"Impariamo a vincere" ,Tattica e mentalita'

Sotto-sezione del forum Area Tecnica dedicata alla tecnica e alla tattica
Satrapo
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Messaggioda Satrapo » ven apr 03, 2009 11:35 am

benest ha scritto:Ne approfitto per farti una domanda forse già fatta...ovviamente ho molte più possibilità (anche economiche!) di giocare a muro..quasi tutti i giorni..in merito alla ripetitività e meccanizzazione del gesto, a tuo parere la cosa può almeno minimamente "sostituire" il cesto col maestro?

Penso che male non faccia, ma all'inizio FA BENE anche eseguire 100 palleggi tranquilli tutti uguali in concentrazione o bisogna inventarsi qualcosa di più impegnativo?


Gli esercizi al muro sono parecchi ma in generale si tratta di esercizi avanzati, e bisogna sempre tener presente che il muro taglia i tempi e restituisce angolazioni opposte rispetto a quello che accade durante un vero palleggio o un vero match.

Per queste ed altre ragioni quindi il muro non può sostituire il cesto e nemmeno imitarlo ma come hai giustamente detto male non fa, anzi eseguire una bella serie in controllo colpendo regolare e senza sbagliare è comunque molto utile.

Punta a fare molte ripetizioni (100 sono ancora pochine, raddoppiamo!) sempre sullo stesso colpo (non alternare, 200 dritti di fila poi 200 rovesci di fila) indirizzando la palla in modo da non doverti spostare troppo tra un colpo e l'altro. Se hai a disposizione un muro tennistico avrai il nastro segnato, se usi un muro fai-da-te segna l'altezza della rete e considera errore quando non la superi.

benest
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Messaggioda benest » ven apr 03, 2009 2:33 pm

Satrapo ha scritto:
benest ha scritto:Ne approfitto per farti una domanda forse già fatta...ovviamente ho molte più possibilità (anche economiche!) di giocare a muro..quasi tutti i giorni..in merito alla ripetitività e meccanizzazione del gesto, a tuo parere la cosa può almeno minimamente "sostituire" il cesto col maestro?

Penso che male non faccia, ma all'inizio FA BENE anche eseguire 100 palleggi tranquilli tutti uguali in concentrazione o bisogna inventarsi qualcosa di più impegnativo?

Punta a fare molte ripetizioni (100 sono ancora pochine, raddoppiamo!) sempre sullo stesso colpo (non alternare, 200 dritti di fila poi 200 rovesci di fila) indirizzando la palla in modo da non doverti spostare troppo tra un colpo e l'altro. Se hai a disposizione un muro tennistico avrai il nastro segnato, se usi un muro fai-da-te segna l'altezza della rete e considera errore quando non la superi.


Ottimo, grazie Sat...è quello che cercavo di fare in questi giorni..palleggi tranquilli e numerosi..ma spesso in effetti mi devo spostare troppo per cercare la palla...mi concentrerò per ora su questi 200 fatti bene...

il muro è fai da te dunque tirerò il nastro..fortunatamente è alto e ho molta profondità...

Appena riesco provo anche io a postare un video (meglio se in campo) per avere qualche parere sui primi interventi "urgenti"!!.

Grazie ancora e buon tennis a noi tutti!

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infinitejest
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Messaggioda infinitejest » dom apr 05, 2009 10:04 am

Chi non ha mai provato su un campo da tennis "l'indignazione"; giocare così da schifo da demoralizzarsi appunto per l'indignazione.
La cosa più brutta in questi casi è che cominci a pensare: "Sto facendo così schifo che non posso che perdere. Pazienza".

Al riguardo, nel corso deglii anni ho imparato alcune cose:
- ovviamente provare a giocare i colpi e gli schemi più sicuri;
- se è la tensione che ci attanaglia, lanciare un urlo può servire a liberarsi.
-se invece,semplicemente, non riesci a mettere una palla in campo, è importante (quanto difficile) cercare di mantenere la mente libera, di restare lucidi, di non irrigidirsi in un groviglio di nervi e frustrazione.
Il motto deve essere: "Tieni duro, la tempesta passerà"
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Felix
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Messaggioda Felix » dom apr 05, 2009 1:49 pm

infinitejest ha scritto:Chi non ha mai provato su un campo da tennis "l'indignazione"; giocare così da schifo da demoralizzarsi appunto per l'indignazione.
La cosa più brutta in questi casi è che cominci a pensare: "Sto facendo così schifo che non posso che perdere. Pazienza"


L'ultima volta ieri :D

Premetto che è il secondo anno che faccio tornei.
Ieri, nella prima uscita stagionale, pensavo che le cose potessero essere decisamente migliori dello scorso anno, invece il risultato non è poi cambiato molto.
In una partita di 2 ore e mezza (persa 6-3 2-6 7-6) ho avuto il braccino per DUE ore!!!

Rispetto allo scorso anno tecnica e forma fisica decisamente migliori, come anche la lettura della partita.
Ma ca...spiterina non sono riuscito a spingere come sò e a chiudere qualche punto da fondo campo... per non parlare della seconda di servizio!!! #103#

Come si può migliorare in questo?

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ciccio
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Messaggioda ciccio » dom apr 05, 2009 2:13 pm

cesto felix, cesto
non mi stancheró mai di dirlo
100 1000 10000 palle tutte uguali, sempre la stessa di seguito
poi arriva il momento che sei in automatico
e la palla in torneo vá da sola, perché l'hai fatto e rifatto e il braccino magia non esiste piú.
Il tutto fino al giorno che pensi, mentre sei in partita "ma guarda che bello" e allora magari in partita dici "se io facessi questo e quello invece di" e allora ricominciano i guai, e allora
di nuovo cesto
100 1000 10000 palle tutte uguali.
approccio concreto e pragmatico, frutto di esperienze, anche pesanti, maturate sul campo in contrapposizione con l'attitudine salottiera di questi utenti, perfettamente in linea con tanto mondo internettiano fatto di presunti esperti da tastiera. (cit.)

Felix
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Messaggioda Felix » lun apr 06, 2009 10:25 am

ciccio ha scritto:cesto felix, cesto
non mi stancheró mai di dirlo
100 1000 10000 palle tutte uguali, sempre la stessa di seguito
poi arriva il momento che sei in automatico
e la palla in torneo vá da sola, perché l'hai fatto e rifatto e il braccino magia non esiste piú.
Il tutto fino al giorno che pensi, mentre sei in partita "ma guarda che bello" e allora magari in partita dici "se io facessi questo e quello invece di" e allora ricominciano i guai, e allora
di nuovo cesto
100 1000 10000 palle tutte uguali.


Se ci penso bene, negli ultimi tempi ho fatto cesti ma solo a cercare profondità e precisione. Nessuna prova su acceleracioni e colpèi conclusioni. Da stasera rpoverò a spingee di più sperando possa servire.
Comunque credo che incida anche la paura di sbagliare e di perdere ... ma alla fine si perde comunque :D

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ciccio
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Messaggioda ciccio » lun apr 06, 2009 12:54 pm

La paura di sbagliare l'abbiamo tutti, chi piú chi meno compreso il nostro avversario.
Ma diremo, il nostro avversario é un pallettaro non deve mollarare il braccio. Un po' é anche vero, ma é il solito discorso, il pallettaro sá far bene due cose e quelle le ha ben allenate, se il nostro tennis é piú vario dev'essere proporzionato all'allenamaneto anche quello aumentando la dose.
E' legge degli automatismi. Io oggi riprendo il cesto dei miei rovesci monomani dopo due mesi di sosta perché non me ne entra piú uno, braccino cronico.
Ma in realtá il braccino é solo quello che mi accorgo. Per l'ennesima volta 6 mesi fa ho dovuto abbandonare il bimane per colpa delle ginocchia malandate, fatto cesti su cesti e il monomane mio era diventato molto buono. Su 250 palle del cesto ne sbagliavo massimo una decina. In partita e torneo ha funzionato benissimo.
Ora meno, vado al cesto e scopro che gli erori sono risaliti a 40 su 250. Questo é il risultato vero, quello che conta. Si poi la paura fa la sua e amplifica la cosa in torneo, ma la realtá non é che io ho il braccino, semplicemente non colpisco piú bene di rovescio causa mancanza di allenamento. Devo ritornare a fare le ore e ore di cesto ritrovando i giusti meccanismi.
E' questione di causa ed effetto. Il braccino é l'effetto di cui la paura é il catalizzatore di una causa tecnica.
Questa cosa l'ho sperimentata talmente tante volte su me stesso e sugli altri che non hai idea, la cui soluzione é la ripetizione alla nausea del colpo sempre identico.
approccio concreto e pragmatico, frutto di esperienze, anche pesanti, maturate sul campo in contrapposizione con l'attitudine salottiera di questi utenti, perfettamente in linea con tanto mondo internettiano fatto di presunti esperti da tastiera. (cit.)

