano classica, jazz e folk tzigano e klezmer.
Chissà cosa ne pensano gli austeri figuri di cui sopra... :D

Ma non è affatto detto che un uomo di cultura sia aperto mentalmente.
Intelligenza e cultura sono cose ben diverse.
Gli esperti di qualunque campo sono si esperti, ma poi hanno le loro convinzioni e le loro fissazioni anche loro.
Conosco critici d'Opera che continuano a sostenere che la Callas non sapesse cantare. Eppure è gente che ne sa a pacchi, solo che magari per la loro sensibilità la voce o l'arte interpretativa della Callas è indigesta, oppure hanno un pregiudizio (capita spesso).
La cultura e la preparazione sono una cosa. Le opinioni e a volte, diciamolo pure, i pregiudizi, sono un'altra cosa.
Comunque comprendo bene le tue riflessioni.

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda PINDARO » sab mar 16, 2019 1:27 pm

rob ha scritto:Ammetto la mia ingenuità nell'aver lungamente pensato che chi ha dimestichezza con la cultura sia suscettibile di maggiore apertura mentale, ma perdonami Chiaky, lì in quel forum ci sono soggetti che si occupano professionalmente di musica a vario titolo, (c'è anche un giornalista di Libero che cura le pagine culturali, vabbè lo so che si tratta di Libero...) :) , dunque, ci si aspetterebbe una formazione più densa e articolata rispetto al semplice appassionato a prescindere dai legittimi gusti personali per cui uno può avere venti interpretazioni della Sonata di Haydn e non avere alcunché di Bollani jazzista.
È evidente che non è così, non sono sorpreso soprattutto poi nel nostro paese dello stato di arretratezza e autoreferenzialità.
Sto scrivendo mentre ascolto e vedo su Rai 5 quattro musicisti (due violini, un pianoforte e un contrabbasso) con l'Orchestra Sinfonica della Rai che mescolano classica, jazz e folk tzigano e klezmer.
Chissà cosa ne pensano gli austeri figuri di cui sopra... :D
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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda chiaky » sab mar 16, 2019 1:52 pm

Adesso non ho tempo di mettermi a leggere questo forum di classica, che non frequento peraltro. Ho aperto un attimo e ho visto che si tratta di un topic che parla presumibilmente di artisti considerati sopravvalutati o esterni all'ambiente e che però si cimentano a volte con brani classici.
Vedo che parla anche di Allevi eccetera.
Anche nei forum prettamente operistici si parla spesso, in questo caso, dei Bocelli, dei il Volo e di altri personaggi considerati usurpatori.
Non seguo molto Bollani in queste sue escursioni sinceramente, quindi sospendo il giudizio. Vedo che si scagliano abbastanza. Su Allevi concordo. Non è classica, è marketing.
Come concordo su Bocelli o su Il volo a maggior ragione, senza tema di sembrare parruccone.
Ho detto molte volte che la fusione di varie musiche è qualcosa di molto delicato che regge a fatica, se regge.
Guardavo anche io rai 5 e ho trovato la cosa di buona qualità. Non sempre è così.
9 volte su 10 mischiare le musiche porta a pasticci indigesti.
Ripeto, non mi pronuncio su Bollani, nella questione sollevata.

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda rob » sab mar 16, 2019 2:17 pm

Il punto è un altro e riguarda la convinzione granitica che la sola musica d'arte è quella di ambito classico e colto.
Dunque Bollani che ha studiato e si è diplomato al Conservatorio e si discosta dagli insegnamenti accademici permettendosi di non apprezzare una composizione di un mostro sacro della tradizione europea per dedicarsi al jazz, non è un vero artista, ma un intrattenitore che fa dello spettacolo, una sorta di saltimbanco: non lo scrivono esplicitamente, ma lo pensano ed è il ragionamento di fondo delle nostre cariatidi.
Ma cosa pensano che il musicista jazz americano, europeo, asiatico o africano del 21° Secolo suoni nelle strade come nel sud degli Stati Uniti nei primi anni del Novecento? :)
Ultima modifica di rob il sab mar 16, 2019 3:02 pm, modificato 1 volta in totale.