Massimilianoxxx
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Messaggioda Massimilianoxxx » mar apr 07, 2009 8:24 am

Quando pensi arrivi la seconda parte? Siamo impazienti!

Satrapo
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Messaggioda Satrapo » gio apr 09, 2009 6:23 pm

Massimilianoxxx ha scritto:Quando pensi arrivi la seconda parte? Siamo impazienti!


Arriva arriva, forse stasera! E visto che è saltata l'ultima ora udite udite per la seconda volta in questa settimana vado a correre!

Martedì sera 56 minuti per chiudere il percorso che mi ero prefissato e un inferno sia in testa che nelle gambe già dal primo km.. ..la cosa preoccupante è che mi è piaciuto da matti!

#100##100##100##100#

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alcol
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Messaggioda alcol » gio apr 09, 2009 11:51 pm

a breve anche il lenzuolo di alcol

"l'agonista e il rifiuto sistematico della fatica"

ovvero il manuale di come uscire dallo scambio quando arranchi selvaggiamente già dal colpo di inizio gioco

#100#

vi assicuro che sarà una raccolta di perle da conservare
MyMag si divide in due categorie: chi parla di tennis e chi sparla di tennisti.(cit)

Partito anti-poltronati

Qui siamo uno step più avanti

Satrapo
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Messaggioda Satrapo » ven apr 10, 2009 1:38 am

SIGNORI E SIGNORE, LA GESTIONE DEL MATCH: SOPRAVVIVERE ALLO STRESS E GESTIRE L'ATTENZIONE

[Parte seconda]

LA TECNICA VIENE PRIMA

Questo punto è fondamentale e più di ogni altro differenzia i giocatori che sono riusciti a sviluppare adeguatamente il loro potenziale da quelli che rimangono in una sorta di limbo dove scarseggiano miglioramenti e risultati.

La tecnica precede qualsiasi considerazione psicologica o mentale, precede discorsi quali la gestione dello stress e dell'attenzione o la strategia. LE TECNICA VIENE PRIMA DI TUTTO, se non comprendete a fondo questa realtà non raggiungerete MAI il vostro pieno potenziale tennistico qualunque esso sia. (Perchè ovviamente non nasciamo tutti potenziali top100, c'è chi ha mezzi per arrivare in terza, chi in seconda e via dicendo..)

Prima di procedere quindi cerchiamo di capire quanto sappiamo giocare a tennis: chi conosce il proprio tennis e in partita sa quello che può o non può fare batte facilmente chi si ostina a tentare soluzioni che non è tecnicamente in grado di produrre con percentuali decenti.

IL TEST DELLE 120 PALLE: UNA AUTOVALUTAZIONE IMPARZIALE.

Prolungate la linea del servizio fino ad incrociare la riga di fondo in modo da dividere il campo in due metà. Fatevi dare 60 palle sul dritto scaricando tutto il cesto senza pause mirando al settore opposto, ovvero piazzate la palla sulla diagonale di dritto ma attenzione: la profondità minima richiesta è OLTRE la riga del servizio.

MOLTO IMPORTANTE: La palla che ricevete dal cesto deve essere “morbida” ma sufficientemente profonda in modo che non vi troviate MAI a colpirla con i piedi dentro il campo. Dovete impattare con i piedi vicini alla riga di fondo ma mai dentro il campo e sempre presidiando la diagonale.

Commettete errore se non piazzate la palla nella metà di campo prevista o la palla risulta corta (entro la riga del servizio) lunga, larga o in rete (conta il campo di singolo ovviamente, palla in corridoio è errore). Anche se la palla tocca una delle righe del settore è errore, se sfiora il nastro è errore. Se dopo aver rimbalzato regolarmente nel settore la palla compie anche il secondo rimbalzo nel settore commettete errore: il vostro colpo deve cadere nel settore ed avere sufficiente velocità per compiere il secondo rimbalzo al di fuori di esso.

Ripetete anche col rovescio 60 palle sulla diagonale opposta con le stesse modalità.

Questo esercizio è tecnicamente molto facile perchè il settore target è enorme (poco meno di ¼ di campo!!) e la palla che ricevete è estremamente comoda e ne conoscete già la traiettoria. Dovreste avere una fallosità sulle 120 palle prossima allo zero perchè se non siete in grado di piazzare in assoluta sicurezza una palla in una “prateria” pari a quasi ¼ di campo dovrete prendere atto che la vostra tecnica attualmente non è in grado di sostenervi e che rappresenta il vero anello debole del vostro gioco. Prima di pensare a qualsiasi altra cosa dovrete lavorare per ottenere una tecnica solida che vi consenta di portare a termine con una fallosità prossima allo zero un test tecnicamente molto facile come quello proposto. Senza queste basi è probabile che applicando concetti avanzati come la gestione dell'attenzione possiate finire col peggiorare la vostra resa, più avanti vedremo perchè.

LA DIFFICOLTA' TECNICA COME PARAMETRO VARIABILE

In allenamento quando si lavora sui colpi tutta l'attenzione resta focalizzata sulla corretta esecuzione del gesto mentre in partita tanti fattori compreso lo stress contribuiscono a “distoglierla” dal gesto tecnico con un inevitabile decadimento del nostro tennis.

Ma inevitabilmente in partita dobbiamo prestare attenzione anche ad altri elementi che non sono invece presenti in allenamento come la situazione di punteggio, l'avversario, il risultato.. insomma banalmente la partita non è l'allenamento: preso un colpo qualsiasi la sua esecuzione risulterà molto più facile in allenamento di quanto lo sarà in partita. La difficoltà tecnica di un colpo è quindi un PARAMETRO VARIABILE legato alla situazione nella quale il colpo viene eseguito. Per questo in allenamento il gap tecnico tra due giocatori si riduce enormemente (la maggiore facilità di esecuzione in allenamento rende più solido il bagaglio tecnico del giocatore più debole), per questo non è raro vedere un top10 perdere un set in allenamento contro un promettente juniores o contro uno sparring numero 1000 del mondo che normalmente stenta a far turni nei Futures (per questo in allenamento il quarta tiene botta al terza e via dicendo..) e sempre per questo servire una seconda su una palla break è più difficile che servirla sul 40 a zero.

Una volta compreso che non sono IO a cambiare passando dall'allenamento al match ma è la difficoltà tecnica di ogni esecuzione ad impennarsi il mio problema sarà migliorare la mia resa in partita. Un buon giocatore gioca meglio in partita di quanto faccia in allenamento, ed essenzialmente sono due i parametri sui quali lavorare per raggiungere una resa ottimale durante il match, nell'ordine: il margine tecnico e la corretta gestione dell'attenzione.

IL MARGINE TECNICO.

Il primo parametro da considerare è il margine tecnico che ho rispetto ad ogni esecuzione: se una cosa mi risulta difficile da fare per il mio livello tecnico attuale non potrò usarla con profitto in partita fin quando non avrò su di essa un margine tecnico sufficiente, perchè abbiamo visto che la difficoltà di un colpo aumenta in base alla situazione in cui viene eseguito.

Ovviamente per raggiungere un margine tecnico tale da consentirci di utilizzare in partita più soluzioni con profitto non esiste alternativa all'allenamento tecnico: ore o ore di prove, ripetizioni ed esecuzioni il più possibile uguali e costanti. La chiave dell'allenamento tecnico è la ripetizione e la standardizzazione del gesto tecnico, dovete raggiungere una omogeneità di esecuzione assoluta, dovete essere in grado di tirare il colpo 10-100-1000 volte in maniera identica. Il vostro gesto deve essere sempre uguale a se stesso, dovete stampare a fuoco nella memoria muscolare l'esecuzione del colpo.

Prima di utilizzare una soluzione in partita dovete dominarla in allenamento, altrimenti cadrete come mosche contro il primo pallettarino che dal canto suo ha il merito di aver capito forse la cosa più importante in un'ottica agonistica: in partita si fa solo quello che si sa fare davvero bene, quello in cui si è davvero consistenti e solidi. E lui limitandosi a correre e ributtare indietro la palla perchè solo quello sa fare bene vi spedisce a casa con tutti i vostri “micidiali” colpi che provate a tirare senza avere nemmeno lontanamente quel margine tecnico di cui sopra.

Dato per scontato che non scendete in campo per perdere, cosa che spesso invece sembra essere il vero obiettivo di giocatori che si ostinano ad attuare tattiche autolesionistiche in partita, e che quindi in partita porterete solo il repertorio di colpi e soluzioni sulle quali avete un margine tecnico accettabile passiamo alla fase successiva.

LA GESTIONE DELL'ATTENZIONE

Se devo eseguire un gesto tecnico complicato (ed il tennis è tremendamente complicato!) a parità di abilità tecnica avrò maggiori possibilità di successo tanto più alta sarà la mia attenzione nell'eseguirlo.

Evidente, banale ma non di facile attuazione. Vediamo perchè.

NON SIAMO COMPUTER

Per fortuna essendo esseri umani abbiamo dei limiti e relativamente alla capacità di mantenere alta l'attenzione questi limiti sono decisamente marcati.

NESSUNO può giocare a tennis rimanendo concentrato al massimo su ogni colpo per tutto il match, è umanamente impossibile. L'attenzione durante un match va gestita a picchi, e l'obiettivo deve essere quello di riuscire a giocare i punti decisivi del match con la massima attenzione.

LA LETTURA DEL MATCH: I PUNTI NON SONO TUTTI UGUALI.

Il primo 15 dell'incontro non è un punto decisivo. Specie se servite voi perdere il primo 15 non sposta il match in nessuna direzione. Affrontarlo con ansia impiegando troppe risorse mentali è controproducente perchè la posta in palio non vale lo sforzo. State spendendo troppo rispetto a quello che potreste ottenere, state sprecando risorse mentali che sono come abbiamo visto limitate. Le prime fasi del match si giocano solo di tecnica ("di pancia" come si suol dire) e non di testa, preoccupatevi di fare le cose come vanno fatte, assicuratevi di "mettere in moto i piedi", se siete notoriamente pigri nello scendere enfatizzate il piegamento.. insomma prendete contatto con il vostro tennis ma senza sprecare preziose e limitate risorse mentali. Tenete conto che l'inizio del match è tecnicamente critico per voi come per il vostro avversario quindi sarete leggermente più fallosi e vulnerabili voi tanto quanto lo sarà il vostro avversario. Nelle primissime fasi della partita è più probabile combinare “guai” ma è anche più facile porvi rimedio. Gli errori nelle primissime fasi del match sono relativamente meno gravi, se iniziate a disperarvi perchè il vostro primo dritto è finito fuori di 10 metri iniziando a lamentarvi o peggio ancora lanciandovi in improbabili correzioni tecniche improvvisate o pianificando strategie alternative vuol dire che in pochi istanti avete già fuso mentalmente. Paradossalmente se proprio dovete perdere il servizio il momento migliore per farlo è sullo 0 pari, il che non vuol dire che dobbiate buttare via il primo game anzi, il servizio si difende sempre con i denti, ma nell'80% delle partite che vincerete comunque vi capiterà di perdere almeno un servizio, e allora perderlo sullo 0 pari o comunque nei primi game è il male minore. Qualche errore a inizio match ci può stare, non è il caso di disperarsi. (Attenti eh, qualche errore non vuol dire 4 doppi falli o 4 errori gratuiti consecutivi!!)

Capita di vedere gente sbagliare il primo colpo del match e scuotere la testa borbottando “oggi non va proprio”. Oppure incassare nel primo scambio della partita un vincente di dritto e ululare "devo giocargli sul rovescio!". (..ma che ne sai, ha tirato un dritto e magari resterà l'unico in campo per tutta la partita!) Atteggiamenti come questo vi rendono perdenti (e in alcuni casi anche parecchio ridicoli) e sono da evitare come la peste. La partita si vince al terzo set, il primo 15 del match non conta nulla.

E' dunque essenziale per gestire correttamente l'attenzione imparare a leggere correttamente le situazioni del match.

Un esempio su tutti chiarisce bene questo concetto e contribuisce a spiegare altrettanto bene come comunque una corretta gestione dell'attenzione non può prescindere da una solida tecnica.

Terzo set, match tirato sono avanti 5-3 serve il mio avversario.

La fase del match è a dir poco CRUCIALE, presumibilmente si sta in campo da due ore forse anche qualcosa in più, la stanchezza si fa sentire e si sono spese tante energie fisiche e mentali in questo "epico" confronto che uscirne sconfitti sarebbe davvero un peccato. Voglio vincere, sono arrivato fin qui e ora voglio vincere. (..cosa da non dare mai per scontata, vedo spesso tennisti giocare in un modo che lascia parecchi dubbi sulla loro reale volontà di vincere il match!)

Per il nostro avversario il game è decisivo, non può perdere questo servizio ma per noi il game decisivo sarà il prossimo, quando andremo a servire sul 5-4.

Per sfruttare al meglio la pressione che grava sul nostro avversario dobbiamo liberarci di quella che grava su di noi prendendo coscienza che il game da vincere per noi sarà il prossimo, tutto quello che di buono potrebbe accadere in questo è solo una ulteriore possibilità per noi ma vincere ora 6-3 o tra 10 minuti 6-4 è indifferente. (Voglio vincere, ricordate? Non voglio "vincere ora", non voglio "vincere presto", non voglio "vincere facile". Ho faticato per due ore e "voglio vincere", punto.)

Questo game è solo una opportunità in più, conviene giocare sciolti il che non vuol dire sparacchiare via tutto ma nemmeno mettersi li a remare come paguri magari faticando come bestie per poi presentarsi distrutti al nostro appuntamento decisivo. Un game come questo si gioca pensando al successivo quindi sciolti e in “confidenza”. Game come questo si giocano a “memoria” affidandoci completamente alla nostra tecnica senza distogliere troppo l'attenzione da quello che sarà il nostro vero appuntamento con la vittoria, ovvero il game successivo. Spesso questo atteggiamento se siamo supportati da una solida tecnica ci consente di piazzare qualche bel vincente mettendoci in condizione di chiudere direttamente il discorso sul 6-3.

Ma se questo non dovesse accadere allora sul 5-4 e servizio signori miei è tempo di utilizzare tutte le nostre risorse e giocare al 110%. Ora si che dovete inchiodare la vostra attenzione su ogni gesto tecnico come se fosse l'ultimo della vostra carriera. Niente stupidaggini solo consistenza e ricordate che siete al servizio e che quindi lo scambio dovete prenderlo in mano da subito. Massima attenzione, nessun rischio inutile non è questo il momento di sperimentare, non vi serve una strategia sul 5-4 al terzo, non vi serve una trovata geniale, l'unica cosa che conta è portare a casa il match perchè se siete arrivati così' vicino alla vittoria vuol dire che comunque avete il tennis per uscire vincitori dal campo. Privilegiate le soluzioni che vi hanno portato più punti, se pressando sulla diagonale avete portato a casa la maggior parte dei 15 non è questo il momento di sparare il lungolinea al terzo scambio! Fate ciò che ha funzionato meglio. Se in due ore avete fatto 3 palle corte e tutte e tre vi hanno dato il punto, NON fate la palla corta ora! 3 punti in due ore sono un apporto minimo, non è con la palla corta che avete costruito il vostro punteggio e quindi non è con la palla corta che vincerete il match! Fate ciò che QUANTITATIVAMENTE vi ha portato più punti e fatelo con la MASSIMA ATTENZIONE! Qui avete bisogno di un picco di attenzione che risalti come l'Everest nella pianura Padana perchè ora è il momento di remare come paguri controcorrente, picchiare come fabbri e non mollare un 15 a costo di arrampicarsi sui pini per intercettare uno smash!