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda chiaky » sab mar 16, 2019 2:35 pm

rob ha scritto:Il punto è un altro e riguarda la convinzione granitica che la sola musica d'arte è quella di ambito classico e colto.
Dunque Bollani che ha studiato e si è diplomato al Conservatorio e si discosta dagli insegnamenti accademici permettendoci di non apprezzare una composizione di un mostro sacro della tradizione europea per dedicarsi al jazz, non è un vero artista, ma un intrattenitore che fa dello spettacolo, una sorta di saltimbanco: non lo scrivono esplicitamente, ma lo pensano ed è il ragionamento di fondo delle nostre cariatidi.
Ma cosa pensano che il musicista jazz americano, europeo, asiatico o africano del 21° Secolo suoni nelle strade come nel sud degli Stati Uniti nei primi anni del Novecento? :)

Vero.
Non è semplice far coincidere le varie musiche non solo nella realtà ma anche nella testa della gente. Abbiamo visto che di solito chi ama la classica non ama le altre musiche e chi ama il rock/pop ma anche il jazz, non ama la classica. Onore a chi ama tutto, ma siamo in pochi.
Se vai tra il pubblico di un concerto di Vasco e chiedi a chi piace l'Opera penso non ne troverai nessuno. Anzi, ti diranno che è roba noiosa per cariatidi. Parliamo quindi di snobismo (a rovescia forse, ma snobismo e chiusura mentale è e rimane>) e viceversa se vai in un teatro d'Opera e chiedi che ne pensano di Vasco Rossi probabilmente si mettono a ridere, ammesso che sappiano chi sia. Ma credo ci sia più gente che segue un pò o anche molto la "leggera" tra gli appassionati di classica che il contrario. Il pubblico del rock/pop o ancor di più del Metal o del rap in genere odia la classica profondamente.
Il Jazz mi pare un pò un mondo a parte qui in Italia. E' talmente di nicchia che non so dirti granchè su queste tendenze.

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda PINDARO » sab mar 16, 2019 2:37 pm

rob ha scritto:Il punto è un altro e riguarda la convinzione granitica che la sola musica d'arte è quella di ambito classico e colto.
Dunque Bollani che ha studiato e si è diplomato al Conservatorio e si discosta dagli insegnamenti accademici permettendoci di non apprezzare una composizione di un mostro sacro della tradizione europea per dedicarsi al jazz, non è un vero artista, ma un intrattenitore che fa dello spettacolo, una sorta di saltimbanco: non lo scrivono esplicitamente, ma lo pensano ed è il ragionamento di fondo delle nostre cariatidi.
Ma cosa pensano che il musicista jazz americano, europeo, asiatico o africano del 21° Secolo suoni nelle strade come nel sud degli Stati Uniti nei primi anni del Novecento? :)

Ragionamento povero, poverissimo. Ma che appunto può essere condivisibile solo fra cariatidi o anime morte.
Questi personaggi sono semplici feticisti di concetti, sono assuefatti da loro stessi.
Ma se dovessero descrivere davvero un'emozione non ci riuscirebbero. Perché sono incapaci di provarle.
Solo e semplice onanismo.
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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda chiaky » sab mar 16, 2019 7:14 pm

E' sparito nick, avrà avuto un malore dopo l'ascolto del Così fan tutte? :D
Non credo...non è un'opera pesante...
Un'opera pesante è Les Troyens di Berlioz. Pensate che è talmente lunga da dover essere rappresentata, a volte, in due serate diverse.