Questo è l'unico game che dovete vincere assolutamente, qui la massima attenzione è indispensabile.

Detto ciò una importante riflessione. Questo approccio è ineccepibile e infatti molto spesso i professionisti quando hanno un break di vantaggio nelle fasi finali del set mollano o quasi l'ultimo game di risposta e appaiono visibilmente concentrati sul loro successivo e decisivo turno di battuta. Capita anche che giocando “a memoria” essendo comunque dei top-player di livello mondiale peschino qualche jolly come un paio di risposte micidiali e riescano a chiudere direttamente la pratica. Ma la cosa su cui riflettere è appunto la tecnica di base perchè pur essendo questo un esempio di perfetta gestione dell'attenzione per essere realmente produttivo da per scontato che il game di servizio sia un reale e consistente vantaggio.

Se non so servire, o meglio se non ho un buon servizio tutto questo castello cadrà miseramente perchè con una prima traballante ed una seconda timida ed innocua non potrò certo affidarmi serenamente al mio turno di battuta.

Se la mia tecnica non è adeguata non sarò in grado di trarre profitto da una corretta gestione dell'attenzione, come detto in apertura la tecnica viene prima.

Si potrebbe andare avanti all'infinito facendo esempi per distinguere le situazioni del match che richiedono la massima attenzione (picco) da quelle più tranquille dove è possibile tirare un po' il fiato, ovviamente sfruttate al massimo i cambi di campo e tutte le pause per mollare la tensione e quando la situazione è delicata (palle break, game decisivi..) fate in modo di non disperdere la vostra attenzione su aspetti che perdono importanza risultando completamente secondari e inutili in quei frangenti.

Ma una volta che l'esperienza ed una adeguata preparazione ci consentono di leggere correttamente il match individuando le situazioni chiave, come si impara a "raccogliere" tutta la propria attenzione per focalizzarla interamente sull'esecuzione del colpo?

Si allena la capacità di controllare la propria attenzione?

La risposta è si, gli esercizi tecnici mirati a migliorare la capacità di "muovere l'attenzione" sono denominati "con distrattore" e sono decisamente interessanti, anche se normalmente destinati a giocatori di livello già decisamente avanzato.

Nella terza ed ultima parte ne vedremo alcuni tra i più utilizzati.
Ultima modifica di Satrapo il ven apr 10, 2009 2:09 am, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda ste86 » ven apr 10, 2009 1:53 am

Lenzuolo di seta pura :oops:
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Messaggioda klaus » ven apr 10, 2009 10:17 am

Capita di vedere gente sbagliare il primo colpo del match e scuotere la testa borbottando “oggi non va proprio”.


"...ecchela la...se comicia bene"...versione attuale :D

Qualche errore a inizio match ci può stare, non è il caso di disperarsi. (Attenti eh, qualche errore non vuol dire 4 doppi falli o 4 errori gratuiti consecutivi!!)


...per un attimo mi ero illuso 8)


PS cercasi volontaro per il test delle 120 palle (anche riducibile a 60)
Il primo a postare un messaggio alla Rinascita di questo forum

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Messaggioda gianni67 » ven apr 10, 2009 12:56 pm

Satrapo ha scritto:SIGNORI E SIGNORE, LA GESTIONE DEL MATCH: SOPRAVVIVERE ALLO STRESS E GESTIRE L'ATTENZIONE

[Parte seconda]

LA TECNICA VIENE PRIMA

.........


Magistrale come al solito....
Grazie

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Messaggioda BackhandWinner » ven apr 10, 2009 1:10 pm

gianni67 ha scritto:
Satrapo ha scritto:SIGNORI E SIGNORE, LA GESTIONE DEL MATCH: SOPRAVVIVERE ALLO STRESS E GESTIRE L'ATTENZIONE

[Parte seconda]

LA TECNICA VIENE PRIMA

.........


Magistrale come al solito....
Grazie


Quote ovvio.

E poi una domandina oziosa al Maestro di color che sanno di tennis: se invece del cesto, l'esercizio delle 120 palle che hai descritto lo si fa invece con un compagno d'allenamenti palleggiando incrociato, va bene lo stesso?
Insomma, è chiaro che è logisticamente molto più fattibile (una volta che hai trovato un altro pazzo disposto a questo uso dell'ora di tennis :)).
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Messaggioda alcol » ven apr 10, 2009 3:35 pm

BackhandWinner ha scritto:Quote ovvio.

E poi una domandina oziosa al Maestro di color che sanno di tennis: se invece del cesto, l'esercizio delle 120 palle che hai descritto lo si fa invece con un compagno d'allenamenti palleggiando incrociato, va bene lo stesso?
Insomma, è chiaro che è logisticamente molto più fattibile (una volta che hai trovato un altro pazzo disposto a questo uso dell'ora di tennis :)).


:o

cioè tu vuoi dirmi che tu e un amico pazzo tenete 120 scambi sulla diagonale?

:o

'orcoboia!


sob che bei ricordi quando si aveva il tempo di fare i cesti :cry:
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Messaggioda picchio000 » ven apr 10, 2009 4:21 pm

BackhandWinner ha scritto:E poi una domandina oziosa al Maestro di color che sanno di tennis: se invece del cesto, l'esercizio delle 120 palle che hai descritto lo si fa invece con un compagno d'allenamenti palleggiando incrociato, va bene lo stesso?
Insomma, è chiaro che è logisticamente molto più fattibile (una volta che hai trovato un altro pazzo disposto a questo uso dell'ora di tennis :)).


In linea teorica lo si può fare, se i due che scambiano sono 2 seconda categoria di alto livello..... :lol: :lol:

Scherzi a parte, la cosa diventa enormemente difficile se entrambe non "controllano" il colpo...mi spiego, mentre al cesto il coach/compagno ti darà una palla sempre uguale o quasi, morbida, pulita..insomma facile da impattare, se la metti sullo scambio....bhe la palla comincerà ad arrivare un pò più corta...un pò più lunga....in top...poi piatta, poi vicino al corridoi...poi più centrale, alla fine uno dei due ben prima dei 60 scambi cadauno......sbaglia.

Però tentar non nuoce...male non vi fa di sicuro!!!!

Ps: magari prima di iniziare sulla diagonale, provate a fare 50 palleggi "in campo" superando sempre la linea del servizio, giocando la palla in tranquillità ma (come detto dal buon satrapone), facendo in modo che faccia solo un rimbalzo in campo :wink: , vedrete che già così con tutto il campo a disposizione la cosa è altamente allenante, certo avete si tutto il campo ma non dovete mica tirare il vincente , palla comodo per il vostro compagno...e così lui per voi!!!
WWF : windshield wiper forehand....un colpo da proteggere!!!!!!!! #100#

"ma tu tra una bella partita combattuta vinta al terzo e una nottata con me, cosa sceglieresti?

E io con lo sguardo pensieroso ma con voce ferma risposi: "che turno?"

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Messaggioda ciccio » ven apr 10, 2009 4:25 pm

6 palline in un'ora, io e il mio amico Will, solo a diagonali :D ovvero abbiamo tenuto in media ogni diagonale per 10 minuti con la stessa palla
approccio concreto e pragmatico, frutto di esperienze, anche pesanti, maturate sul campo in contrapposizione con l'attitudine salottiera di questi utenti, perfettamente in linea con tanto mondo internettiano fatto di presunti esperti da tastiera. (cit.)