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda Nickognito » sab mar 16, 2019 7:21 pm

chiaky ha scritto:.
Un'opera pesante è Le Troye


si, ma sei fissato!
1)Acceptance 2)Awareness 3)Anger 4)Autonomy 5)Attachment 6)Assertion 7)Affirmation

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda chiaky » sab mar 16, 2019 7:39 pm

Nickognito ha scritto:
chiaky ha scritto:.
Un'opera pesante è Le Troye


si, ma sei fissato!

:D :D :D :D

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda scooter » dom mar 17, 2019 9:29 am

1) i parrucconi sono insopportabili
2) Bollani è un bravo pianista jazz
3) il disco di Bollani/Chailly dedicato a Gershwin è discreto e nulla più
4) il disco di Bollani dedicato a Zappa è molto deludente
5) Allevi può andare a cagare

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda chiaky » dom mar 17, 2019 9:46 am

scooter ha scritto:1) i parrucconi sono insopportabili
2) Bollani è un bravo pianista jazz
3) il disco di Bollani/Chailly dedicato a Gershwin è discreto e nulla più
4) il disco di Bollani dedicato a Zappa è molto deludente
5) Allevi può andare a cagare

Ahahah
Pane al pane.... :D

Nickognito
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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda Nickognito » dom mar 17, 2019 9:55 am

avevo letto Bollani/Chiaky
1)Acceptance 2)Awareness 3)Anger 4)Autonomy 5)Attachment 6)Assertion 7)Affirmation

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda chiaky » dom mar 17, 2019 10:21 am

Nickognito ha scritto:avevo letto Bollani/Chiaky

Non ho mai avuto il piacere....

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda rob » dom mar 17, 2019 10:56 am

scooter ha scritto:1) i parrucconi sono insopportabili
2) Bollani è un bravo pianista jazz
3) il disco di Bollani/Chailly dedicato a Gershwin è discreto e nulla più
4) il disco di Bollani dedicato a Zappa è molto deludente
5) Allevi può andare a cagare


1) Non posso che condividere ovviamente nel rispetto dei gusti di chiunque, parrucconi compresi. Sottolineo un altro aspetto non sollevato in precedenza, perché questo continuo bisogno di marcare la propria presunta superiorità intellettuale? C'è della frustrazione per il fatto di essere sostanzialmente dei "panda" autoghettizzatisi in un recinto? C'è del razzismo culturale nell'ottica della vecchia Europa contrapposta al Nuovo Mondo?
Nutro più stima per chi afferma di non essere interessato al jazz e di ascoltare altre musiche evitando però di attribuirsi chissà quali medaglie al petto. :)
2) Concordo. È sovraesposto mediaticamente e ciò lo fa spiccare sugli altri. L'unico programma televisivo prodotto da mamma Rai che avesse una qualche attinenza con il jazz lo vedeva come protagonista e su Radiotre con il Dr. Djembé ha spopolato per anni (possiedo l'unica raccolta uscita di esecuzioni suonate negli studi di Via Asiago dove ci sono Fariselli, Bentivoglio, Civello, Di Bonaventura ecc...
https://www.discogs.com/it/Stefano-Boll ... se/9395846)
Per quanto mi riguarda Franco d'Andrea (1941), Enrico Pieranunzi (1949) ed Enrico Intra (1935) sono nettamente migliori di lui.
Della sua generazione Giovanni Guidi forse è addirittura più bravo, ma è conosciuto solo dagli specialisti, idem Paolo Birro (1962) e Roberto Cipelli (1958).
Evito di fare paragoni con gli americani (altro pianeta) o con altri europei (Stan Tracey, Martial Solal, Michel Legrand, Keith Tippett).
3) Gershwin è stato sicuramente trattato meglio in molte altre occasioni (Leonard Bernstein, Peter Nero, Previn, Ohlsson con Tilson Thomas e sicuramente qualche altro che dimentico e che non conosco), ma rientra nell'alveo della classica al pari di Haydn e il Concerto in Fa è la prova inequivocabile, tanto che è considerato uno dei migliori esempi di musica concertante del Novecento.
4) Non sono d'accordo. Certo, non è un capolavoro, Zappa è complicato da rendere jazzisticamente, perché per Zappa il jazz era più un colore che altro persino nei tanto giustamente celebrati Hot Rats, Uncle Meat, The Grand Wazoo e così via album postumi live inclusi con tante perle.
Ritengo che per esempio Riccardo Fassi con la Tankio Band o i britannici Zappatistas abbiano saputo fare di meglio, tanto di meglio.
5) Allevi è una gigantesca operazione di marketing alimentata da un'esageratamente impropria autostima. Con Bollani non c'entra nulla e quindi le cariatidi hanno fatto un accostamento insulso. 8)

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda rob » dom mar 17, 2019 11:38 am








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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda rob » dom mar 17, 2019 12:28 pm

Considerazioni molto interessanti di Bruno Canino ed Enrico Pieranunzi da Musica Jazz:

https://www.musicajazz.it/bruno-canino- ... i-i-parte/

In occasione del doppio concerto che Bruno Canino ed Enrico Pieranunzi terranno alla rassegna MiTo il 5 settembre a Torino e il 7 a Milano e della prossima uscita del loro lavoro discografico, abbiamo chiacchierato con entrambi. Questa è la prima parte dell’intervista.

Come vi siete conosciuti e chi ha avuto l’idea di intraprendere un percorso musicale comune?

BC: Enrico avrà sentito dei miei concerti, io ho sentito i suoi, e, particolarmente, avevo suonato spesso col fratello di Enrico, il violinista Gabriele.

EP: Ci siamo seguiti da lontano per molto tempo con attenzione e grande rispetto. Mi aveva tra l’altro molto colpito una sua frase detta durante un’intervista. Gli fu chiesto se gli piaceva il jazz e lui disse: «Sì, molto, ma mi ci vorrebbe un’altra vita per impararlo». Trovai una inusuale umiltà e molta sapienza in quella risposta. Fu una sorta di «segno» per me. Poi ci siamo incontrati materialmente tre anni fa, nella sua città d’origine, Napoli. Venne a un mio concerto in piano solo e non nascondo che quando lo vidi avvicinarsi alla prima fila e sedersi per ascoltarmi l’emozione fu grande. Alla fine parlammo un po’ e fu in quella breve conversazione che si affacciò per la prima volta l’idea di una collaborazione.

Maestro Canino, quando è iniziata la sua passione per il jazz, per l’improvvisazione?

In realtà, poiché ho una vita abbastanza movimentata, non posso dire di conoscere il jazz che sporadicamente. Mi ricordo Duke Ellington, Gerry Mulligan, Chick Corea. È un interesse più che una passione. L’improvvisazione l’ho praticata soltanto realizzando il basso continuo e svolgendo certe fioriture in Mozart.

Maestro Pieranunzi, la sua passione per la musica classica è ben conosciuta, così come la sua maestria nel jazz. Quale delle due è iniziata prima?

E’ una storia particolare, perché non c’è stato un prima e dopo. Le due musiche iniziarono insieme e hanno sempre continuato a camminare in parallelo. Quando mio padre – avevo cinque anni e mezzo – con una sua iniziativa del tutto autonoma e completamente sorprendente per me decise di prendere un pianoforte, trovò anche una maestrina da cui cominciai ad andare per imparare i primi rudimenti di solfeggio, piano classico e così via. Nel contempo lui, che era chitarrista, mi insegnò i primi segreti del jazz e prestissimo cominciammo a suonare insieme standard americani su cui poco dopo cominciai a improvvisare. Tutto è cominciato così ed è continuato allo stesso modo praticamente fino a oggi.

Questo vostro connubio potrebbe avvicinare due «fazioni» quasi da sempre in antitesi, per non dire in competizione. La domanda è: perché sono, almeno in Italia, in aperta competizione? Perché i «classici» vedono con sospetto i jazzisti?