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Messaggioda alcol » ven apr 10, 2009 5:31 pm

alla ricerca di qualcosa su cui non abbiano la risposta pronta 8)

ecco un nuovo quesito per i nostri supertecnici:

come lo vinco un match se mi rendo conto che sono più scarso su entrambe le diagonali?esiste un modo?

ho la sola possibilità di fiondarmi a rete tutti i punti?
MyMag si divide in due categorie: chi parla di tennis e chi sparla di tennisti.(cit)

Partito anti-poltronati

Qui siamo uno step più avanti

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Messaggioda oedem » ven apr 10, 2009 7:37 pm

ciccio ha scritto:6 palline in un'ora, io e il mio amico Will, solo a diagonali :D ovvero abbiamo tenuto in media ogni diagonale per 10 minuti con la stessa palla

vabbé, ma tu non conti

se dici così mi fai vnire voglia di stracciare la tessera, vendere le racchette e giocare a tennis solo con la WII
:lol:

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Messaggioda balbysauro » ven apr 10, 2009 9:07 pm

alcol ha scritto:come lo vinco un match se mi rendo conto che sono più scarso su entrambe le diagonali?


tira tutti lungolinea :D

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Messaggioda ciccio » ven apr 10, 2009 10:15 pm

balbysauro ha scritto:
alcol ha scritto:come lo vinco un match se mi rendo conto che sono più scarso su entrambe le diagonali?


tira tutti lungolinea :D

balby tagliati i capelli
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approccio concreto e pragmatico, frutto di esperienze, anche pesanti, maturate sul campo in contrapposizione con l'attitudine salottiera di questi utenti, perfettamente in linea con tanto mondo internettiano fatto di presunti esperti da tastiera. (cit.)

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Messaggioda balbysauro » ven apr 10, 2009 10:29 pm

il passero è nel nido

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Messaggioda Satrapo » sab apr 11, 2009 12:44 am

BackhandWinner ha scritto:E poi una domandina oziosa al Maestro di color che sanno di tennis: se invece del cesto, l'esercizio delle 120 palle che hai descritto lo si fa invece con un compagno d'allenamenti palleggiando incrociato, va bene lo stesso?
Insomma, è chiaro che è logisticamente molto più fattibile (una volta che hai trovato un altro pazzo disposto a questo uso dell'ora di tennis :)).


Per andare bene va bene ma per tenere in palleggio 120 palle sulla diagonale tutte profonde almeno oltre la riga del servizo ci vogliono due seconda con il braccio buono! #100#

Come già detto da Picchio un conto è la palla comoda del cesto, un conto è fare i conti con la palla del compagno (e lui con la nostra).

Comunque un'ora passata a palleggiare sulle diagonali è un'ora molto produttiva, molto più del tiro al piccione eh! #100#

alcol ha scritto:come lo vinco un match se mi rendo conto che sono più scarso su entrambe le diagonali?esiste un modo?


Eh in realtà qualche modo esiste, lo puoi colpire fortissimo in testa ad un cambio campo, lo puoi convincere che il mondo finirà domani e regalarti la partita potrebbe essere la buona azione che lo salverà dall'inferno, puoi fargli credere che chi perde verrà consolato dalla miss del torneo indicandogli una tua amica complice a bordo campo, puoi usare il trucco del guarda lì guarda là..

#100##100##100##100#

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Messaggioda RenaTheWiz » lun apr 13, 2009 7:53 pm

Le batoste fanno sempre bene. Arriva spesso un punto in cui ritieni di aver fatto un salto di qualità, ti senti in forma, giochi meglio, pensi di essere pronto a fare tornei ecc...poi prendi una bella batosta contro uno con cui avresti dovuto vincere ad occhi chiusi e torni con i piedi sulla terra...a lavorare.

Mi è successo sabato. Ultimamente da quando sto riuscendo a giocare con un minimo di continuità causa tempo clemente, credo di essere migliorato, sono passato con il maestro ad allenamenti più di tipo situazionale che col cesto, servo un'ottima prima, sto migliorando la seconda, riesco a tenere buoni scambi da fondo, ho migliorato la risposta.
Ebbene, dopo circa 2 ore di allenamento/partita col maestro in cui avevo giocato piuttosto bene, un tizio del circolo mi chiede di fare un set...io pur essendo stanco da non reggermi in piedi dico "certo, con piacere !" pensando - tanto questo lo batto ad occhi chiusi -. Inizio con 3 servizi vincenti da fargli spezzare il polso...il tizio gioca rimandando pallette che non arrivano manco a metà campo e io che faccio ? Sbaglio una marea di palle che avrei dovuto chiudere ad occhi chiusi. Sul servizio cerco di tirare più piano per non fare "lo sborone" e faccio 3 doppi falli di seguito...ma soprattutto col rovescio non metto in campo una palla...neppure col back che è sempre stato il mio cavallo di bataglia. Risultato....6-2 per il tizio ! :o #103# #103#

Ora dopo i primi 5 millisecondi in cui avevo dato la colpa alla stanchezza mi ricordo le parole di Satrapo e mi dico "Se non riesci a vincere con questo come vuoi pensare di fare tornei di quarta ?!?!?! :evil: ". E' un problema tecnico !!! Così da questa settimana si ritorna a fare il cesto...ma soprattutto si risolve il problema del rovescio perchè mi sono stufato di fare errori stupidi !

Questo implica quasi sicuramente l'abbandono della mia amata Prestige poichè sul rovescio in top non riesco proprio ad accelerare bene, sono lento e la palla non si alza, a differenza di racchette come la BB11Mid con la quale lo gioco vistosamente meglio. Inizierò proprio da questa, dato che ne ho 2, ma sono aperto ad altre prove.

ciao :-?
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Messaggioda tuborovescio » mar apr 14, 2009 1:50 pm

klaus ha scritto:
cercasi volontaro per il test delle 120 palle (anche riducibile a 60)


Io ci sarei :oops: , sono scarso ma se si tratta di applicare gli allenamenti di Satrapo affronto anche i Ciclopidi

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Messaggioda klaus » mer apr 15, 2009 3:48 pm

tuborovescio ha scritto:
klaus ha scritto:cercasi volontaro per il test delle 120 palle (anche riducibile a 60)


Io ci sarei :oops: , sono scarso ma se si tratta di applicare gli allenamenti di Satrapo affronto anche i Ciclopidi


Mah se confidi di tenere una diagonale di dritto per 10 colpi e quella di rovescio per 4 allora sei ben oltre le mie possibilità.(per 120 palle io intendo la somma di tutte quelle buttate di la a prescindere dagli errori..#136#)
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Messaggioda BackhandWinner » mer apr 15, 2009 4:14 pm

alcol ha scritto:
BackhandWinner ha scritto:Quote ovvio.

E poi una domandina oziosa al Maestro di color che sanno di tennis: se invece del cesto, l'esercizio delle 120 palle che hai descritto lo si fa invece con un compagno d'allenamenti palleggiando incrociato, va bene lo stesso?
Insomma, è chiaro che è logisticamente molto più fattibile (una volta che hai trovato un altro pazzo disposto a questo uso dell'ora di tennis :)).


:o

cioè tu vuoi dirmi che tu e un amico pazzo tenete 120 scambi sulla diagonale?

:o

'orcoboia!


sob che bei ricordi quando si aveva il tempo di fare i cesti :cry:


Alcol, macché. Io ho detto di volerci provare, mica di saperlo fare!

Anzi, ora posso confessare (posso PKK-Becker? #100#) che ci ho provato subito, l'altro dì con il mio compaesano forumista e tennista dei bassifondi come me. Volete sapere i mestissimi risultati, eh, sadici che non siete altro...Beh, più o meno corrispondenti ai numeri che dà Klaus qui sopra, come cifre al di sopra delle sue possibilità...:)

Abbiamo provato anche quanto incide la precisione sulla diagonale e quanto la mancanza di lunghezza di palla (azzardo a ipotizzare che si possa risolvere il 'problema' più generale, in due sottoproblemi: metodo analitico :)). In effetti andava molto meglio senza il vincolo della lunghezza: sulla diagonale di dritto si è arrivati a più di 30 colpi, dei quali 4 o 5 corti...