BC: Trovo deleteria la suddivisione della musica in generi e fazioni rivali, ostili l’una all’altra. Ho avuto grande ammirazione per i musicisti jazz, e penso e spero che nella musica si vadano ricomponendo unità di stili e di linguaggio: come nel Medioevo e nel Rinascimento. L’operetta ha rovinato tutto.

EP: Parlerei piuttosto di reciproca indifferenza, o diffidenza, anche se «faziosamente» vorrei dire che i musicisti di jazz sono in genere molto più curiosi e appassionati di quello che è accaduto e accade dall’altra parte di quanto non avvenga in direzione opposta. Quanto alla competizione penso che si tratti di una assurda, un po’ stucchevole contrapposizione «musica scritta versus musica orale». E’ qui che si nasconde il vero nodo del problema. Oralità, infatti, vuol dire improvvisare e la parola improvvisazione, per motivi misteriosi, talvolta snobistici e sovente anche per ignoranza o invidia è assimilata ad una pratica inferiore, se non addirittura volgare. Il che è francamente ridicolo, perché è noto che i più grandi compositori, da Bach a Debussy, maneggiavano la tecnica improvvisativa con estrema maestria e la tenevano in altissima considerazione. La realtà è che l’improvvisazione (che non è affatto, come si crede, propria solo del jazz) è un grande motore musicale: aiuta moltissimo lo sviluppo psicofisico della musicalità, è una via aurea attraverso cui si può più facilmente pervenire alla composizione e dovrebbe essere messa tra le materie pratiche di ogni strumento fin dall’inizio dei corsi. Tanto per rimanere nel paradosso comunque, il duo col maestro Canino non prevede alcuna improvvisazione: suoniamo tutto quello che è scritto. Certo, abbiamo incluso nel nostro repertorio anche musica di derivazione jazzistica, che implica a volte pronunce particolari. Un’ulteriore conferma del fatto che il jazz non è, come moltissimi purtroppo ancora pensano, solo all’improvvisazione. Ma il discorso a questo punto si farebbe troppo lungo. Spero solo che quello che lei dice (l’avvicinamento delle due fazioni) possa realmente verificarsi e che i sospetti reciproci si diradino per sempre. Ma non ne sarei così sicuro.

Il jazz pensa sempre più alla musica classica, alla lirica. Ma la musica classica pensa al jazz? Nelle composizioni di classica contemporanea c’è una maggiore attenzione all’improvvisazione?

EP: L’ultimo periodo in cui questo è accaduto è ormai veramente lontano. Parliamo di molti decenni fa, quando si teorizzava e ci si cimentava con l’alea. Oggi c’è una quantità infinitamente maggiore di ibridazione rispetto ad allora, molti confini si sono allentati e i musicisti classici delle nuove generazioni (sia esecutori che compositori/arrangiatori) frequentano senza problemi i campi linguistici più diversi compresi quelli in cui compare anche l’improvvisazione. Basti pensare alla musica di John Adams che senza alcun pregiudizio e timore reverenziale mescola con disinvoltura, a fini espressivi, di tutto, dai suoni rock a quelli jazz alle tecniche accademiche. Inoltre, paradossalmente, l’ormai evidente prevalere del visivo sull’auditivo stimola la ricerca compositiva verso una direzione in cui l’improvvisazione estemporanea può avere un suo ruolo.

Maestro Canino, come definisce lo stile interpretativo del Maestro Pieranunzi?

Di Pieranunzi ammiro le armonie, raffinate e non banali, e anche la filosofia del racconto al pubblico.

Maestro Pieranunzi, come definisce lo stile interpretativo del Maestro Canino?

Definirlo mi sembrerebbe limitativo. Se dovessi però elencare qualche aggettivo direi intelligente, profondo, anti-spettacolare: tutte qualità che adoro nei musicisti. Bruno appartiene a quella ormai ristretta categoria di interpreti per i quali – sembra banale, eppure…- l’obiettivo principale del far musica è la musica stessa. O, per dirla meglio, la musica è il mezzo e anche il fine. Di questi tempi ci vuole un coraggio intellettuale immenso per proporsi così e il maestro ne ha da vendere. Ammiro la sua innocente e consapevole coerenza nel mantenere costantemente questa sorta di bussola etico-estetica Sinceramente non credo ci siano al mondo molti pianisti in grado di fare quello che ha fatto e ancora magnificamente fa lui.