Miglioreremo, miglioreremo: per aspera ad astra, o almeno ci proveremo.:lol:
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Messaggioda tuborovescio » mer apr 15, 2009 5:28 pm

klaus ha scritto:
tuborovescio ha scritto:
klaus ha scritto:cercasi volontaro per il test delle 120 palle (anche riducibile a 60)


Io ci sarei :oops: , sono scarso ma se si tratta di applicare gli allenamenti di Satrapo affronto anche i Ciclopidi


Mah se confidi di tenere una diagonale di dritto per 10 colpi e quella di rovescio per 4 allora sei ben oltre le mie possibilità.(per 120 palle io intendo la somma di tutte quelle buttate di la a prescindere dagli errori..#136#)
Non so chi siano i Ciclpodi ma se ti riferivi ai Tripodi della Guerra dei Mondi io più che un Tripode sono un Trepiedi della seri mi metti li e io non mi muovo..#100#



Mi sa che per 120 palle intendiamo la stessa cosa #103# :D
e poi, se Backhand ci prova, un tentativo potremmo farlo anche noi :)
Per i Ciclopidi, minuto 2.00

http://www.youtube.com/watch?v=OOeL36DN ... L&index=22

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Messaggioda Clythus » gio apr 23, 2009 10:09 am

Satrapo ha scritto:SIGNORI E SIGNORE, LA GESTIONE DEL MATCH: SOPRAVVIVERE ALLO STRESS E GESTIRE L'ATTENZIONE

[Parte seconda]

LA TECNICA VIENE PRIMA

Questo punto è fondamentale e più di ogni altro differenzia i giocatori che sono riusciti a sviluppare adeguatamente il loro potenziale da quelli che rimangono in una sorta di limbo dove scarseggiano miglioramenti e risultati.

La tecnica precede qualsiasi considerazione psicologica o mentale, precede discorsi quali la gestione dello stress e dell'attenzione o la strategia. LE TECNICA VIENE PRIMA DI TUTTO, se non comprendete a fondo questa realtà non raggiungerete MAI il vostro pieno potenziale tennistico qualunque esso sia. (Perchè ovviamente non nasciamo tutti potenziali top100, c'è chi ha mezzi per arrivare in terza, chi in seconda e via dicendo..)

Prima di procedere quindi cerchiamo di capire quanto sappiamo giocare a tennis: chi conosce il proprio tennis e in partita sa quello che può o non può fare batte facilmente chi si ostina a tentare soluzioni che non è tecnicamente in grado di produrre con percentuali decenti.

IL TEST DELLE 120 PALLE: UNA AUTOVALUTAZIONE IMPARZIALE.

Prolungate la linea del servizio fino ad incrociare la riga di fondo in modo da dividere il campo in due metà. Fatevi dare 60 palle sul dritto scaricando tutto il cesto senza pause mirando al settore opposto, ovvero piazzate la palla sulla diagonale di dritto ma attenzione: la profondità minima richiesta è OLTRE la riga del servizio.

MOLTO IMPORTANTE: La palla che ricevete dal cesto deve essere “morbida” ma sufficientemente profonda in modo che non vi troviate MAI a colpirla con i piedi dentro il campo. Dovete impattare con i piedi vicini alla riga di fondo ma mai dentro il campo e sempre presidiando la diagonale.

Commettete errore se non piazzate la palla nella metà di campo prevista o la palla risulta corta (entro la riga del servizio) lunga, larga o in rete (conta il campo di singolo ovviamente, palla in corridoio è errore). Anche se la palla tocca una delle righe del settore è errore, se sfiora il nastro è errore. Se dopo aver rimbalzato regolarmente nel settore la palla compie anche il secondo rimbalzo nel settore commettete errore: il vostro colpo deve cadere nel settore ed avere sufficiente velocità per compiere il secondo rimbalzo al di fuori di esso.

Ripetete anche col rovescio 60 palle sulla diagonale opposta con le stesse modalità.

Questo esercizio è tecnicamente molto facile perchè il settore target è enorme (poco meno di ¼ di campo!!) e la palla che ricevete è estremamente comoda e ne conoscete già la traiettoria. Dovreste avere una fallosità sulle 120 palle prossima allo zero perchè se non siete in grado di piazzare in assoluta sicurezza una palla in una “prateria” pari a quasi ¼ di campo dovrete prendere atto che la vostra tecnica attualmente non è in grado di sostenervi e che rappresenta il vero anello debole del vostro gioco. Prima di pensare a qualsiasi altra cosa dovrete lavorare per ottenere una tecnica solida che vi consenta di portare a termine con una fallosità prossima allo zero un test tecnicamente molto facile come quello proposto. Senza queste basi è probabile che applicando concetti avanzati come la gestione dell'attenzione possiate finire col peggiorare la vostra resa, più avanti vedremo perchè.

LA DIFFICOLTA' TECNICA COME PARAMETRO VARIABILE

In allenamento quando si lavora sui colpi tutta l'attenzione resta focalizzata sulla corretta esecuzione del gesto mentre in partita tanti fattori compreso lo stress contribuiscono a “distoglierla” dal gesto tecnico con un inevitabile decadimento del nostro tennis.

Ma inevitabilmente in partita dobbiamo prestare attenzione anche ad altri elementi che non sono invece presenti in allenamento come la situazione di punteggio, l'avversario, il risultato.. insomma banalmente la partita non è l'allenamento: preso un colpo qualsiasi la sua esecuzione risulterà molto più facile in allenamento di quanto lo sarà in partita. La difficoltà tecnica di un colpo è quindi un PARAMETRO VARIABILE legato alla situazione nella quale il colpo viene eseguito. Per questo in allenamento il gap tecnico tra due giocatori si riduce enormemente (la maggiore facilità di esecuzione in allenamento rende più solido il bagaglio tecnico del giocatore più debole), per questo non è raro vedere un top10 perdere un set in allenamento contro un promettente juniores o contro uno sparring numero 1000 del mondo che normalmente stenta a far turni nei Futures (per questo in allenamento il quarta tiene botta al terza e via dicendo..) e sempre per questo servire una seconda su una palla break è più difficile che servirla sul 40 a zero.

Una volta compreso che non sono IO a cambiare passando dall'allenamento al match ma è la difficoltà tecnica di ogni esecuzione ad impennarsi il mio problema sarà migliorare la mia resa in partita. Un buon giocatore gioca meglio in partita di quanto faccia in allenamento, ed essenzialmente sono due i parametri sui quali lavorare per raggiungere una resa ottimale durante il match, nell'ordine: il margine tecnico e la corretta gestione dell'attenzione.

IL MARGINE TECNICO.

Il primo parametro da considerare è il margine tecnico che ho rispetto ad ogni esecuzione: se una cosa mi risulta difficile da fare per il mio livello tecnico attuale non potrò usarla con profitto in partita fin quando non avrò su di essa un margine tecnico sufficiente, perchè abbiamo visto che la difficoltà di un colpo aumenta in base alla situazione in cui viene eseguito.

Ovviamente per raggiungere un margine tecnico tale da consentirci di utilizzare in partita più soluzioni con profitto non esiste alternativa all'allenamento tecnico: ore o ore di prove, ripetizioni ed esecuzioni il più possibile uguali e costanti. La chiave dell'allenamento tecnico è la ripetizione e la standardizzazione del gesto tecnico, dovete raggiungere una omogeneità di esecuzione assoluta, dovete essere in grado di tirare il colpo 10-100-1000 volte in maniera identica. Il vostro gesto deve essere sempre uguale a se stesso, dovete stampare a fuoco nella memoria muscolare l'esecuzione del colpo.

Prima di utilizzare una soluzione in partita dovete dominarla in allenamento, altrimenti cadrete come mosche contro il primo pallettarino che dal canto suo ha il merito di aver capito forse la cosa più importante in un'ottica agonistica: in partita si fa solo quello che si sa fare davvero bene, quello in cui si è davvero consistenti e solidi. E lui limitandosi a correre e ributtare indietro la palla perchè solo quello sa fare bene vi spedisce a casa con tutti i vostri “micidiali” colpi che provate a tirare senza avere nemmeno lontanamente quel margine tecnico di cui sopra.

Dato per scontato che non scendete in campo per perdere, cosa che spesso invece sembra essere il vero obiettivo di giocatori che si ostinano ad attuare tattiche autolesionistiche in partita, e che quindi in partita porterete solo il repertorio di colpi e soluzioni sulle quali avete un margine tecnico accettabile passiamo alla fase successiva.

LA GESTIONE DELL'ATTENZIONE

Se devo eseguire un gesto tecnico complicato (ed il tennis è tremendamente complicato!) a parità di abilità tecnica avrò maggiori possibilità di successo tanto più alta sarà la mia attenzione nell'eseguirlo.

Evidente, banale ma non di facile attuazione. Vediamo perchè.

NON SIAMO COMPUTER

Per fortuna essendo esseri umani abbiamo dei limiti e relativamente alla capacità di mantenere alta l'attenzione questi limiti sono decisamente marcati.

NESSUNO può giocare a tennis rimanendo concentrato al massimo su ogni colpo per tutto il match, è umanamente impossibile. L'attenzione durante un match va gestita a picchi, e l'obiettivo deve essere quello di riuscire a giocare i punti decisivi del match con la massima attenzione.

LA LETTURA DEL MATCH: I PUNTI NON SONO TUTTI UGUALI.

Il primo 15 dell'incontro non è un punto decisivo. Specie se servite voi perdere il primo 15 non sposta il match in nessuna direzione. Affrontarlo con ansia impiegando troppe risorse mentali è controproducente perchè la posta in palio non vale lo sforzo. State spendendo troppo rispetto a quello che potreste ottenere, state sprecando risorse mentali che sono come abbiamo visto limitate. Le prime fasi del match si giocano solo di tecnica ("di pancia" come si suol dire) e non di testa, preoccupatevi di fare le cose come vanno fatte, assicuratevi di "mettere in moto i piedi", se siete notoriamente pigri nello scendere enfatizzate il piegamento.. insomma prendete contatto con il vostro tennis ma senza sprecare preziose e limitate risorse mentali. Tenete conto che l'inizio del match è tecnicamente critico per voi come per il vostro avversario quindi sarete leggermente più fallosi e vulnerabili voi tanto quanto lo sarà il vostro avversario. Nelle primissime fasi della partita è più probabile combinare “guai” ma è anche più facile porvi rimedio. Gli errori nelle primissime fasi del match sono relativamente meno gravi, se iniziate a disperarvi perchè il vostro primo dritto è finito fuori di 10 metri iniziando a lamentarvi o peggio ancora lanciandovi in improbabili correzioni tecniche improvvisate o pianificando strategie alternative vuol dire che in pochi istanti avete già fuso mentalmente. Paradossalmente se proprio dovete perdere il servizio il momento migliore per farlo è sullo 0 pari, il che non vuol dire che dobbiate buttare via il primo game anzi, il servizio si difende sempre con i denti, ma nell'80% delle partite che vincerete comunque vi capiterà di perdere almeno un servizio, e allora perderlo sullo 0 pari o comunque nei primi game è il male minore. Qualche errore a inizio match ci può stare, non è il caso di disperarsi. (Attenti eh, qualche errore non vuol dire 4 doppi falli o 4 errori gratuiti consecutivi!!)

Capita di vedere gente sbagliare il primo colpo del match e scuotere la testa borbottando “oggi non va proprio”. Oppure incassare nel primo scambio della partita un vincente di dritto e ululare "devo giocargli sul rovescio!". (..ma che ne sai, ha tirato un dritto e magari resterà l'unico in campo per tutta la partita!) Atteggiamenti come questo vi rendono perdenti (e in alcuni casi anche parecchio ridicoli) e sono da evitare come la peste. La partita si vince al terzo set, il primo 15 del match non conta nulla.

E' dunque essenziale per gestire correttamente l'attenzione imparare a leggere correttamente le situazioni del match.

Un esempio su tutti chiarisce bene questo concetto e contribuisce a spiegare altrettanto bene come comunque una corretta gestione dell'attenzione non può prescindere da una solida tecnica.

Terzo set, match tirato sono avanti 5-3 serve il mio avversario.

La fase del match è a dir poco CRUCIALE, presumibilmente si sta in campo da due ore forse anche qualcosa in più, la stanchezza si fa sentire e si sono spese tante energie fisiche e mentali in questo "epico" confronto che uscirne sconfitti sarebbe davvero un peccato. Voglio vincere, sono arrivato fin qui e ora voglio vincere. (..cosa da non dare mai per scontata, vedo spesso tennisti giocare in un modo che lascia parecchi dubbi sulla loro reale volontà di vincere il match!)

Per il nostro avversario il game è decisivo, non può perdere questo servizio ma per noi il game decisivo sarà il prossimo, quando andremo a servire sul 5-4.

Per sfruttare al meglio la pressione che grava sul nostro avversario dobbiamo liberarci di quella che grava su di noi prendendo coscienza che il game da vincere per noi sarà il prossimo, tutto quello che di buono potrebbe accadere in questo è solo una ulteriore possibilità per noi ma vincere ora 6-3 o tra 10 minuti 6-4 è indifferente. (Voglio vincere, ricordate? Non voglio "vincere ora", non voglio "vincere presto", non voglio "vincere facile". Ho faticato per due ore e "voglio vincere", punto.)

Questo game è solo una opportunità in più, conviene giocare sciolti il che non vuol dire sparacchiare via tutto ma nemmeno mettersi li a remare come paguri magari faticando come bestie per poi presentarsi distrutti al nostro appuntamento decisivo. Un game come questo si gioca pensando al successivo quindi sciolti e in “confidenza”. Game come questo si giocano a “memoria” affidandoci completamente alla nostra tecnica senza distogliere troppo l'attenzione da quello che sarà il nostro vero appuntamento con la vittoria, ovvero il game successivo. Spesso questo atteggiamento se siamo supportati da una solida tecnica ci consente di piazzare qualche bel vincente mettendoci in condizione di chiudere direttamente il discorso sul 6-3.

Ma se questo non dovesse accadere allora sul 5-4 e servizio signori miei è tempo di utilizzare tutte le nostre risorse e giocare al 110%. Ora si che dovete inchiodare la vostra attenzione su ogni gesto tecnico come se fosse l'ultimo della vostra carriera. Niente stupidaggini solo consistenza e ricordate che siete al servizio e che quindi lo scambio dovete prenderlo in mano da subito. Massima attenzione, nessun rischio inutile non è questo il momento di sperimentare, non vi serve una strategia sul 5-4 al terzo, non vi serve una trovata geniale, l'unica cosa che conta è portare a casa il match perchè se siete arrivati così' vicino alla vittoria vuol dire che comunque avete il tennis per uscire vincitori dal campo. Privilegiate le soluzioni che vi hanno portato più punti, se pressando sulla diagonale avete portato a casa la maggior parte dei 15 non è questo il momento di sparare il lungolinea al terzo scambio! Fate ciò che ha funzionato meglio. Se in due ore avete fatto 3 palle corte e tutte e tre vi hanno dato il punto, NON fate la palla corta ora! 3 punti in due ore sono un apporto minimo, non è con la palla corta che avete costruito il vostro punteggio e quindi non è con la palla corta che vincerete il match! Fate ciò che QUANTITATIVAMENTE vi ha portato più punti e fatelo con la MASSIMA ATTENZIONE! Qui avete bisogno di un picco di attenzione che risalti come l'Everest nella pianura Padana perchè ora è il momento di remare come paguri controcorrente, picchiare come fabbri e non mollare un 15 a costo di arrampicarsi sui pini per intercettare uno smash!

Questo è l'unico game che dovete vincere assolutamente, qui la massima attenzione è indispensabile.

Detto ciò una importante riflessione. Questo approccio è ineccepibile e infatti molto spesso i professionisti quando hanno un break di vantaggio nelle fasi finali del set mollano o quasi l'ultimo game di risposta e appaiono visibilmente concentrati sul loro successivo e decisivo turno di battuta. Capita anche che giocando “a memoria” essendo comunque dei top-player di livello mondiale peschino qualche jolly come un paio di risposte micidiali e riescano a chiudere direttamente la pratica. Ma la cosa su cui riflettere è appunto la tecnica di base perchè pur essendo questo un esempio di perfetta gestione dell'attenzione per essere realmente produttivo da per scontato che il game di servizio sia un reale e consistente vantaggio.