Parliamo del repertorio. C’è qualche criterio che avete seguito nell’effettuare le scelte?

BC: Spesso le scelte dipendono dei committenti.

EP: Cerchiamo sempre di mettere in repertorio musiche che ci piace suonare. E’ semplice. Sovente in prova leggiamo velocemente dei brani e magari li scartiamo se ci sembrano formalmente deboli. Quindi un primo criterio è la solidità narrativa del pezzo, la sua consistenza. Per il resto non ci siamo posti limiti. Da Bach al Novecento ci piace suonare tutto. Ogni tanto gli propongo qualche mio pezzo e sono onorato che gli piaccia di metterli su. Variazioni su un tema di Gershwin è presente nel programma dei due concerti di settembre nell’ambito di MiTo.


https://www.musicajazz.it/bruno-canino- ... i-seconda/

In occasione del doppio concerto che Bruno Canino ed Enrico Pieranunzi terranno alla rassegna MiTo il 5 settembre a Torino e il 7 a Milano e della prossima uscita del loro lavoro discografico, abbiamo chiacchierato con entrambi. Questa è la seconda parte dell’intervista.

Un profondo e luminoso spaccato dell’America del Novecento. Quali sono stati i punti di criticità per lei Maestro Pieranunzi?

L’America del Novecento è stata – ed è ancora – un crogiuolo incredibile, in cui sono avvenute in serie, come in un acceleratore di particelle, vere e proprie collisioni di atomi musicali che hanno dato vita a realtà imprevedibili. Una dorsale decisiva è stata naturalmente il jazz: da Armstrong a Parker e Miles Davis questa musica (che contiene tante altre musiche) è stata l’invenzione più straordinaria che l’America del Novecento sia stata in grado di regalarci. E poi naturalmente Gershwin, Bernstein, Copland, che sono riusciti nella non facile impresa di costruire un linguaggio autonomamente americano. Senza dimenticare i Reich, i Riley, John Adams che citavo sopra e lo stesso Cage.

Perché avete scelto il continente americano?

EP: Qui naturalmente la mia presenza nel duo ha giocato un ruolo non secondario. Non sono certo americano ma di sicuro la mia frequentazione del jazz m’ha portato molto dentro l’atmosfera, il mood di quel continente. E, come dicevo all’inizio dell’intervista, il maestro Canino – che è un insaziabile curioso e ricercatore – ha sempre mostrato interesse per il linguaggio jazzistico. Affrontare il quale (anche se nelle sue forme scritte, come soprattutto in Gershwin, che in realtà non scriveva jazz ma ne utilizzava genialmente alcuni suoi aspetti armonico-ritmici ed espressivi) è sempre una sfida entusiasmante.

Se possibile, simuliamo uno scenario in versione europea: quali autori avreste preso in considerazione?

EP: Siamo solo all’inizio della nostra esperienza insieme e ci sarebbe tanto da suonare. Consideriamo poi che il maestro Canino insieme ad Antonio Ballista ha costituito per lungo tempo una delle migliori formazioni di duo del mondo: due straordinari musicisti capaci di affrontare ogni tipo di repertorio, anche quello più impervio e sperimentale. Ci sono alcuni autori che amo particolarmente e che mi piacerebbe suonare con lui: Debussy, Poulenc, Hindemith, altro Milhaud (oltre a Scaramouche, che abbiamo già in repertorio) …vediamo. Ma mi piacerebbe anche avere il piacere di incrociare i miei suoni con i suoi suonando Bach. Bruno sa tantissimo e la sua raffinata capacità di comprensione della musica rende il suonare con lui una grande emozione.

C’è qualcosa che avreste voluto aggiungere, ma che per ragioni di spazio non è stato possibile farlo?

BC: Peccato non poter aggiungere un bel pezzo giovanile di Bernstein, per ragioni di copyright.

Oggi, qual è il ruolo dell’interprete?

BC: Ieri come oggi come spero domani, quello di un onesto mediatore tra chi ha scritto la musica e chi l’ascolta.

EP: E’ una parola che ha perso molto del suo fascino e il suo senso chissà dov’è più. Il mediatico impone oggi di essere performers. I tempi di preparazione, riflessione ed elaborazione dell’opera sono sempre più corti, la comunicazione sonora ha subito una drastica compressione del tempo narrativo: la musica viene più vista che ascoltata. Tutti i ruoli artistici tradizionali sono un po’ sottosopra secondo me Si sta aprendo una fase completamente nuova. Certo, la funzione di mediatore tra il compositore e il pubblico è sempre necessaria. Ma non c’è dubbio che le coordinate cui riferirsi se si vuole essere interpreti oggi sono piuttosto liquide (come tutta la società, del resto: Bauman docet).

A vostro avviso, quali sono i compositori di musica contemporanea (d’ogni genere) che sono destinati a lasciare un segno nel futuro?

BC: Questo non si può mai dire: certe volte si hanno delle brutte sorprese, affidandosi alla posterità.

EP: Ci vorrebbe veramente la palla di cristallo! Poi, il futuro… Implica uno stare del tempo da qualche parete, dopo, che in giro non si vede. L’erosione del passato fa del tempo un presente in cui il futuro sembra avere sempre meno spazio. Penso che lasceranno un segno quelli più in grado di essere mediatici, a prescindere dal linguaggio che adottano, che probabilmente conterà sempre meno.

Chi sono i pianisti contemporanei che per la loro tecnica vi colpiscono maggiormente e per quali motivi?

EP: La tecnica di per sé francamente mi colpisce poco. Da sola è puro atletismo che può non aver nulla a che fare con la musica. E’ piuttosto noiosa. E’ una storia antica d’altra parte…I virtuosi attirano, portano tutto all’estremo, fanno spettacolo. La gente ama i fenomeni. Per gli interpreti (vedi appunto la mia risposta alla domanda relativa, più sopra…) è vita dura. Comunque in generale mi interessano i pianisti-musicisti, quelli capaci di creare un loro mondo musicale. Tra questi secondo me i migliori (scusi la faziosità…) sono ancora i jazzisti: Corea, Hancock, Mehldau. Rischiano molto di più di quanto comunemente si pensi, anche molto più dei fenomeni.

Maestro Pieranunzi, molti suoi colleghi sono affascinati dall’elettronica. Lei, invece, non ha subito tale fascinazione. Cosa ne pensa in proposito?

In effetti m’ha sempre interessato poco…però di recente mi sono riavvicinato, con un certo divertimento, al Fender, alterato dal phasing. E’ un suono molto anni Settanta. Suonavo spesso il Fender in quel periodo, soprattutto quando registravo musiche per film. Ma devo dire che il piano acustico, questa misteriosa, scatola sonora, un po’ anacronisticamente piena di legni, legnettini, viti, vitarelle mi affascina ancora del tutto, come fosse un oggetto arrivato da un altro pianeta e da un altro tempo.

Avete già suonato diverse volte insieme e in differenti contesti. Quali sono state le reazioni del vostro rispettivo pubblico abituale?

BC: Grazie al cielo la reazione di un pubblico, non particolarmente specializzato, è stata incoraggiante.

EP: Finora ottime direi. Il pubblico è molto cambiato in questi anni e si diverte molto di fronte a situazioni inusuali o a commistioni che, in passato, sarebbero sembrate blasfeme.

Maestro, come si crea uno stile personale?