Se non so servire, o meglio se non ho un buon servizio tutto questo castello cadrà miseramente perchè con una prima traballante ed una seconda timida ed innocua non potrò certo affidarmi serenamente al mio turno di battuta.

Se la mia tecnica non è adeguata non sarò in grado di trarre profitto da una corretta gestione dell'attenzione, come detto in apertura la tecnica viene prima.

Si potrebbe andare avanti all'infinito facendo esempi per distinguere le situazioni del match che richiedono la massima attenzione (picco) da quelle più tranquille dove è possibile tirare un po' il fiato, ovviamente sfruttate al massimo i cambi di campo e tutte le pause per mollare la tensione e quando la situazione è delicata (palle break, game decisivi..) fate in modo di non disperdere la vostra attenzione su aspetti che perdono importanza risultando completamente secondari e inutili in quei frangenti.

Ma una volta che l'esperienza ed una adeguata preparazione ci consentono di leggere correttamente il match individuando le situazioni chiave, come si impara a "raccogliere" tutta la propria attenzione per focalizzarla interamente sull'esecuzione del colpo?

Si allena la capacità di controllare la propria attenzione?

La risposta è si, gli esercizi tecnici mirati a migliorare la capacità di "muovere l'attenzione" sono denominati "con distrattore" e sono decisamente interessanti, anche se normalmente destinati a giocatori di livello già decisamente avanzato.

Nella terza ed ultima parte ne vedremo alcuni tra i più utilizzati.


Bellissimo post Satrap,

ripete con chiarezza dei concetti fondamentali che purtroppo si danno per scontati quando invece non lo sono.

L' unico problema Satrapo è che per noi pippe il tuo post non ha una perfetta applicazione perché presuppone un assunto inesistente, ovvero la possibilità di: 1) allenarsi e 2) sfruttare in partita gli allenamenti.

Io gioco spesso due volte a settimana di cui una con una ragazza con la quale palleggio ed una col maestro che ci tiene in 4 o 5 in campo, ci spiega concetti e punti di vista similissimi ai tuoi ma il problema è che giocando poche volte con avversari "degni", non c'è tanto modo di acquisire sicurezza in partita di ciò che fai in allenamento, se si può considerare allenamento un cadenziamento di un ora ogni 7 giorni.... dove fai tutte cose diverse e non ti fermi ad allenare o solidificare un colpo in particolare, magari quello più sicuro che tornerebbe preziosissimo in partita.

Sono sicuro che se potessi passare da 2 ore fatte alla cappero di canide a 4 ore di cui 2 col maestro da solo e 2 con degli avversari di pari livello, la storia cambierebbe, è quello che fanno poi gli n.c. più forti, stanno in campo 5 ore a settimana, 2 col maestro e 3 singolari coi giocatori più forti del circolo, aumenti le capacità tecniche e l' abitudine a gestire il match con avversari di pari valore o superiore.

Aggiungici poi che questi vanno anche a correre, in palestra ecc... a me va già bene se riesco a giocarmi le mie 2 o 3 ore che diventano factotum per: allenamento, partita, movimento fisico.

Gli avversari che trovo ai tornei invece provengono da circoli tutti muniti di palestra e fisioterapista, massaggiatore, parco vicino per andare a correre.....

Tant'è che gli n-c più forti dei circoli della mia zona vincono anche coi 4.3 ed impegnano fortemente ( e a volte battono ) i 4.1.

Se abitassi dalle tue parti verrei certamente a prenotare un' ora o due al mese : o )

Sono venuto qui a ringraziarti per questo bel post e per rimandarti al topic tecnico perché devo chiedeti una cosa.
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Quando l' uomo a nitroglicerina trova l' uomo ad antimateria, l'uomo a nitro è un 7/5, 4/6, 2/6, 7/6(5), 5/7.

Satrapo
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Messaggioda Satrapo » gio apr 23, 2009 4:13 pm

Clythus ha scritto:L' unico problema Satrapo è che per noi pippe il tuo post non ha una perfetta applicazione perché presuppone un assunto inesistente, ovvero la possibilità di: 1) allenarsi e 2) sfruttare in partita gli allenamenti.


Si questo è verissimo, infatti mi riproponevo a breve (ci vorrà un po' eh #100#) di preparare una sorta di mini-workout per sfruttare nei limiti del possibile le 2-3 ore settimanali che riuscite a strappare al lavoro tentando di bilanciare qualche drill tecnico da fare in palleggio con qualche gioco a punti per non sacrificare troppo il divertimento.

Ah e devo ancora scrivere la terza parte con gli esercizi con distrattore! #100#

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Messaggioda z3nith » gio apr 23, 2009 5:13 pm

Grande Satapro, aspetterò la versione concentrata perchè quello che ha detto Clythus purtroppo è la "dura" realtà di molti di noi.

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Messaggioda infinitejest » lun giu 01, 2009 8:46 am

Satrapo ha scritto:SIGNORI E SIGNORE, LA GESTIONE DEL MATCH: SOPRAVVIVERE ALLO STRESS E GESTIRE L'ATTENZIONE

Se non so servire, o meglio se non ho un buon servizio tutto questo castello cadrà miseramente perchè con una prima traballante ed una seconda timida ed innocua non potrò certo affidarmi serenamente al mio turno di battuta.

.


#1# Purtroppo è il mio caso #1#
Nella situazione che descrive Satrapo 5-3, terzo set, serve lui, beh :oops: sento di dovermi giocare gran parte delle mie possibilità di chiudere il match nel game di risposta.
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Messaggioda veterano » lun giu 01, 2009 12:18 pm

Ciao Satrapo.... a quando gli esercizi con distrattore ???? sono molto interessato............un Saluto e Grazie dei tuoi ottimi consigli.....

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Messaggioda MaxOblivion » lun giu 01, 2009 9:19 pm

ciao! Mi chiedevo se per gli allenamenti di cui si parla è possbile usare la macchina sparapalle? Domanda idiota forse ma io non l'ho mai vista ma ho scoperto che a Osio, dove dovrei fare il mio primo torneo è utilizzabile. In realtà non so nemmeno se costa un occhio della testa!
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Messaggioda infinitejest » mar giu 02, 2009 12:08 pm

curiosità:

cosa fate durante i cambi di campo ?
come utilizzarli al meglio ?
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Satrapo
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Messaggioda Satrapo » mar giu 02, 2009 2:14 pm

veterano ha scritto:Ciao Satrapo.... a quando gli esercizi con distrattore ???? sono molto interessato............un Saluto e Grazie dei tuoi ottimi consigli.....


Eh si sono in ritardo mostruoso ma nei prossimi giorni avrò un po' di tempo e spero di riuscire a terminare il discorso iniziato nelle puntate precedenti.

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Messaggioda tarie » mar giu 02, 2009 2:33 pm

Satrapo è iniziata la prima settimana di giugno.. #100#

Satrapo
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Messaggioda Satrapo » mar giu 02, 2009 2:46 pm

tarie ha scritto:Satrapo è iniziata la prima settimana di giugno.. #100#


Si ma è iniziata malissimo! #100#

Scherzi a parte iniziate ad organizzarvi che a giugno sicuramente riusciamo ad andare in campo, promesso.

Magari evitiamo orari tipo quello dell'anno scorso eh! #100#

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Messaggioda picchio000 » mer giu 03, 2009 11:58 am

Satrapo ha scritto:
tarie ha scritto:Satrapo è iniziata la prima settimana di giugno.. #100#


Si ma è iniziata malissimo! #100#

Scherzi a parte iniziate ad organizzarvi che a giugno sicuramente riusciamo ad andare in campo, promesso.

Magari evitiamo orari tipo quello dell'anno scorso eh! #100#


No ragazzi sono fermo ai box ....fatemi recuperare dall'infortunio.....VE PREGOOOOOOOOOOOOO
WWF : windshield wiper forehand....un colpo da proteggere!!!!!!!! #100#



"ma tu tra una bella partita combattuta vinta al terzo e una nottata con me, cosa sceglieresti?



E io con lo sguardo pensieroso ma con voce ferma risposi: "che turno?"


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