BC: È noto che nessuno conosce se stesso: sono gli altri che definiscono le nostre particolarità stilistiche. Penso che sia ingannevole e pericoloso cercare a tutti i costi di individuare un proprio stile: è importante fare il proprio dovere.

EP: Non è evidentemente un atto di volontà. E’ l’esito di una ricerca costante, fuori e dentro di sé. E’ la scoperta dello sconosciuto che alla fine sei tu. Quando scrivi un pezzo e fai un assolo e ti dicono «Si riconosce subito che sei tu» è da una parte un bel momento ma, anche, ti pone un grande interrogativo. Che però è quello che ti fa andare avanti nella ricerca.

La crisi del mercato discografico, la crisi economica in generale che ha portato ad ampi tagli nell’erogazione dei contributi, giusto per fare un paio di esempi, hanno portato a un progressivo depauperamento del pubblico nelle performance dal vivo. Secondo voi, si tratta esclusivamente di una crisi economica o possiamo parlare di una crisi culturale, come già più volte paventato da Eric Hobsbawn, Gillo Dorfles o Cavalli Sforza?

BC: Temo che la crisi sia stata pilotata per ragioni di marketing.

EP: E’ certo una crisi culturale, irreversibile. Chi vivrà vedrà…..

Cosa è scritto nell’agenda di Bruno Canino?

Ancora un certo numero di impegni, da solo e in compagnia di amici. Aumentano purtroppo impegni per giurie di concorsi e masterclass.

Cosa è scritto nell’agenda di Enrico Pieranunzi?

In nome appunto della «doppia vita» di cui sopra, che continua, c’è di tutto: concerti a New York al Village Vanguard, vari piano solo in giro per l’Europa, concerti per piano e orchestra con in repertorio Bach, Haydn, Vivaldi e Scarlatti (mie trascrizioni). In questi concerti l’altro solista, con mia grande felicità, sarà mio fratello Gabriele. Poi in trio con lui e Gabriele Mirabassi faremo in varie occasioni Serata Gershwin (presenteremo An American in Paris e Rhapsody in Blue ancora trascritte da me per questo organico) e poi…naturalmente concerti con il magnifico duo che ha dato spunto a questa intervista.



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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda Nick » dom mar 17, 2019 1:45 pm

chiaky ha scritto:E' sparito nick, avrà avuto un malore dopo l'ascolto del Così fan tutte? :D
Non credo...non è un'opera pesante...
Un'opera pesante è Les Troyens di Berlioz. Pensate che è talmente lunga da dover essere rappresentata, a volte, in due serate diverse.



Allora, aggiorniamo. :)

Nabucco terminato. Con Dimitrova bruson all'arena di verona 1981.
Per il secondo ascolto non so dove andare a parare.

Così fan tutte invece di un'edizione di Karajan come secondo ascolto ho preferito vedere un live contemporaneo con la regia di Haneke e l'ho finito stanotte.
2013, Fritsch, Gardina, Gatell, Wolff, Avemo, Schimell, direttore Cambreling.

Oggi dovrei cominciare Semiramide di Rossini.
Opera n. 20 che termina questo mio primo ciclo.
Poi si comincia con il tedesco e con il francese.
Dovrei fare Anderson anni 80, e sutherland come secondo ascolto.

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Re: Il sangue di maiale è meglio delle palle di Mozart.

Messaggioda Nick » dom mar 17, 2019 2:07 pm

Su Bollani posso solo dire che l'ho ascoltato in un live casalingo.

Una ventina d'anni fa ero in una villa a lavorare con il cathering.
Tra gli ospiti c'era anche lui, e a fine serata, nel dopocena, ha suonato un'oretta per gli ospiti con un pianoforte non perfettamente accordato.

L'ho riconosciuto subito e gli ho subito chiesto se avrebbe suonato.
Lui mi ha detto si dopocena ed io chiesto al maitre di farmi stare in sala al banco caffè e liquori nel dopocena.
L'alternativa era caricare i furgoni.


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